Il Cartello finanziario ( potentati bancari, tecnocrazie europee; membri di organizzazioni della finanza speculativa ) che punta il dito contro il debito dell’ Italia, è lo stesso che ha causato l’ impennata del debito in Italia. Il Cartello finanziario che finge di voler ridurre il debito italiano è l’ unico che ci guadagna dal debito italiano.

Fu una scelta nel 1981, presa arbitrariamente da sole due persone ( Ministro del Tesoro e Governatore della Banca d’ Italia ) mediante una semplice comunicazione interna che bypassava ogni iter democratico, indispensabile per una questione che avrebbe influenzato negativamente la vita di 60 milioni di persone.

In pratica il nostro debito pubblico, invece, di essere venduto direttamente agli italiani, per diventare la ricchezza di cittadini e aziende, viene rivolto a banche speculative straniere o italiane con azionisti stranieri. Ed è così che finiamo nella mani del Cartello finanziario internazionale dandogli la facoltà di mettere bocca su ogni scelta politica, economica o sociale, pena la vendita massiccia di quei titoli e il rischio default del paese.

Se l’ ipotesi di ritornare sovrani, cioè padroni, vi sembra un miraggio troppo lontano, basterebbe nell’ immediato che avessimo la possibilità di finanziarci dalla Banca Centrale allo stesso tasso con cui si finanziano le banche speculative alle quali noi siamo poi costretti a rivolgerci. Si risparmierebbero decine e decine di miliardi all’ anno ed il debito immediatamente.

Ma soprattutto, stanno venendo a galla i meccanismi che hanno portato alla truffa del debito pubblico. Ecco perché al Cartello finanziario europeo è cominciata a tremare la terra sotto i piedi. Abbiamo dato un motivo in più a Juncker per barcollare.

Fonte: Dottssa Patrizia Stella

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