Senatore: Antonio De Poli

Cari Amici,

Questa settimana abbiamo ripreso a pieno ritmo l’ attività parlamentare, dopo la pausa natalizia.

E sotto i riflettori c’ è la manovra che è stata approvata in Parlamento, lo scorso dicembre.
Tante le novità previste, ma tante sono soprattutto le contraddizioni e le storture che stanno emergendo in queste prime settimane del 2019.

Partiamo da una buona notizia.

Grazie alla battaglia che ho condotto ed è stata condivisa anche da altri colleghi, il Governo ha annunciato di voler eliminare la ” tassa sulla bontà “, ovvero il raddoppio dell’ Ires che colpisce il mondo del volontariato e del terzo settore che offre servizi in sanità, formazione e sociale, indispensabili per le famiglie italiane! Dunque un passo indietro! Almeno a parole, adesso chiediamo di concretizzarlo: il Governo inserisca nel primo provvedimento utile l’argomento e corregge una stortura vergognosa!#AIUTIAMOCHIAIUTA

A invocare un intervento sul tema era stato persino il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, nel corso del discorso di fine-anno, aveva lanciato un monito al Parlamento accendendo i riflettori su alcuni nodi cruciali come l’ attenzione al mondo del volontariato. Adesso la maggioranza gialloverde si ravvede! Parlando agli italiani, il Capo dello Stato ha voluto affrontare temi spinosi come sanità, stato sociale, futuro dei giovani su cui non può pendere il peso del debito pubblico. Le sue parole sono un monito per la maggioranza gialloverde: quando si governa servono responsabilità ed equilibrio.

E, invece, il Governo continua a parlare IL LINGUAGGIO DELLE PROMESSE.

Basti pensare alla misura bandiera del M5S: il reddito di cittadinanza.
Non è un caso che non sia ancora arrivato in Consiglio dei ministri.
Non è un caso che la Lega – l’altro azionista della maggioranza di Governo – abbia minacciato di non votare il decreto sul reddito di cittadinanza.

In questi giorni abbiamo preso che nel decreto in questione NON CI SONO RISORSE ADEGUATE PER LE PERSONE CON DISABILITA’ E LE LORO FAMIGLIE.

Aspettiamo di leggere il decreto.
Il problema vero è che la manovra NON ha stanziato FONDI ADEGUATI per mantenere le promesse che, da mesi, sentiamo ripetere dalla maggioranza in televisione e sui social.
Basta fare due calcoli.
Le persone con invalidità, in Italia, sono più di 1 milione.
Per aumentare le pensioni attuali a 780 euro, servono almeno 500 euro a disabile. In totale più di 5 miliardi, ovvero quanto è stato stanziato per l’intero capitolo dedicato al reddito di cittadinanza e alla pensione di cittadinanza.

Con le fasce più deboli NON si scherza.
NON SI FA PROPAGANDA elettorale sulla pelle dei più deboli.
Le persone con disabilità si sentono PRESE IN GIRO.

La nostra proposta è DI ESTENDERE LA PENSIONE DI CITTADINANZA A TUTTI I DISABILI, a prescindere dall’età, e chiediamo che LA SOGLIA ISEE prevista per la concessione di reddito e pensione di cittadinanza sia elevato a 15.000 euro nel caso in cui nella famiglia ci sia una persona con disabilità.

IL TEMPO DEGLI ANNUNCI E’ FINITO!

Così come è finito il tempo dei RINVII.
Che senso ha bloccare opere già finanziate? Un dossier del Corriere della sera ci dice che farlo ha già un costo – alcune delle imprese coinvolte hanno chiesto di accedere al concordato preventivo – e potrebbe portare alla perdita di oltre 418.000 posti di lavoro. Questa è l’ Italia dei NO.

L’ Italia che blocca le opere e gli investimenti per finanziare misure elettorali assistenzialiste come il reddito di cittadinanza!

Su politiche economiche e infrastrutture, nella maggioranza – Lega e Cinque stelle –  hanno visioni contrapposte e incompatibili. I nodi stanno per venire al pettine.

 

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Grazie a tutti I SIMPATIZZANTI

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