di Marta Bravi

« Illegittima la norma che obbliga a demolire »

L’ allarme di Assoedilizia: Comune padrone impone abbattimento ed ” espropria ” i titolari

Il Pgt prevede l’ obbligo di abbattimento dei palazzi degradati

Marta Bravi

E Assoedilizia si prepara a dare battaglia al Comune a colpi di ricorsi al Tribunale amministrativo.

Nel mirino dell’ Associazione milanese della proprietà edilizia il Piano di governo del territorio, che prevede per il Comune la possibilità di demolizione o di ” esproprio ” di edifici abbandonati o degradati.

Si tratta dell’ articolo 11, del piano delle regole, una norma che già aveva suscitato scalpore quando era comparsa nel Regolamento edilizio, e che ora è rientrata nel Pgt in via di revisione. Il nuovo Pgt è stato adottato con delibera del 4 marzo, 15 maggio; ora è il tempo delle osservazioni ( il termine ultimo per presentarle è il 15 luglio ) dopodichè verrà discusso, emendato in consiglio e approvato. Un iter lungo e complicato che durerà diversi mesi. Ma come l’ articolo 12 del Regolamento edilizio era da considerarsi illegittimo, lo è allo stesso modo ora anche se inserito nel Piano di governo del territorio. In sostanza prevede l’obbligo per i proprietari di edifici degradati, cioè «che comportano pericolo per la salute e la sicurezza urbana o situazioni di degrado ambientale e sociale» di recuperarli pena la demolizione. « Agli edifici abbandonati e dismessi, così come individuati, ( in futuro ) anche da determina dirigenziale, recita l’ articolo è data facoltà di presentare proposta di piano attuativo o idoneo titolo abilitativo finalizzato al recupero dell’ immobile; i lavori dovranno essere avviati entro 18 mesi dalla loro prima individuazione. In alternativa è fatto obbligo di procedere con la demolizione del manufatto: in caso di demolizione dell’ edificio esistente su iniziativa della proprietà è riconosciuta integralmente la SL esistente. In caso di mancata demolizione da parte della proprietà, l’ amministrazione si riserva il potere sostitutivo finalizzato alla demolizione dell’ edificio ». Non solo il Comune si riserva di decidere sulla necessità di demolire o meno l’ edificio abbandonato da 2 anni, ma il proprietario è tenuto anche a sostenere il costi dell’ abbattimento. Peccato che l’ articolo sia illeggittimo: nessuna legge regionale o nazionale lo prevede.

Questo articolo, che non è sostenuto da leggi, stride con il diritto di proprietà e impone azioni minacciando sanzioni, come la perdita del diritto volumetrico.

« In altri termini si tratta di una disciplina che comprime il diritto di proprietà, avendo contenuti di tipo espropriativo spiega il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici-.La norma, però, non rientra, sulla base non solo delle nostre leggi, ma anche deiprincipidettati dalle normative dell’ Unione Europea, nella competenza del Comune. Non solo, così l’amministrazione si erge a giudice univoco, stilando la lista degli edifici abbandonati, che comunicherà poi la Questura e Prefettura, senza doverla nemmeno comunicare ai proprietari degli stessi edifici.

Così è arbitrario anche il concetto di « degrado ambientale sociale o disagio per il decoro e la sicurezza urbana» che non viene in alcun modo declinato.

«In due articoli, questo e quello sulla certificazione di idoneità statica degli immobili traspare la chiara volontà dell’amministrazione di mettere sotto pressione la proprietà privata» la conclusione di Colombo Clerici. Enorme l’ impatto che la norma ha sul mercato immobiliare che viene paralizzato per l’ incertezza appunto delle mosse del Comune che a sua discrezione, può decidere se un palazzo merita di essere demolito. Non solo, « qui si preme sul piano economico degli imprenditori, in piena crisi ».

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