( ed. La Mongolfiera 2015 ), relativo alle ” Duineser Elegien “, ( Elegie di Duino ).

Nell’ ottobre 1911 R.M. Rilke giunge per la seconda volta a Duino ( Trieste ), ospite della principessa Marie von Turm und Taxis nel castello a due passi dal mare.

La raffinata dimora dall’ atmosfera ancora rivolta al passato, lontano dal frastuono del mondo, diviene per il poeta un rifugio ideale, nel quale rimarrà fino al maggio 1912.

Proprio qui, in un mattino di forte bora, passeggiando lungo un sentiero tra le rocce, Rilke ha l’ impressione di percepire una voce nell’ infuriare della tempesta: “  Wer, wenn ich schriee, hoerte mich denn aus der Engel Ordnun- gen?  ” (  “  Chi, se io gridassi, mi sentirebbe dunque tra le schiere degli angeli . . . ”  ).

Queste parole, subito trascritte dal poeta, segnano l’ inizio della prima delle dieci elegie, esito della sua più importante esperienza mistica, che testimonia anche la sua concreta adesione all’ antica riflessione estetica di Platone, secondo la quale il poeta è tale per investitura “  divina  ”.

Accettarla significherà per il poeta assumere un “  Auftrag  ”, cfr. La Prima Elegia, v. 31 ), un compito, un impegno di fronte all’ umanità.

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