Affidare il proprio congiunto ad altre persone non è cosa facile, porta con sé sensi di colpa, sensazioni d’ impotenza, insicurezza.

Noi vorremmo fare il meglio per il nostro caro. Ma è inevitabile che sia necessario essere aiutati. Talvolta anche imponendo al nostro caro un aiuto che lui rifiuta. Tuttavia possiamo essere più tranquilli se sentiamo di avere affidato il nostro parente in mani sicure, di cui noi ci fidiamo, e dunque come fare a scegliere?

Non vi è nulla di più difficile che imparare a relazionarsi con gli altri.
Sebbene spesso non ci si pensi, e si consideri cosa scontata, la capacità di relazione non è cosa semplice, ma piuttosto un’ arte difficile che richiede disciplina, studio e impegno. Cosicché l’ unico vero elemento di qualità che vale la pena, rilevare quando si deve affidare il nostro caro ammalato a qualcuno, badante, centro clinico o casa di riposo, è valutare quanto questo qualcuno sia dolce, accogliente, capace di costruire una vera relazione e di resistere alle perturbazioni che le relazioni per loro natura hanno.

Quanto sia sinceramente interessato all’ ammalato, e ciò si vede da quanto sia sinceramente interessato a noi. E’ dalla relazione che l’operatore costruisce con noi che possiamo avere elementi per valutare se vuole veramente occuparsi degli altri. E non sono i luccichii di case di riposo moderne, ben costruite o tecnicamente attrezzate che contano, ma persone che sanno prendersi cura sul serio degli altri.
E’ la loro capacità empatica, relazionale, emotiva che conta. E subito si riconoscono le persone rigide, distaccate, distanti. Si vede dalla capacità di riconoscere i nostri bisogni, di ascoltare le nostre lamentele, e di sorridere.
CAFFE LETTERARIO-ARTIS

 

Riccardo FERRARI – rikferrari@gmail.com

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