Un altro tema importante affrontato durante la mattinata riguarda i minori soli, segnalati alle autorità e che risultano presenti e censiti nelle strutture di accoglienza italiana rilevati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: i dati evidenziano un aumento nel triennio 2014-2017; al 31 dicembre del 2015 erano presenti 12mila minori non accompagnati, a fine 2016 oltre 17mila e al 31 ottobre di quest’ anno si contavano 18.479 giovani ospitati presso famiglie e strutture di accoglienza su tutto il territorio nazionale, di cui il 43,5% nella sola Sicilia, principale regione di sbarco.

Di questi 17.210 sono maschi (  93,1%  ) e 1.269 femmine (  6,9%  ). Il 93% 17.186 MSNA  ) ha un’ età compresa tra i 15 e i 17 anni, mentre solo lo 0,6% ha un’ età compresa tra gli 0-6 anni. Com’ è ovvio il tema dei minori accompagnati è connesso con quello dei servizi e dell’ assistenza sociale. Nel 2016 per i minori stranieri non accompagnati sono stati circa 10mila i servizi di tutela psico-socio sanitaria forniti, cioè in media quattro per beneficiario.

Rispetto alla problematica più generale della salute mentale, il rapporto sottolinea come ”  la lentezza delle procedure di riconoscimento del titolo di protezione (  mediamente oltre due anni  ) porta a un disagio sociale che può trasformarsi in vera e propria sofferenza mentale. Infatti l’ Organizzazione mondiale della sanità fa notare che i problemi di salute mentale risultano maggiori tra i richiedenti asilo rispetto alle altre categorie di immigrati. Tra i fattori che aumentano il grado di vulnerabilità: il genere (  femminile  ), l’ età (  non essere più giovani  ), l’ assenza di sostegno sociale.

Per quanto riguarda nello specifico l’ Italia, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e RifugiatiSprar  ) offre servizi anche per coloro che hanno problemi di salute mentale sia adulti sia minorenni. Nel 2016 per i minori stranieri non accompagnati sono stati circa 10mila i servizi di tutela psico-socio sanitaria forniti, cioè in media quattro per beneficiario. Mentre per i progetti Sprar che hanno come utenti migranti con problemi di salute mentale, i beneficiari accolti complessivamente sono stati 442 1,3% del totale dei beneficiari presenti nel sistema Sprar  ), prevalentemente uomini (  77%  ), poi donne (  23%  ), e minori (  9,5%  ). Gli utenti di questa tipologia di progetti Sprar provengono soprattutto da Nigeria 29%  ), Pakistan (  12%  ) e Gambia 10%  )  “.

FONTE: Chiamamilano

   

 

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