(. . .) Ach, wen vermögen
/wir denn zu brauchen?/

Engel nicht, Menschen nicht,/ und die findigen Tiere merken es schon,
/dass wir nicht sehr verläßlich zu Haus sind
/ in der gedeuteten Welt . . .

( vv.9 – 13 )
 ( . . . )
 Weißt du‘s noch nicht? Wirf aus den Armen die Leere Zu den Räumen hinzu, die wir atmen;? ( vv. 23 – 24 )

( . . . ) Ah, su chi possiamo
noi dunque far conto? Sugli angeli no e sugli uomini neppure 
e gli scaltri animali ben fiutano come 
noi tranquilli non stiamo 
nel mondo materiale . . . ( vv. 9 – 13 )
 ( . . . )
 Ancora non lo sai? Getta dalle tue braccia il vuoto nello spazio, che respiriamo . . .” ( vv. 23 24 )

L’ esperienza della Einfühlung ( immedesimazione ) diviene così un’ esperienza “ cosmico-mistica ”: il vuoto del cuore che l’ uomo getta nello spazio, accresce lo spazio del mondo, e l’ uomo, che dopo il “ riempimento ” dello spazio del mondo ( Weltraum ) lo inspira, “ riassorbe il mondo ” e crea un Weltinnenraum ( spazio intimo cosmico ), in cui cuore e cosmo si riconoscono in un unicum.

Continua nel prossimo “ Simpatizzante ” – INFO: rikferrari@libero.it

Libro ETTORE COPERTINA DEF_ul(1)