COLORI POLITICI

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BONUS BABY SITTER

Senatore Antonio De Poli

Cari Amici,

si chiude una settimana centrale, al termine di 4 giorni, si sono conclusi i negoziati in Europa che hanno portato all’ accordo sul cosiddetto RECOVERY FUND.

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CHE FINE HA FATTO LA RIFORMA FISCALE

Di: Senatore Antonio De Poli

Cari Amici,

prima di entrare nel vivo di questa newsletter, lasciatemi esprimere un pensiero su una notizia positiva che è circolata in questi giorni: è nata Beatrice Vittoria, una bimba speciale che, in questa emergenza, ci restituisce un po’ di serenità e di gioia.

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DOPO IL CONSIGLIO EUROPEO DI LUGLIO 2020

Cari Amici della Fondazione

Cari Amici della Federazione,

L’ Amico Hermann Teusch ci ha sottoposto una sua riflessione sull’ultimo Consiglio Europeo e sulle soluzioni adottate, che condivido, rilevando che il pregiudizio nei confronti dell’ Italia ha reso più difficoltosa la trattativa.

Di seguito Vi invio una mia riflessione, ringraziandoVi per l’ attenzione.

Cordiali saluti

On. Vitaliano Gemelli

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400.000 OCCUPATI IN MENO NELL’ ARCO DI 2 MESI DI LOCKDOWN

Cari Amici,

la settimana del 2 Giugno si è aperta con un evento simbolicamente importante: mi riferisco al messaggio agli italiani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita a Codogno dove lo scorso 20 febbraio scoppiava l’ emergenza Coronavirus in Italia.

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Adelante amigos, con juicio !

Ettore Bonalberti

Comitato provvisorio Federazione Popolare dei DC

Venezia, Giugno 2020

Ho seguito con interesse il dibattito svoltosi ieri in streaming tra gli amici D’ Ubaldo e Follini sul tema: “  Ci manca la DC? “. L’ impressione ricevuta è quella di un disincanto che, in Follini sfocia in una sorta di pessimismo dissolvente, sino all’ idea che nulla può essere compiuto da questa generazione ex DC, appesantita dai tanti errori commessi, i più importanti dei quali sono stati:

  1. il non aver saputo adempiere il disegno moroteo del compimento della democrazia in Italia, ossia la garanzia dell’ alternanza col superamento della conventio ad excludendum verso il PCI;
  2. il peccato originale del debito pubblico che, partito negli anni ’80, certo con la complicità di molti, ebbe nella DC uno dei responsabili più diretti.

Di qui l’ idea che solo da una rinascita dal basso, dalle diverse realtà territoriali di una nuova classe dirigente potrà esserci una rinascita. Più ottimistica la visione di Lucio D’ Ubaldo il quale, analizzate le ragioni del fallimento dell’ esperienza da entrambi vissuta nel PD, soprattutto a causa del “ populismo di potere o di governo  ” renziano, durante la segreteria del giovane fiorentino, ritiene che si potrebbe avviare un nuovo percorso a partire dai rinnovi delle prossime elezioni nelle grandi città, come quelle di Roma, purché si tratti, ha ricordato D’ Ubaldo, di una rinascita di “ un partito dalle robuste radici sociali, dotato di un forte senso delle istituzioni ”; un partito in grado di intercettare e inverare nella politica le grandi novità espresse dagli orientamenti della dottrina sociale cristiana di Papa Francesco.

 

Diverso anche il giudizio sul caso del presidente del consiglio Conte che, per Follini, non si potrà mai considerare un campione della rinascita del pensiero cattolico democratico. Un politico che è stato capace di passare senza indugi da un’ alleanza con la Lega a quella del PD con estrema disinvoltura, ha sostenuto Follini, è incomparabilmente diverso della storia della DC che, per passare dall’ alleanza con i liberali a quella di centro sinistra col PSI, ci mise dieci anni. Più possibilista D’ Ubaldo che riconosce all’ avvocato fiorentino la formazione cattolico sociale, alla quale, però, andrebbe associata anche una capacità innovativa e di forte discontinuità, ricordando l’ intuizione degasperiana all’ atto della fondazione della DC in casa Falck, con Malvestiti e gli amici neoguelfi lombardi, dove anziché perpetuare il vecchio PPI decisero la costruzione del nuovo partito.

 

In entrambi, infine, e nemmeno malcelata o sotto traccia, permane l’ irrisolta polemica verso quella scelta del “  preambolo che, nel Febbraio 1980 mise fine al disegno moroteo della “  solidarietà nazionale  ”. Con Sandro Fontana e Emerenzio Barbieri, ho avuto l’ onore di essere accanto a Carlo Donat Cattin la mattina del 16 Febbraio di quell’ anno, quando sul vecchio altare sconsacrato del convento della Minerva a Roma, il leader di Forze Nuove scrisse il testo del preambolo. Il documento che determinò il cambiamento strategico di quel Congresso e permise di riannodare i fili del rapporto con i socialisti della linea craxiana, risultata vincente in quel partito. Sono passati quarant’anni e il giudizio sul “  preambolo  ” divide tuttora gli storici e soprattutto i cattolici impegnati in politica. Secondo quella sinistra democristiana che si richiamava alla corrente di  “  Base  ”  (  De Mita, Galloni, Martinazzoli  ) fu l’ inizio del via alla presidenza Craxi con tutte le conseguenze negative che portarono alla liquidazione della prima Repubblica. Al contrario, per la sinistra sociale della DC, ossia la nostra di Forze Nuove, come per Forlani e Piccoli, fu la fine di quella “  solidarietà nazionale  ” che rischiava di rendere subalterno il partito dei cattolici alla “  egemonia gramsciana  ” ed alla forza organizzativa e alla macchina elettorale dei comunisti.

viruslibertario.it

A me pare che continuare a perpetuare quella divisione non faciliti alcun progetto di ricomposizione dell’area  cattolico democratica e cristiano sociale. Ha ragione Guido Bodrato, secondo la citazione dell’amico Merlo, secondo cui: la “  Dc era come un vetro infrangibile. Quando si è rotto è andato in mille frantumi e, pertanto, non è più ricomponibile  ”. Una difficoltà di ricomposizione che è resa ancor più complicata dalla vasta e complessa realtà politico sociale e culturale cattolica, dove, secondo l’ infausta regola aurea italica: “ tutti vorrebbero coordinare, ma nessuno vuol essere coordinato  ”. Nel saggio che ho appena concluso sul travaglio politico del cattolicesimo italiano, approfondisco le ragioni di queste difficoltà, tanto sul piano della situazione interna alla Chiesa e alla CEI, quanto nell’ insieme delle realtà sociali e politico culturali di quel grande fiume carsico dell’ area cattolica. A Follini e a D’Ubaldo, come agli altri amici che a diverso titolo si ritrovano sulle indicazioni strategiche del “  manifesto Zamagni  ” e intendono costruite la cosiddetta “  parte bianca  ”, ricordo quanto ebbi modo di scrivere loro nel Gennaio di quest’anno: “  Vorrei che facessimo nostro il messaggio inviato da Papa Francesco al cardinale Peter K.A. Turkson: “ Dialogare è difficile, bisogna essere pronti a dare e anche a ricevere, a non partire dal presupposto che l’ altro sbaglia ma, a partire dalle nostre differenze, cercare, senza negoziare, il bene di tutti e, trovato infine un accordo, mantenerlo fermamente ”-

Ho letto attentamente il nostro patto federativo e il manifesto Zamagni e sono convinto che non esistano motivi di scontro o di contrapposizione tra di noi. Proveniamo tutti dalla stessa esperienza politico della DC storica, nella quale il momento di divisione e più serio scontro fu quello che divise i “ preambolisti ” dell’ accordo con i socialisti, come noi di Forze Nuove, e gli anti preambolisti, per il confronto e l’alleanza con il PCI, dell’ area ZAC. Una divisione che si è protratta oltre la fine politica della DC (  1994  ) e che, temo, permanga in qualcuno di noi.

Non esistono più le condizioni al tempo del preambolo ed è netta la scelta fatta anche dalla Federazione Popolare dei DC di “  alternativa alla deriva nazionalista e populista a dominanza salvinian-meloniana  ”. A me sembra che sia questo il presupposto strategico che ci può unire, ma, aggiungo, che, con il sistema elettorale proporzionale, che sembra e/o speriamo sarà adottato, sia del tutto fuori luogo discutere sulle alleanze, prima ancora di esserci confrontati sui contenuti di un possibile programma di governo per il partito dei cattolici democratici e cristiano sociali. Prima, allora,  impegniamoci alla costruzione del partito che non potrà che essere un partito di centro, democratico, popolare, riformista, europeista, inserito a pieno titolo nel PPE, alternativo alla deriva nazionalista di destra, poi, e solo dopo, concordato il programma, affronteremo il tema delle alleanze che, data la premessa strategica condivisa, si svilupperà con le forze riformatrici che intendono con noi attuare la principale delle riforme: la difesa e l’ attuazione integrale della Costituzione  ”.  Adelante, dunque, amigos, con juicio!

Ettore Bonalberti

 

LAVORATORI E FONDI SURE.

IL GOVERNO E’ FERMO !!

Di: Senatore Antonio de Poli

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Crisi sociale e crisi di sistema

Di: Ettore Bonalberti

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LEGA O SINISTRA ?? ESSERE O NON ESSERE ??

Non è la prima volta che spunta il paragone tra la Lega e la sinistra.

Lo avevano già proposto Bossi e lo stesso Salvini in passato. Lo fece, 25 anni fa, uno che nel Pci ci era cresciuto, Massimo D’ Alema, definendo la Lega “  costola del movimento operaio  ”. Oggi la Lega è uno dei partiti più importanti della destra internazionale e l’accostamento fa scandalo.

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Tasse e scadenze. Il Governo RINVII TUTTO AL 2021!

Senatore Antonio De Poli

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