Cari amici,

pensavamo di avere più tempo, ma con la crisi di governo aperta, tutto assume una più forte accelerazione e l’ urgenza legata alla nostra consapevolezza che, come ha ben ricordato l’ On Rino Formica in una recente intervista: “ quando si rompono gli equilibri istituzionali o c’ è la soluzione democratica o la parola passa alla forza ”. 

Tentare la strada di una soluzione democratica comporta, quindi, concorrere alla costruzione di un’ alleanza di forze ampia, democratica, plurale, che metta insieme le culture politiche di ispirazione liberal democratica, popolare, repubblicana, riformista socialista, impegnate in un unico grande obiettivo: ricomporre l’ unità nazionale che è stata lacerata da una politica irresponsabile per difendere e attuare integralmente la Costituzione.

Un efficace slogan unificante: INSIEME per l’ Alternativa alla deriva nazionalista e populista che sta portando l’ Italia allo sfascio e all’ isolamento in campo europeo e internazionale.

Al riguardo per spiegare le ragioni della nostra alternativa ho inviato a tutti gli amici democratica cristiani la lettera di cui vi allego copia, per vostra opportuna conoscenza.

AVANTI, dunque, INSIEME PER L’ ALTERNATIVA !

Cordiali saluti

Ettore Bonalberti

Presidente ALEF ( Associazione Liberi e Forti )

Direzione nazionale DC

 

 

Le ragioni della nostra alternativa

Cari amici, ho letto con interesse e piena condivisione la nota a firma del segretario nazionale della DC, Renato Grassi e di Alberto Alessi, vice segretario DC: “  Summus ius, summa iniura  ”, pubblicata sul sito ufficiale della DC: www.democraziacristiana.cloud . Trattasi di un testo che fa chiarezza sulla posizione del partito dei cattolici democratici e cristiano sociali. Una posizione che è stata, è e sarà sempre alternativa alla deriva populista e nazionalista a guida salviniana, specie in queste ore nelle quali si è consumata l’ esperienza del governo giallo-verde.

Da diverso tempo, quale “  osservatore  partecipante a mezzo servizio  ”, sostengo anch’ io la necessità di concorrere alla costruzione di un’ alternativa al “  salvinismo  ”, che assume ogni giorno di più i caratteri di una politica che mette seriamente in dubbio lo stato di diritto e alcuni dei fondamentali della nostra Costituzione. Un’ alternativa da costruire con una coalizione ampia, plurale e democratica di forze disponibili per un unico grande obiettivo: ricomporre l’ unità nazionale nella difesa e integrale attuazione della Costituzione.

viruslibertario.itE’ ben nota la posizione che Matteo Salvini ha espresso dal momento in cui, con Maroni prima, e poi da solo, è riuscito a scalzare Bossi dalla guida della Lega. Una defenestrazione conseguente all’ affaire dei fondi pubblici illegittimamente utilizzati, sino alla progressiva trasformazione di quel partito da espressione della volontà di autonomia e secessione del Nord, a quella di un partito nazionale a tutto tondo, caratterizzato dalla volontà di dare risposta ad alcune pulsioni esistenti in una società nazionale in preda alla condizione di anomia morale, sociale e culturale più volte da me descritta.

Trattasi di una situazione di frustrazione che, da diverso tempo, covava sotto le ceneri, foriera di un’ aggressività progressiva che, dal livello individuale ha assunto dimensioni sempre più ampie collettive, amplificate dalla mancata risposta che i governanti non erano riusciti a fornire non solo sui temi economici, ma su quello emergente di un’ immigrazione dalle dimensioni eccezionali. Un’ immigrazione proveniente tanto dal fronte meridionale africano che dal medio ed estremo oriente, a causa di guerre, politiche autoritarie e repressive e, soprattutto, dalla volontà di riscatto economico e sociale di centinaia di migliaia di giovani, affamati e prolifici.

Salvini, nel contratto di governo contratto dopo il voto del 4 Marzo 2018 con il M5S, ha avuto l’ abilità di scegliere per sé, come secondo partito dell’ ambigua coalizione (  diversa e opposta dagli orientamenti espressi in quel passaggio elettorale  ), il ministero degli Interni, avviando dal Viminale e nella sua contemporanea veste di vice presidente del consiglio, un’ azione politica martellante sul tema immigratorio. Ha assunto toni e atteggiamenti assolutamente nuovi e diversi da quelli di tutti i ministri degli interni precedenti, dai caratteri sempre più simili a quelli già conosciuti, ahimè, all’ avvio di un passato tragico dell’ Italia, con ampio e frequente ricorso ai “ me ne frego ” e a ben manifestate simpatie verso gli ambienti dell’ estrema destra, come quelli di Casa Pound et similia.

Nella triplice funzione, anche questa una realtà assolutamente innovativa e pericolosa, di vice presidente del consiglio, ministro degli interni e segretario della Lega, Salvini ha finito con l’ assumere progressivamente agli occhi dell’ elettorato la figura di un conducator, di un leader risoluto e autoritario di cui, con frequenze alterne, il popolo italiano, prima e durante la lunga storia dell’ unità nazionale, ha sentito, purtroppo,  la pericolosa necessità.

Non si comprenderebbe, altrimenti, il consenso che in un solo anno Salvini ha saputo conquistare, sino a raddoppiare la cifra della Lega del 4 Marzo 2018 ( dal 17 al 34% ) e a doppiare nelle recenti  elezioni europee i contraenti del contratto, quelli del M5S, ridotti ad ascari silenziosi della volontà del leader milanese.

La frustrazione della società civile italiana che, lungi dall’ esprimersi in un’ autentica rivolta sociale com’ è accaduto in Francia con il fenomeno dei gilet gialli, si era manifestata, dapprima, con l’ astensione dal voto ( praticamente metà dell’ elettorato ) e, poi,  alle elezioni europee e secondo i sondaggi degli ultimi mesi, sembra, invece, riversarsi nel consenso a favore della Lega salviniana. Un partito camaleonte capace di una magica trasformazione da movimento della secessione nordista padana e anti meridionale, in un rifugio anche per  il Sud, dove la Lega si appresta a sostituire il M5S prosciugandone il bacino elettorale.

Con Renzo Gubert, neo Presidente del Consiglio nazionale DC ( amico carissimo dagli anni della comune frequentazione da isolatissimi DC, della facoltà di Sociologia a Trento, dove entrambi ci siamo laureati alla fine degli  anni ’60 ), proprio sul tema della deriva autoritaria salviniana abbiamo avviato un sereno e costruttivo confronto. Ed è proprio anche in base alle sue sollecitazioni che tento di approfondire le ragioni della nostra alternativa.

In questi giorni ho molto apprezzato il saggio dell’ On Renato Brunetta su  “  Il Foglio  ” del 2 Agosto: “  L’ altra Italia c’ è- L’ alternativa ai populisti passa da partiti desiderosi di non essere più schiavi del placebo populista  ”, e una nota del prof  Maurizio Bettini, su “ La Repubblica  ” di Mercoledì 7 Agosto, intitolata: “ L’ umanità nella musica di Mozart  ”. Invito gli amici a consultare questi due documenti, così come da parte mia raccolgo, condividendolo, l’ invito formulato da padre Spadaro, direttore de La civiltà Cattolica: “ questo è tempo di resistenza umana, civile e religiosa  ”.

Tralasciando gli  atteggiamenti e i comportamenti “  stravaganti “ di un ministro degli Interni uso a utilizzare i locali delle prefetture, come quella di Milano, per incontri politici di partito con gli amici europei dell’area Visigrad, sino all’ utilizzo improprio dei mezzi della polizia (  una scappatella del padre per il figliolo  ) o alla stupida esibizione di Milano Marittima a torso nudo e contorno di giovani bellezze al bagno, gaudenti al ritmo dell’ Inno nazionale, sono le politiche realizzate, insieme alle colpevoli omissioni messe in atto da questo conducator, che danno sostanza alla nostra tesi politica. Con Matteo Salvini l’ Italia corre un rischio serio di  progressiva involuzione autoritaria, che, se non è ancora fascismo, ha già tutti i caratteri di una svolta contraria alle regole dello stato di diritto e ad alcuni valori fondanti della nostra Costituzione. Siamo seriamente preoccupati e consapevoli che: “ quando si rompono gli equilibri istituzionali o c’ è la soluzione democratica o la parola passa alla forza  ”.

Un ministro degli interni che, chiamato in causa dalla magistratura (  caso nave Diciottti  ) se la cava, sottraendosi alle indagini, grazie al voto parlamentare garantitogli scientemente dai grillini; richiesto di esporre in commissione parlamentare notizie e fatti sul caso Siri-Arata, tuttora aperto agli sviluppi più imprevedibili, si rifiuta di presentarsi; idem sul caso Moscopoli ( oggetto di indagine della magistratura milanese  ), dove direttamente chiamato in causa per la frequentazione, prima negata e poi palesemente dimostratasi vera, con Savoini, anziché presentarsi in Parlamento per rispondere si fa difendere dal presidente del consiglio Conte, ha mostrato in poco più di un anno in cui ha assunto le sue funzioni ministeriali, elementi tali da considerarlo lontano mille miglia da ciò che tradizionalmente consideriamo il ruolo di un ministro degli interni garante della libertà di tutti i cittadini italiani.

Café LibertyAggiungiamo l’ atteggiamento assunto sul grave caso dei 49 milioni di euro illegittimamente spesi dalla Lega e/o dai suoi dirigenti. Salvini con tono spavaldo ai limiti dell’ impudenza, ha dichiarato: “  Sono anni che vanno avanti con questi 49 milioni, a me non cambia niente. Non mi cambia la vita  “. Questa la replica del ministro e segretario politico della Lega a chi gli chiedeva spiegazioni, dopo la recente sentenza della Cassazione che ha confermato la confisca di 49 milioni al suo partito. Anche stavolta legibus  solutus, in grado di sottrarsi a ogni dovere di assoluta chiarezza e trasparenza ?

Certo non potrà continuare a tacere se, proprio ieri, l’ ex tesoriere del Carroccio, Francesco Belsito, attacca i suoi successori al vertice del partito, ossia Maroni e lo stesso Salvini, dicendo: “ non bisogna chiedere a me come sono stati spesi quei soldi, io li ho lasciati nelle casse del partito  ”. “  Quello che è  successo dopo? Bisogna chiederlo a Maroni e Salvini. Sto valutando di fare unazione legale  ”,  aggiunge l’ ex tesoriere della Lega.

Infine, ed è la cosa più importante, è sulle politiche messe in atto da Salvini e dalla Lega, che dobbiamo valutare se queste corrispondano al bene comune del Paese e agli interessi e ai valori che come democratici cristiani intendiamo rappresentare .

Quanto alla politica estera assistiamo, da un lato, alla più ambigua e ondivaga posizione dell’ Italia tra USA e Russia, con malcelate aperture verso la Cina di Xi Jinping,. Dall’ altro, un errore dietro l’ altro nella politica europea, sino all’ isolamento più completo nell’ Unione, persino alla rottura nel voto con il partner di governo grillino nell’elezione della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, con il rischio di non poter nemmeno ambire a una posizione di riguardo tra i commissari europei, di cui ancor oggi non si conosce il candidato italiano.

Infine, il capitolo più controverso, la politica dell’ immigrazione, sino all’inquietante approvazione del decreto sicurezza bis.

 

A.la.t.Ha.Se da un lato, coperto da una continua propaganda di cui il conducator è abilissimo interprete, le sue sparate contro le ONG gli hanno permesso di acquisire consenso, dall’ altro, sul piano dei risultati concreti, costatiamo che, al di là dei finti respingimenti per qualche giorno delle navi ONG, l’ immigrazione alla spicciolata continua al Sud come al Nord, con un flusso continuo e inarrestabile, e la promessa del rimpatrio degli oltre 600.000 irregolari dichiarati come già presenti al momento dell’ assunzione del suo ruolo, resta una chimera, in assenza di relazioni positive con i potenziali partner europei e nord africani.

Viste le falle del decreto sicurezza uno, Salvini, con la colpevole complicità e copertura dei grillini, si è allora inventato lo sciagurato decreto sicurezza bis, causa ultima della presa di posizione netta del “  La Civiltà cattolica  ” già citata  di padre Spadaro, autorevole interprete di ciò che Papa Francesco va predicando nei suoi domenicali Angelus a Piazza San Pietro.

Condividendo in toto le argomentazioni espresse dai costituzionalisti Paolo Maddalena e Gaetano Azzariti circa l’ incostituzionalità di tale decreto, da parte mia, molto più semplicemente mi limito a osservare che esso appare nettamente al di fuori e contro ciò che è stabilito dall’ art.10 della nostra Costituzione. Ieri il presidente Mattarella all’ atto della promulgazione della legge ha espresso due “  rilevanti criticità  ”. In una lettera inviata al presidente del consiglio e ai due presidenti delle Camere ha scritto: ”   Al di là delle valutazioni nel merito delle norme, che non competono al Presidente della Repubblica non posso fare a meno di segnalare due profili che suscitano rilevanti perplessità  ” e, in ogni caso, anche in presenza di questo decreto rimane intatto l’ obbligo dei  naviganti di salvare i naufraghi. Le due criticità rilevate da Mattarella riguardano l’ elevato valore dell’ ammenda amministrativa che, come già evidenziato da una sentenza della corte costituzionale, finisce con l’ assumere il carattere di una sanzione penale e, il secondo, concerne la norma del dl sicurezza che consente di non applicare “ la tenuità del fatto ” in caso di reati contro i pubblici ufficiali. Questo, infatti, secondo Mattarella ” impedisce al giudice di valutare la concreta offensività delle condotte ” e nel caso di oltraggio ” solleva dubbi sulla conformità al nostro ordinamento e sulla ragionevolezza nel perseguire in termini così rigorosi condotte di scarsa rilevanza ” che possono riguardare anche casi che non generano ”  allarme sociale  “.

E’ evidente che non solo tali rilievi rimettono alla “  valutazione del Parlamento e del governo l’ individuazione dei modi e dei tempo di un intervento normativo sulla disciplina in questione  ”, ma, inevitabilmente,  prima o  poi, sarà la Corte Costituzionale a essere chiamata a decidere sulla costituzionalità  di tutto o su alcune parti dello stesso decreto.

Da parte mia considero grave la deriva che si è aperta a dominanza salviniana e, forte degli insegnamenti che Lugi Sturzo ci ha consegnati con il suo discorso al congresso del PPI di Torino nel 1923, contro la fronda dei popolari disponibili all’ alleanza con il fascismo, e con quelli degasperiani, da lui e da tutta la DC sempre difesi, anche contro l’ autorità di Papa Pacelli nel drammatico caso delle elezioni capitoline del 1952, mi batterò dentro e fuori il partito affinché ciò che resta della DC storica sappia tenere la schiena dritta in alternativa al populismo e al nazionalismo, che sta portando l’ Italia allo sfascio e al totale isolamento internazionale. Tutto ciò in linea con il documento Grassi-Alessi citato.

Certo, decideremo insieme il da farsi nelle prossime riunioni della direzione e del Consiglio nazionale, convinti con l’insegnamento di Aldo Moro, che, in ogni caso, sia “  meglio sbagliare tutti insieme che avere ragione da soli  ”, con il limite insuperabile,  almeno per me e mi auguro per tutti, di non esser mai parte attiva di un disegno autoritario, che non appartiene alla storia dei cattolici democratici e dei cristiano sociali.

Di: Ettore Bonalberti

9 Agosto 2010