Fonte Proff.  Antonino GIANNONE

Che tristezza vedere che sulla Tesi della Corte costituzionale PD+M5S+Leu abbiano già una proposta di legge per autorizzare il suicidio assistito; la libertà a sopprimere la vita altrui e la propria

Come cattolici siamo irrilevanti nelle scelte politiche da qualche decennio perché siamo dispersi in tanti cespugli e con politici che si accontentano di poltrone e strapuntini nei partiti più grandi o nel sottogoverno e che non desiderano “ servire la Politica, ma servirsi della politica

La responsabilità etica è sempre più debole a livello della politica e delle altre attività sociali.

Per un futuro migliore servirà realizzare un grande programma di educazione morale, di un umanesimo integrale di valori Etici e Cristiani che siano condivisi dalle comunità nei territori, dal popolo italiano per il miglioramento del bene comune

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sentenza odierna della Corte Costituzionale: per i ladri d’ appartamento nessuna sospensione della pena. Devono scontare la condanna in carcere. La Consulta chiede comunque al Parlamento di eliminare le incongruenze contenute nell’attuale normativa.

27.9.2019 – La Corte Costituzionale ha ritenuto legittima la norma che vieta al giudice di sospendere l’ esecuzione della pena per chi è condannato per furto in abitazione. I ladri d’appartamento devono quindi restare in carcere. E’ stata così respinta un’ eccezione sollevata un anno fa dal tribunale di Agrigento, sezione prima penale, in funzione di giudice dell’esecuzione, che riteneva illegittimo, in riferimento agli artt. 3, primo comma, e 27, terzo comma, della Costituzione, l’ art. 656, comma 9, lettera a), del codice di procedura penale, nella parte in cui stabilisce che la sospensione dell’ esecuzione di cui al comma 5 della medesima disposizione non può essere disposta nei confronti dei condannati per il delitto di furto in abitazione di cui all’ art. 624-bis, comma primo, del codice penale. Sarebbe stata infatti irragionevole, da un lato, la disparità di trattamento tra i condannati per furto in abitazione e i condannati per una serie di altri delitti, tra cui in particolare la rapina, e, dall’ altro, la «presunzione aprioristica di pericolosità» anche nei confronti di persone ritenute responsabili di fatti di reato di modesta gravità e condannate, pertanto, a pene detentive brevi.