Di: ianni Toffali   –  Verona

Erano attese le parole del Papa su Hong Kong e non c’ era occasione migliore del viaggio di ritorno dalla trasferta in estremo oriente.
Da scafato politico si è ben guardato bene dal dare un suo parere rispetto alla violenta battaglia tra i manifestanti per la democrazia e i gerarchi comunisti cinesi. Ai giornalisti che attendevano una sua opinione ha risposto che ”  Non so valutare  ”.
L’  appoggio alla dittatura rossa più spietata del mondo è stato ricambiato il giorno dopo sotto forma di ringraziamento. Gli uomini del dittatore Xi Jinping hanno pubblicamente espresso gratitudine al loro simpatizzante di partito.
Eppure, il sindacalista dei poveri papa Francesco, dovrebbe essere a conoscenza che la “  Repubblica  ” Popolare Cinese è guidata da una dittatura comunista a partito unico, nella quale il dissenso viene represso anche violentemente.
La Cina è il Paese al mondo in cui si eseguono più condanne a morte, sebbene le autorità si rifiutino di rendere pubblica alcuna statistica ufficiale. Nel 2007, Amnesty International  ha raccolto notizie su 470 esecuzioni, ma ne stima un totale di almeno 6000 nell’ arco dell’ anno.
Nessuno tocchi Caino stima una cifra simile di almeno 5000 esecuzioni nello stesso periodo, con un’ incidenza dell’ 85,4% sul totale mondiale. Un esponente politico cinese, Chen Zhonglin, giurista e preside della facoltà di legge dell’ Università Sudorientale Cinese, in un’ intervista al China Youth Daily ha parlato di 10.000 esecuzioni l’ anno.
Se gli uomini di religione si adeguano al cinismo della politica, significa che Dio è realmente morto.
    A.la.t.Ha.