Di: Gianni Toffali  –  Verona

I media nazionali ( e forse anche internazionali ) hanno aperto con l’ espressione giubilante:  ”  Cartabia, prima presidente donna della Corte costituzionale  “.

Nemmeno un miracolo divino avrebbe trovato cotanta enfasi. Sin dalla notte dei tempi, sono esistiti lavori femminili e lavori maschili. Negare tale ovvietà è chiaramente impossibile.

Con l’ illuminismo, la rivoluzione francese e il conseguente avvento del femminismo, le donne si sono messe in testa di essere in tutto e per tutto uguali agli uomini. In parole semplici hanno accusato la natura di essersi sbagliata, di essere razzista, sessista e maschilista.

Un addebito, a dir poco ridicolo. Nonostante la ”  battaglia  ” contro il corredo genetico fa ridere i sassi e quei pochi non ancora assimilati alla dittatura del pensiero unico e del politicamente corretto, l’ emulazione a scimmiottare l’ uomo non conosce tregua.

Se le donne vogliono somigliare all’ uomo, perché nessuna aspirante ”  mutante  ” anela alla professione di elettricista, idraulico, macellaio, spazzacamino, becchino, pastore di capre, minatore, netturbino, facchino, svuotatore di fosse biologiche e scaricatore di porto?

Quando si vedranno donne indossare i panni delle suddette professioni, della donna, della madre, della dolcezza e della femminilità, rimarrà solo un vago nostalgico struggente ricordo. Altro che conquiste femminili!

 

Cari Simpatizzanti,
invio Il Simpatizzante-notizie, LINK: www.pensionatiitaliani.it/download/ e vi porgo i miei auguri per le prossime festività natalizie.

Riccardo FERRARI