La colomba

Alla fine del pasto pasquale, durante il quale si mangia l’ agnello o il capretto secondo l’ antica usanza ebraica,

è d’ obbligo un dolce in forma di colomba che in questa occasione può simboleggiare sia il Cristo sia lo Spirito Santo, nonostante che si pensi in genere al secondo ispirandosi alla testimonianza del Battista riferita da Giovanni l’ evangelista: << Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui >>.

Ma nella Chiesa primitiva prevaleva ancora il simbolismo critico.

< < Il Padre, prima della venuta del Cristo, > > spiegava il primo bestiario cristiano, il Fisiologo, < < Ha inviato come colombe, perché chiamassero tutti alla vita, Mosè, Elia, Samuele, Geremia, Isaia, Ezechiele, Daniele e gli altri profeti, e nessuno di loro è riuscito a condurre alla vita gli uomini; ma quando è stato inviato dal Padre il Signor nostro Gesù Cristo dai cieli, Egli ha condotto tutti alla vita con il proprio sangue dicendo: “ Venite a me tutti voi che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo “. Anche Tertulliano affermava: < < La colomba è solito indicare il Cristo > >; e Prudenzio: < < O Cristo, tu sei per me la potente colomba che vince l’ uccello gonfio di sangue > >.

Su molte lucerne dei primi secoli è incisa una colomba posata su un calice e adorata da colombelle, agnellini e pesciolini: icona del Cristo che offre ai fedeli l’ Eucarestia.

Un’ altra scena, abbastanza frequente nell’ arte cristiana primitiva, raffigura due colombe che ne adorano una più grande posta in cima alla Croce per significare che i cristiani devono limitare il loro modello.

Se invece essa si posa con un ramoscello d’ ulivo nel becco sulla poppa di una barca stilizzata, è il Salvatore che viene a proteggere la Chiesa nella sua navigazione attraverso i secoli. E se si sta avvicinando a un’ arca, sulla quale un uomo protende le mani, è il Cristo che porta la pace all’ anima di un defunto.

Anche nel medioevo la colomba continuò a simboleggiare, oltre allo Spirito Santo, il Cristo, come testimonia il Bestiario divino di Guglielmo di Normandia, e anche quello di Filippo di Thaun che afferma: < < La colomba significa Gesù, figlio di Maria, e noi siamo le sue colombe > >.

Si usavano cibori d’ argento in forma di colomba con un’ apertura sul dorso, dov’ erano contenute le ostie: erano simboli del Cristo che donava ai fedeli il proprio corpo.

Che simboleggia dunque la colomba pasquale? Occorre una premessa: un oggetto, un animale, una pianta possono suscitare simboli diversi; per capire a che cosa alludono bisogna studiarli nel contesto in cui sono situati. Ma la colomba che mangiamo al termine del pasto non è facilmente identificabile: può essere il simbolo del Cristo che porta la pace agli uomini di buona volontà, ma potrebbe essere anche il simbolo dello Spirito Santo che scende sui fedeli grazie al sacrificio del Redentore, come insegna la liturgia del battesimo e della confermazione strettamente collegata alla Pasqua.

Non meno semplice è l’ interpretazione di un’ usanza fiorentina, lo Scoppio del carro, che si svolge in piazza del Duomo la domenica di Pasqua. Il brindellone, un carro addobbato con fiori, ghirlande e fiocchi, è trasportato da quattro buoi davanti alla cattedrale.

Una colombina di cartapesta viene mandata attraverso un filo di rame, manovrato all’ interno della cattedrale, da questa al carro. La colombina, che reca il < <  fuoco sacro > >, acceso tramite un acciarino percorso da tre schegge che la leggenda attribuisce al Santo Sepolcro, va a colpire il brindellone su cui sono sistemati dei fuochi artificiali: se scoppiano, allora la stagione del raccolto sarà ottima.

Quel carro viene interpretato oggi come il Santo Sepolcro mentre i fuochi simboleggerebbero la resurrezione del Cristo. E la colomba? Che cosa simboleggerebbe? Si potrebbe tentare un’ altra interpretazione, considerando che essa parte dalla cattedrale al Gloria della messa grande di Pasqua. Potrebbe figurare lo Spirito Santo che effonde il < < fuoco divino > > sui fedeli ( il carro ) grazie alla resurrezione del Cristo.

Oppure, da un altro punto di vista, è il Cristo stesso risorto, Fuoco e Luce che porta fuoco e luce ai fedeli. Sono due ipotesi, non meno valide di quella oggi più corrente. Ognuno, assistendo alla cerimonia, potrà vedervi, come in ogni manifestazione simbolica, quel che gli detterà il “ Cuore “.

LA  REDAZIONE  AUGURA  BUONA  PASQUA  A  VOI  TUTTI

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