di Redazione PMI.It

Ufficiale la proroga del regime sperimentale Opzione Donna con l’ approvazione della Legge di Bilancio 2019 e delle altre novità sulle pensioni: i dettagli.

Legge di Bilancio: pensioni, flat tax, reddito di cittadinanza

Con l’ approvazione della Legge di Bilancio 2019, arriva la proroga ufficiale oltre il 2015 dell’Opzione Donna, il regime pensionistico introdotto in via sperimentale dall’ articolo 1, co. 9 della legge 243/04 che ha concesso alle lavoratrici di pubblico e privato, in possesso di determinati requisiti, di andare in pensione in anticipo a patto di accettare un assegno calcolato interamente su sistema contributivo.

Una misura che dopo la Legge Maroni n° 243/04 è stata ripresa con la Riforma delle Pensioni Fornero del 2011, per poi essere prorogata anche dalla Legge di Bilancio 2017 e ora dalla Legge di Bilancio 2019.

Requisiti Opzione Donna

Quota 100: pensione anticipata dal 2019

16 ottobre 2018Nel Comunicato ufficiale del Consiglio dei Ministri pubblicato a margine dell’approvazione della Legge di Bilancio 2019 si legge:

Per le donne si proroga “Opzione Donna”, che permette alle lavoratrici con 58 anni, sedipendenti, o 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi, di andare in pensione.

La proroga oltre il 2015 è stata concessa dal Governo a fronte delle ripetute richieste del Comitato Opzione Donna motivate dal fatto che per molte lavoratrici sarebbe stato impossibile raggiungere i requisiti della quota 100 che prevedono un requisito contributivo minimo di 38 anni.

Ora è necessario attendere il testo ufficiale della Legge di Bilancio 2019 per sapere fino a quando viene prorogata l’ Opzione Donna, ovvero se i requisiti richiesti debbano essere conseguiti entro il 31 dicembre 2018 o anche successivamente (  come richiesto  ). La proposta sul tavolo di discussione tra Governo e Comitato Opzione Donna prevedeva che la platea dei nuovi beneficiari ammettesse che donne che:

  • al 12.2018 avranno compiuto 58 anni più 7 mesi nel privato e nel pubblico impiego, 59 anni più 7 mesi se autonome;
  • abbiano maturato entro il 12.2018 35 anni di contribuzione: 34 anni, 11 mesi e 16 giorni ovvero 1820 settimane effettive.

Secondo la proposta, sono previsti ulteriori 12 e 18 mesi rispettivamente per ricevere l’ assegno, durante il quale sarebbe consentito continuare a lavorare. Una volta maturato il diritto, questo può essere esercitato in qualunque momento.

Fonte: Istock