Tra la Redazione de:  “ Il Simpatizzante “  e Segreteria di Milano di CITTADINANZATTIVA perché ognuno possa conoscere i propri diritti.

Quando si parla di Sanità, di visite sanitarie, il Cittadino ha spesso la sensazione di avere a che fare con un apparato statale di cui è problematico comprendere il funzionamento.

Noi crediamo che il malato ha il diritto di poter accedere alle cure in tempo adeguato, senza dover mettere mano al portafogli per ridurre le lungaggini per l’erogazione di una visita specialistica.

Noi de Il Simpatizzante “ condividiamo il grande impegno che l’ organizzazione CITTADINANZATTIVA dedica per la tutela dei diritti e il sostegno alle persone in condizioni di debolezza.

Con “ Il Simpatizzante “ di marzo, inizia  una collaborazione con la Segreteria di Milano di CITTADINANZATTIVA perché ognuno possa conoscere i propri diritti.

Riccardo FERRARI  –  rikferrari@gmail.com  –  https://www.pensionatiitaliani.it/download/ 

 

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 TEMPI DI ATTESA IN SANITA’

a cura di Cittadinanzattiva Lombardia

Prima di entrare nel merito dei tempi massimi di attesa per l’ erogazione di una prima visita specialistica o prestazione diagnostica, è importante sottolineare il significato di tempo di attesa.

Quest’ ultimo rappresenta il tempo appropriato alla necessità clinica. Di conseguenza l’ appropriatezza può essere stabilita solo dal medico prescrittore. Lo stesso è dunque tenuto ad indicare sulla ricetta la classe di priorità, indicata in alto a destra sulla ricetta rossa, così come segue:

CLASSE U= urgente – “  bollino verde  ” prestazione da effettuarsi entro le 72 ore;

CLASSE B= breve – entro 10 giorni;

CLASSE D= differibile – entro 30 giorni per le visite, entro 60 giorni per le prestazioni strumentali;

CLASSE P= programmabile, e comunque non oltre il tempo massimo di attesa previsto per tale prestazione.

Il tempo previsto dalla classe di priorità decorre a partire dal momento in cui l’ utente richiede la prestazione. Qualora il medico prescrittore non indicasse la classe di priorità, la prestazione rientra tra quelle programmabili. Si sottolinea che sono escluse dai “  tempi di garanzia  ” le visite e le prestazioni strumentali di controllo, gli screening programmati, gli esami di monitoraggio o le prestazioni comprese in “  percorsi diagnostici complessi  ”.

La prestazione può essere prenotata: telefonicamente, con chiamata gratuita, al cup regionale al numero 800 638 638  presso le farmacie che appongono l’ apposito cartello “  farmacia dei servizi  ” on line tramite la nuova APP Salutile di persona presso la struttura

Cosa accade nel caso in cui nessuna struttura sia in grado di garantire la prestazione richiesta nei tempi massimi previsti? Interviene in nostro aiuto una Delibera di Giunta regionale, la 47675 del ’99, che all’ allegato 1 prevede che la struttura inizialmente scelta si deve impegnare, su richiesta del paziente, ad erogare la prestazione in regime di libera professione con a carico del cittadino il solo, eventuale, ticket.

Per eventuali ulteriori informazioni contatta l’ Associazione Cittadinanzattiva  [  mattino  ] al numero 02.700 09 318, segnalando la fonte: pensionatiitaliani / Il Simpatizzante

Riccardo FERRARI  –  rikferrari@gmail.com  –  https://www.pensionatiitaliani.it/download/ 

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CONTRO IL DOLORE INUTILE: LA LEGGE 38/10 – I° Parte

– a cura di Cittadinanzattiva Lombardia – 

In Italia sarebbero circa 15 milioni le persone affette da dolore cronico, di cui solo il 10% legato ad una malattia oncologica. Il più delle volte è dovuto a patologie vertebrali, artrosi, cefalea, neuropatie periferiche e direttamente o indirettamente a forme tumorali. Ogni anno vengono persi almeno 3 milioni di ore lavorative per problemi riconducibili al dolore cronico.

Eppure il dolore è spesso considerato, sia dai pazienti che dai medici, come parte ineludibile della malattia, da accettare e sopportare. L’ affermazione del “  Diritto ad evitare le sofferenze ed il dolore non necessari ” e del “ diritto a non soffrire inutilmente ” rappresenta un primo passo per contrastare quell’ idea e concezione del dolore e della sofferenza come componenti ineludibili della malattia, da accettare in quanto tale, rassegnandosi alla sopportazione. La legge 38/2010 è il risultato, condiviso con le Istituzioni, che ha anche recepito quanto disposto dalla Carta dei diritti sul dolore inutile e in parte della Carta Europea dei diritti del malato.

È una legge di grande civiltà, che fa fronte ad una situazione ancora di scarsa informazione e ad un approccio culturale inadeguato nella cura del dolore. In sintesi la legge prevede:

1 – L’ obbligo di rilevazione del dolore all’ interno della cartella clinica ( anche in Pronto Soccorso ).

2 – L’ attivazione di reti nazionali per le cure palliative, per la terapia del dolore, anche per l’ età pediatrica.

CONTRO IL DOLORE INUTILE:  LA LEGGE 38/10 > > II° PARTE

– a cura di Cittadinanzattiva Lombardia –

1 – L’ attivazione di reti nazionali per le Cure palliative, per la terapia del dolore, anche per l’ età pediatrica

2 – La semplificazione delle procedure di accesso ai medicinali impiegati nella terapia del dolore ( anche morfina o oppiacei )

3 – La formazione del personale medico e Sanitario.

Il diritto a non soffrire inutilmente vale per tutti, infatti, la legge 38/10 sancisce che cure palliative e terapia del dolore fanno parte dei LEA cioè dei Livelli Essenziali di Assistenza che devono essere garantiti a tutti i cittadini, su tutto il territorio nazionale, in modo gratuito o col pagamento del solo ticket se dovuto.

La legge 38/2010, inoltre, semplifica le procedure di accesso ai medicinali impiegati nelle terapie del dolore, il medico può dunque prescrivere farmaci oppiacei sulla semplice ricetta rossa del servizio sanitario nazionale, come avviene per qualsiasi altro tipo di farmaco.

Non solo in ospedale, ma anche a casa il dolore deve essere controllato e trattato adeguatamente e comunque al momento della dimissione il medico del reparto ha il dovere di prescrivere la terapia e fare in modo che il paziente sia provvisto dei medicinali che necessita almeno per il primo ciclo di somministrazione.

5 consigli utili per far valere i propri diritti:

1- Non vergognarti: soffrire non è una questione di cui vergognarsi anzi spiegare il dolore che provi, la sua intensità, frequenza e durata, è il primo passo per sconfiggerlo!

2- Chiedi spiegazioni: devi parlare del tuo

dolore con il medico di famiglia e con gli operatori sanitari che ti assistono, chiedere loro delucidazioni in merito a quello che puoi fare per alleviare le tue sofferenze.

3- Pretendi che il dolore che provi sia valutato e misurato con gli appositi strumenti o scale dai medici ed operatori che ti curano. Se sei in ospedale o in una struttura sanitaria, verifica che nella cartella clinica sia riportato il dolore provato, com’ è stato curato e l’ andamento nel tempo.

4- Esprimi liberamente dubbi e paure anche nella scelta della terapia più adeguata per controllare il dolore, sono legittimi, esprimerli è fondamentale. Medici ed infermieri devono essere tuoi alleati nella lotta al dolore.

5– Partecipa attivamente alla cura del tuo dolore, chiedendo cosa puoi fare ( es. regole alimentari da seguire, attività fisica, movimenti, etc..) per controllarlo, imparando a gestire le terapie, riconoscendo sintomi e segnali di dolore più intensi.

Si ricordi che il Codice deontologico dei medici, al Titolo II ( Capitolo 1, Art. 3 ) cita esplicitamente che è un dovere del medico “ il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della libertà e della dignità della persona umana  ” e che pertanto medici ed infermieri sono i nostri primi alleati nella lotta contro il dolore inutile. 

Qualora intendeste supportare l’ associazione “ Cittadinanzattiva della Lombardia ”, potrete indicarla quale destinataria del 5 x Mille nella vostra dichiarazione dei redditi, dove dovrete indicare il nome dell’ associazione stessa e il relativo Codice Fiscale 97160080152. Ricordiamo che tale associazione promuove l’ attivismo dei cittadini per la tutela dei loro diritti ( diritto alla salute, diritti dei consumatori  . .), la cura dei beni comuni, il sostegno alle persone in condizioni di debolezza, denunciando carenze, soprusi e inadempienze e promuovendo nuove politiche, applicando le leggi e il diritto.

   Il 5 x Mille non costa niente al contribuente ma ha un grande valore per chi lo riceve.

   >   Per informazioni, rivolgersi agli sportelli di   Cittadinanzattiva della Lombardia,   in   via   Rivoli   4 –   Milano, oppure ai numeri   02 700 093 18    –    02 365 166 47   –  02 36 53 26 36, dal lunedì al venerdì dalle ore   10.00   alle ore  13.00

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LUCE E GAS, COSTI PROTETTI FINO A GIUGNO 2019

Slitta di un altro anno lo stop al mercato tutelato dell’ energia. La decisione arriva dopo l’ allarme lanciato dalle associazioni dei consumatori direttamente al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

È stata quindi accolta la richiesta di prolungare fino a giugno 2019 il sistema con tariffe fissate dall’ Autorità per l’ energia, che da un’analisi dell’ Authority sono risultate più convenienti in media del 20% rispetto a quelle che i piccoli clienti riescono a spuntare sul libero mercato. Nella lettera che le associazioni dei consumatori avevano inviato a Gentiloni si manifestava chiaramente la preoccupazione per il « destino diabolico » di 24 milioni di famiglie ora collocate nel mercato tutelato ( ne avevamo già parlato qui ).

« La notizia di un ulteriore anno a disposizione degli utenti per scegliere un nuovo operatore è sicuramente positiva – sottolinea Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo -, ma è stato espressamente chiesto al Governo di stralciare dal provvedimento gli articoli relativi alla soppressione del mercato tutelato. Prima si devono infatti creare le condizioni per un’ effettiva concorrenza. Va quindi eliminata la norma capestro secondo la quale chi non sceglie il nuovo fornitore del mercato libero verrà messo nel servizio di salvaguardia con costi appunto del 20/30% in più  ».

Le associazioni dei consumatori chiedono anche che finiscano le attività di marketing aggressivo nei confronti dei clienti. « Non è tollerabile che a tutte le ore e in modi poco urbani i clienti vengano tartassati da telefonate anche non veritiere per convogliarli nel mercato libero. Noi – conclude Busicontinuiamo a sostenere che in presenza di tali atteggiamenti il mercato tutelato per il momento non vada abbandonato».

viruslibertario.it

Cari Simpatizzanti, desideriamo ricordarvi che voi avete il diritto di recesso, anche detto ” Ripensamento, diritto previsto dagli articoli 47 e ss. del Codice del Consumo, nel caso di beni o servizi acquistati fuori dai locali commerciali o a distanza, tra cui ad esempio gli acquisti online.

Noi de   Il Simpatizzante   abbiamo fatto una Convenzione per  voi  lettori con   – Cittadinanzattiva Lombardia –   per tutti i nostri tesserati che necessitano un aiuto; quindi per informazioni o assistenza contattate il n.   02 7000 9318   oppure   02 73 89 441,   dal lunedì al venerdì dalle ore   10,00   alle ore   13, 00;   ricordatevi di indicare la fonte:   Il Simpatizzante  

Riccardo FERRARI  –  rikferrari@gmail.com  –  https://www.pensionatiitaliani.it/download/ 

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VENDITE ON-LINE E DIRITTO DI RECESSO.

DIRITTO DI RECESSO, COS’ È?

Il diritto di recesso, anche detto “  ripensamento  ”, è previsto dagli artt. 47 e ss. del Codice del Consumo, nel caso di beni o servizi acquistati fuori dai locali commerciali o a distanza, tra cui ad esempio gli acquisti online. Il consumatore dispone di un periodo di quattordici giorni –   decorrenti dalla conclusione del contratto che prevede un servizio o in caso di vendita dall’ avvenuta consegna (  possesso fisico  ) del bene (  nel caso di beni multipli dal giorno del possesso dell’ ultimo bene  ) –   per recedere senza dover dare alcuna giustificazione, inviando una comunicazione al Professionista, tramite apposito modulo predisposto dal Professionista o in altra modalità.

Il recesso scioglie le parti dagli obblighi previsti dal contratto.

Se il Professionista non informa correttamente il Consumatore sul diritto di recesso, il periodo di recesso termina dodici mesi dopo la fine del periodo di cui sopra (  14gg +12 mesi  ), salvo che nel frattempo il professionista fornisca al consumatore le informazioni: in tal caso il periodo di recesso termina quattordici giorni dopo la comunicazione.

GLI EFFETTI DEL RECESSO

Obblighi del Professionista. Il Professionista è tenuto a rimborsare tutti i pagamenti ricevuti dal Consumatore, eventualmente comprensivi delle spese di consegna, senza indebito ritardo e comunque entro quattordici giorni dal giorno in cui è informato della decisione del consumatore di recedere dal contratto. Il rimborso deve essere effettuato utilizzando lo stesso mezzo di pagamento usato dal consumatore che non deve sostenere alcun costo per il rimborso per la transazione iniziale (  salvo che il consumatore abbia espressamente convenuto altrimenti  ). Il Professionista, salvo che abbia offerto di ritirare egli stesso i beni, può trattenere il rimborso finché non abbia ricevuto i beni oppure finché il Consumatore non abbia dimostrato di aver rispedito i beni, a seconda di quale situazione si verifichi per prima.

Obblighi del Consumatore. Il Consumatore è tenuto a restituire i beni o li consegna al Professionista o a un terzo da questi autorizzato, senza ritardo e in ogni caso entro quattordici giorni dalla comunicazione del recesso. Il Consumatore sostiene i costi per la restituzione dei beni.

Attenzione. Il Consumatore è responsabile della diminuzione del valore dei beni risultante da un utilizzo del bene diverso da quello “  necessario per stabilire la natura, le caratteristiche e il funzionamento dei beni  ” (  salvo che il Professionista abbia omesso di informare il Consumatore del diritto di recesso  ).

>  >  >  Per informazioni o assistenza contatta il numero: 02 – 73 89 441  /  02 – 70 00 93 18, dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 13.00

IL DIRITTO DI RECESSO NON PUÓ ESSERE ESERCITATO:

  • in caso di acquisto di medicinali e dispositivi medici;
  • in caso di acquisto di alimenti, bevande e altri beni destinati al consumo corrente;
  • in caso di acquisti inferiori a 50 euro (  salvo che il corrispettivo globale che il Consumatore deve pagare indipendentemente dall’ importo dei singoli contratti superi i 50 euro  );
  • in caso di contratto avente ad oggetto un servizio dopo la completa prestazione del servizio se l’ esecuzione del contratto è iniziata con l’ accordo espresso del Consumatore;
  • in caso di fornitura di beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati;
  • in caso di fornitura di beni che rischiano di deteriorarsi o scadere rapidamente;
  • in caso di fornitura di beni sigillati che non si prestano ad essere restituiti per motivi igienici o connessi alla protezione della salute e sono stati aperti dopo la consegna;
  • in caso di fornitura di beni che dopo la consegna risultano per loro natura inscindibilmente mescolati;
  • in caso di contratti aventi ad oggetto servizi se la prestazione del Professionista è già iniziata con l’ accordo del Consumatore;
  • in caso di fornitura di beni o servizi il cui prezzo è legato a fluttuazioni di mercato che possano verificarsi durante il periodo di recesso;
  • in caso di acquisti di alcuni specifici servizi, tra cui quelli finanziari e di trasporto passeggeri.

CONSUMATORI / UTENTI  a cura di Cittadinanzattiva Lombardia

Riccardo FERRARI  –  rikferrari@gmail.com  –  https://www.pensionatiitaliani.it/download/ 

 

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CONTRO IL DOLORE INUTILE: LA LEGGE 38/10

– a cura di Cittadinanzattiva Lombardia –

In Italia sarebbero circa 15 milioni le persone affette da dolore cronico, di cui solo il 10% legato ad una malattia oncologica. Il più delle volte è dovuto a patologie vertebrali, artrosi, cefalea, neuropatie periferiche e direttamente o indirettamente a forme tumorali. Ogni anno vengono persi almeno 3 milioni di ore lavorative per problemi riconducibili al dolore cronico.

Eppure il dolore è spesso considerato, sia dai pazienti che dai medici, come parte ineludibile della malattia, da accettare e sopportare.

L’ affermazione del “ Diritto ad evitare le sofferenze ed il dolore non necessari ” e del “ diritto a non soffrire inutilmente ” rappresenta un primo passo per contrastare quell’ idea e concezione del dolore e della sofferenza come componenti ineludibili della malattia, da accettare in quanto tale, rassegnandosi alla sopportazione.

La legge 38/2010 è il risultato, condiviso con le Istituzioni, che ha anche recepito quanto disposto dalla Carta dei diritti sul dolore inutile e in parte della Carta Europea dei diritti del malato.

È una legge di grande civiltà, che fa fronte ad una situazione ancora di scarsa informazione e ad  un approccio culturale inadeguato nella cura del dolore.

In sintesi la legge prevede:

1 – L’ obbligo di rilevazione del dolore all’ interno della cartella clinica ( anche in Pronto Soccorso ).

2 –  L’ attivazione di reti nazionali per le cure palliative, per la terapia del dolore, anche per l’ età pediatrica.

>  >  >  >  > > FINE I° PARTEContinua con Il Simpatizzante di Giugno

 > Per informazioni, rivolgersi agli sportelli di Cittadinanzattiva della Lombardia, in via Rivoli 4 – Milano, oppure ai numeri   02 700 093 18   –   02 365 166 47   –   02 36 53 26 36, dal lunedì al venerdì dalle ore   10,00   alle ore  13.00

 

Qualora intendeste supportare l’ associazione “ Cittadinanzattiva della Lombardia ”, potrete indicarla quale destinataria del 5 x Mille nella vostra dichiarazione dei redditi, dove dovrete indicare il nome dell’ associazione stessa e il relativo Codice Fiscale 97160080152. Ricordiamo che tale associazione promuove l’ attivismo dei cittadini per la tutela dei loro diritti ( diritto alla salute, diritti dei consumatori . . . ), la cura dei beni comuni, il sostegno alle persone in condizioni di debolezza, denunciando carenze, soprusi e inadempienze e promuovendo nuove politiche, applicando le leggi e il diritto.

Il 5 x Mille non costa niente al contribuente ma ha un grande valore per chi lo riceve.

 > Per informazioni, rivolgersi agli sportelli di Cittadinanzattiva della Lombardia, in via Rivoli 4 – Milano, oppure ai numeri   02 700 093 18   –   02 365 166 47   –   02 36 53 26 36, dal lunedì al venerdì dalle ore   10.00   alle ore  13.00

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ABROGARE IL SUPER TICKET

– a cura di Cittadinanzattiva Lombardia –

Cittadinanzattiva -Tribunale per i diritti del malato ha raccolto oltre 35mila firme di cittadini per l’ abolizione del superticket.

A.la.t.Ha.Sono i numeri raggiunti in poco più di 6 mesi dalla petizione lanciata lo scorso anno da Cittadinanzattiva attraverso gli attivisti del Tribunale per i diritti del malato e la piattaforma change.org. Queste le motivazioni alla base della lettera recapitata al Ministro della Salute e al Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, per chiedere un incontro per la consegna ufficiale delle firme e un coinvolgimento delle organizzazioni di cittadini e di pazienti al Tavolo interministeriale che sta lavorando alla revisione della normativa sui ticket.

” Sottoscrivendo la petizione, i cittadini hanno condiviso la necessità di una abolizione al più presto del super ticket che non è servito né ai cittadini né al Servizio Sanitario Nazionale. E’ una tassa iniqua che ha alimentato le disuguaglianze, aumentato i costi delle prestazioni sanitarie, gravando ancor più sulle tasche delle persone che sempre più spesso rinunciano a curarsi, pur avendone bisogno. E non ha rimpinguato le casse del SSN, anzi paradossalmente le ha impoverite, spingendo i cittadini, snervati dai costi maggiorati e dalle lunghissime liste d’ attesa, ad andare nel privato, che spesso diventa persino più conveniente per alcune prestazioni, come gli esami del sangue. Quella che doveva essere una manovra transitoria e straordinaria, a distanza di 5 anni dalla Legge Finanziaria del 2011 che l’ ha introdotta, è diventata invece la normalità “. Questo il commento di Cittadinanzattiva.

A dimostrazione del duplice effetto negativo generato dai ticket, ci sono i dati ufficiali di Age.Na.S che oltre a registrare una diminuzione degli introiti da ticket del 9,4% nel periodo 20122015, individuano proprio nel super-ticket la causa di tale riduzione, in particolare per quanto riguarda la compartecipazione per prestazioni di specialistica ambulatoriale ( – 2,1% nel 2014 e – 1,9% nel 2015 ).

Anche le modalità di applicazione regionale del superticket sono fonte di disuguaglianza ” continua l’ Associazione “ Attualmente ci sono quattro comportamenti diversi: chi non applica il superticket; chi applica 10 euro fisse su tutte le ricette per prestazioni diagnostiche e specialistiche; chi modula una quota aggiuntiva per ogni ricetta in base al reddito e chi invece modula rispetto al valore delle prestazioni in ricetta. Anche nella individuazione del reddito da prendere a riferimento ci sono comportamenti diversi: c’ è chi usa il reddito familiare, chi l’ ISEE ”.

” E’ ovvio che i cittadini chiedano che questa tassa odiosa sia abolita. Dal canto nostro, abbiamo scritto a Ministero della Salute e Conferenza delle Regioni che proprio in questi giorni stanno lavorando alla revisione delle norme sui ticket, per chiedere che agiscano concretamente con l’ abrogazione del superticket di 10 euro e che lo facciano coinvolgendo anche le organizzazioni di cittadini. E non si pensi di compensare questa misura introducendo una nuova tassa, cioè il ticket sui codici verdi al Pronto Soccorso che, per definizione, sono situazioni da gestire appropriatamente in PS “.

Chiediamo di abrogare il superticket di 10 euro sulla ricetta che, da provvedimento provvisorio del 2011, è diventato strumento definitivo per fare cassa e per allontanare i cittadini dal Servizio Sanitario Nazionale e rendere più difficile l’ accesso alle prestazioni sanitarie. Infatti, il combinato tra liste di attesa e caro ticket fa sì che, per una serie di prestazioni, in particolare quelle a più basso costo, il Servizio Sanitario Nazionale non sia più la prima scelta per i cittadini ”, commenta Cittadinanzattiva.

Per fare qualche esempio, l’ esame delle urine nel privato costa circa 2,17€, mentre nel pubblico arriva a 16,17€ per effetto del superticket; l’ emocromo in privato costa circa 9,89€, nel pubblico 20,89€ a causa del superticket. “ Uno squilibrio che va superato subito ”.

E’ necessario almeno prevedere una compartecipazione progressiva in base alla capacità reddituale fino ad un livello massimo che renda il ticket sempre più conveniente rispetto al costo nel privato e salvaguardare le esenzioni totali per disoccupati e malati cronici e rari. E’ il momento giusto di rendere la vita più semplice per i malati, ad esempio prevedendo il rilascio del codice di esenzione 048 alle persone che hanno un sospetto diagnostico di tumore da sciogliere, come già avviene in Piemonte. Infine ridurre le disuguaglianze regionali dei ticket che ad oggi sono una vera e propria giungla ”

Per abrogare il superticket occorrono 834 milioni di euro, ma secondo alcuni approfondimenti ne basterebbero poco più di 500 milioni. Questi, a nostro parere, possono essere recuperati, ad esempio, attraverso finalizzazioni di quote parte di:

  • fondi che entrano nel SSN attraverso l’ intramoenia;
  • risparmi conseguenti alla riorganizzazione della rete ospedaliera;
  • risorse derivanti dal pay back;
  • risparmi derivanti dal superamento delle duplicazioni di centri e procedure decisionali;
  • risparmi sulla medicina difensiva conseguiti attraverso l’ implementazione della nuova legge sulla responsabilità professionale;
  • promozione dell’ appropriatezza clinica e organizzativa;
  • selezione sulle innovazioni tecnologiche che servono davvero;
  • risparmi conseguiti attraverso l’ uso di farmaci equivalenti e biosimilari;
  • risorse derivanti dal contrasto a inefficienze, sprechi e corruzione;
  • risparmi nel settore non sanitario, agendo su: consulenze esterne delle Regioni che valgono 800 milioni di euro all’ anno; taglio dei vitalizi ai consiglieri regionali; trasferimenti alle aziende municipalizzate regionalizzate e provincializzate che costano 3,3 miliardi di euro ogni anno.

 > > > Per informazioni, rivolgersi agli sportelli di Cittadinanzattiva della Lombardia, in via Rivoli 4 – Milano, oppure ai numeri   02 700 093 18   –   02 365 166 47   –   02 36 53 26 36, dal lunedì al venerdì dalle ore  10,00   alle ore  13,00

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TEMPI DI ATTESA IN SANITA’ – In preparazione

Quando si parla di Sanità, di visite sanitarie, il Cittadino ha spesso la sensazione

di avere a che fare con un apparato statale di cui è problematico comprendere il funzionamento.

Noi crediamo che il malato ha il diritto di poter accedere alle cure in tempo adeguato, senza dover mettere mano al portafogli per ridurre le lungaggini per l’erogazione di una visita specialistica.

Noi de Il Simpatizzante condividiamo il grande impegno che l’organizzazione CITTADINANZATTIVA dedica per la tutela dei diritti e il sostegno alle persone in condizioni di debolezza.

 

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DISSERVIZI WIND FIBRA – COSA FARE?

Dal 29 settembre u.s. il servizio fibra di Infostrada ha manifestato dei problemi in alcune città italiane, da Genova a Torino, da Milano a Roma. Secondo quanto comunicato dall’ azienda, i problemi sarebbero derivati a causa di un guasto tecnico su un apparato Nokia, in dotazione ad alcune migliaia di clienti Infostrada. Il gruppo Wind Tre scusandosi per i disservizi causati, con una comunicazione ad hoc sul proprio sito informa gli utenti che provvederà a sostituire tutti i modem che hanno subito il guasto e applicare degli indennizzi automatici come previsto dalla Carta dei servizi.

Se sei stato coinvolto nel disservizio Infostrada relativo alla rete in fibra verificatosi nei giorni scorsi, ecco qualche informazione utile per tutelarti.
Se non hai ricevuto l’ indennizzo automatico previsto da Wind Tre e non ti è stato ancora sostituito il modem difettoso, puoi inoltrare un reclamo scritto alla compagnia telefonica chiedendo di accordare la sostituzione gratuita del modem e l’ indennizzo previsto in base alla comunicazione WindTre oltre a eventuali rimborsi o ristori per spese sostenute a causa del disservizio, che poi saranno valutate in sede di conciliazione laddove la questione non dovesse risolversi in fase di reclamo.

 

Riccardo FERRARI  –  rikferrari@gmail.com  –  https://www.pensionatiitaliani.it/download/ 

Pensionatiitaliani e Il Simpatizzante insieme a: Cittadinanzattiva hanno iniziato un percorso di collaborazione per facilitare tutti i Simpatizzanti che hanno subito un torto, non le sono stati riconosciuti i loro diritti, quindi garantire alle Famiglie un diverso modo di essere ed alla Gioventù più sicurezza nel domani. Ci piacerebbe avere riscontri ad ampio raggio.
                                                                                                                                                                                                     Riccardo FERRARI

Riccardo FERRARI  –  www.pensionatiitaliani.it/convenzioni/

 

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Riccardo FERRARI  –  rikferrari@gmail.com  –  https://www.pensionatiitaliani.it/download/ 

viruslibertario.it

Buongiorno Simpatizzante/Lettore

Nel Simpatizzante di Marzo/Marz/Março 2020,

tante notizie; alcune rubriche:

RIMBORSO BOLLETTE A 28 GIORNI, R. Ferrari – I NOSTRI CONSIGLI PER I VOSTRI ACQUISTI, Redazione – PANICO, Nonna Claudia – PENSIERO AL TEMPO DEL CORONAVIRUS, Prof. A. Giannone – L’ ALTRUISMO, R. Ferrari – VENDITA IMMOBILI DEL MINISTERO DELLA DIFESA, Redazione – Zodiaco: PESCI, R. Ferrari, e tanto altro

LO TROVI QUI: www.pensionatiitaliani.it/download/

https://www.pensionatiitaliani.it/ferrari-riccardo/attenzione-non-aporite-ma-chiamate-il-112/

 

 

RIMBORSO BOLLETTE A 28 GIORNI  –  Riccardo Ferrari

Buongiorno Simpatizzante,

     > > > > > per tutti i lettori de: “  Il Simpatizzante  “, abbiamo concluso un accordo con

l’ associazione: “  Cittadinanzattiva “, segue info:

     Avevi un contratto telefonico di linea fissa nel periodo compreso tra il 23/06/2017 e il 5/04/2018 ? Se sì, hai diritto al rimborso degli importi non dovuti ( corrispondenti a circa una mensilità del canone ), a causa del passaggio della fatturazione da mensile a 28 giorni.

     Per saperne di più, contatta l’ associazione * Cittadinanzattiva *, allo 02.700 09 318, dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.00.

 

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