Fonte: Ettore Bonalberti, vice segretario nazionale del partito

Si è tenuta a Rovigo la prima riunione della DC polesana in una sala dell’ Hotel Regina Margherita riempita da cittadini, iscritti e simpatizzanti del partito scudocrociato.

In città erano stati affissi i manifesti che annunciavano l’ avvio del comitato civico popolare DC, aperto alla partecipazione di quanti sono interessati a proporre soluzioni ai gravi problemi economici e sociali e a definire, nel solco della migliore tradizione della DC polesana, il programma del partito per il Polesine e la città di Rovigo.

Presenti i massimi dirigenti nazionali del partito, il segretario Renato Grassi, il dirigente organizzativo Antonio Fago e il segretario amministrativo Nicola Troisi, l’assemblea è stata presieduta dall’avv. Mariagrazia Panin, consigliere nazionale rodigina della DC, la quale ha avviato i lavori leggendo il testamento politico di Antonio Bisaglia che, con Umberto Merlin, è stato uno dei più importanti esponenti politici democratico cristiani del Polesine.

L’ avv. Panin ha ricordato l’ opportunità del tesseramento al partito, che intende porsi come strumento di partecipazione democratica, aperto al contributo di quanti intendono concorrere alla costruzione di un centro politico ispirato ai valori dell’ umanesimo cristiano, che assume la centralità della persona e della famiglia al centro del suo progetto politico; il ruolo essenziale dei corpi intermedi i cui rapporti devono essere regolati in base al principio della solidarietà e della sussidiarietà.

Ettore Bonalberti, vice segretario nazionale del partito e che fu uno dei dirigenti provinciali della DC polesana ai tempi di Bisaglia, ha presentato alcune idee programmatiche da sottoporre al giudizio e al dibattito tra gli iscritti e i simpatizzanti che vorranno partecipare ai lavori del costituendo comitato civico popolare DC.

Egli ha ricordato che: “  Il Polesine sta vivendo la condizione di anomia analogamente a quanto sta accadendo in Italia.. Anomia intesa come assenza di norme e regole certe di orientamento, discrepanza tra mezzi e fini, venir meno del ruolo dei corpi sociali intermedi (  organizzazioni cattoliche, partiti, sindacati  )  in una società sempre più disintermediata. A una crisi strutturale che caratterizza la società polesana si aggiunge quella sovrastrutturale politica di cui, il fallimento del governo della città capoluogo, è l’ espressione più evidente.  ”

Ha poi evidenziato: ” l’ opportunità di PENSARE GLOBALMENTE E AGIRE LOCALMENTE secondo una concezione glocale, che è quella che deve essere posta alla base della nostra riflessione nell’età della globalizzazione. Spetterà poi ai singoli comitati civico popolari decidere se e come strutturarsi come rete di comunicazione informatica, come sezione di base o ogni altra forma di organizzazione, purché di carattere democratico e popolare in regola con quanto indicato dall’ art. 49 della Costituzione.

Se la politica è lo strumento con cui un gruppo sociale organizzato, una comunità, intende realizzare il punto di equilibrio tra gli interessi e i valori in un determinato momento storico, noi democratici cristiani, ha aggiunto Bonalbertt, partiamo dall’affermazione dei nostri valori che sono quelli indicati dalla dottrina sociale cristiana, così come è avvenuta configurandosi con gli ultimi pontefici: dalla “  Laborem Exercens” di Giovanni Paolo II Magno, alla “  Caritas in veritate  ” di Benedetto XVI, alle “ Evangelii Gaudium” e “  Laudato SI  ” di Papa Francesco.  ”

Sono quindi stati affrontati i principali temi economici e sociali del Polesine: dalla disoccupazione che investe oltre 9000 persone con un tasso tra i più elevati di tutto il Veneto e la grave crisi che ha colpito le classi popolari e i ceti medi produttivi ( agricoltori, artigiani, commercianti, professionisti, piccoli e medi imprenditori ); ossia quell’ area sociale, che ha sempre fatto riferimento alla Democrazia Cristiana garante dell’equilibrio sociale, spezzato il quale siamo caduti nell’attuale deriva populista e nazionalista contro cui si pone la DC.

Il partito sarà prossimamente chiamato a discutere sui grandi temi dello sviluppo dalla Zona economica Speciale, espressione specifica di quel concetto caro ai DC del “   Polesine terra di relazione  ”, del distretto culturale del PO  e del Delta polesano, alla riconversione sin qui progettata dell’ area di Polesine Camerini. Sui temi della sanità e della giustizia e quelli della terza età, falcidiata da una politica folle del prelievo sistematico sulle pensioni, considerate come il bancomat da cui prelevare le risorse a sostegno delle politiche suicide e recessive del governo iniquo giallo verde.

Da Rovigo, come ha rilevato il segretario nazionale del partito, Renato Grassi, riparte una Democrazia Cristiana impegnata sui grandi temi della dottrina sociale cristiana da tradurre nella “città dell’uomo” e sulle principali emergenze sociali ed economiche del territorio.

Indispensabile, ha concluso Grassi, sarà la più ampia partecipazione dei cittadini, specialmente delle donne e dei giovani ai quali va ridata la speranza. A quanti accoglieranno questo invito la DC offre l’opportunità di partecipare al comitato civico popolare che si organizzerà democraticamente, contro le deformazioni incostituzionali di partiti che, come il M5S, sono oggettivamente strutturati in maniera contraria a quanto indicato dall’ art. 49 della Costituzione.

Il tesseramento è aperto, la quota di adesione per l’ anno 2019 è di 10 €. Ci si può rivolgere, in attesa dell’ elezione democratica degli organi del comitato civico, alla consigliera nazionale DC, avv. Maria Grazia Panin, scrivendo al suo e-mail: avv.mgpanin@libero.it.