Leggendo questo “ titolo ” che cosa mi viene in mente?

A me personalmente investe come un impulso di “ laser ” diretto al cuore. Negli ultimi anni, specie nei paesi più sviluppati-industrializzati, si è osservato un notevole incremento della frequenza di questo status: l’ anziano ( il nonno, il vicino di casa, il conoscente e amico di famiglia, ecc  ), che in occasione, per esempio, delle vacanze, viene categoricamente abbandonato a se stesso.

Voi lettori non crediate che l’invio di un anziano in una cosiddetta classificata “casa di riposo e cura per il soggiorno estivo ” si possa definire una soluzione ottimale. Anzi, mi è spesso capitato di sentire da amici, conoscenti o da letture di quotidiani dell’ esito contrario: decessi!

Mi rammarica il pensare a quello che può passare nella mente di un anziano lasciato a se stesso: solitudine e vuoto interiore. Talvolta non sono sufficienti i ricordi del loro passato lavorativo, affettivo e sociale; le foto che magari si sono portati con loro e riflettono tutta la loro vita; le visite di parenti, nipoti o amici non sempre frequenti e motivate.

Insomma proviamo a pensare di essere impacchettati noi stessi e poi lasciati in un ambiente nuovo ed estraneo da un giorno all’ altro? Perché, in verità, l’ ambientamento, specialmente per gli anziani ( come per i bambini ), richiede tempo e pazienza.

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Inoltre i disturbi, tra quali il russamento, l’ insonnia, oltre a condizionare la qualità della vita dell’ anziano e le malattie ( respiratorie, cardiache, diabete ed altre ancora ), che spesso accompagnano le seconda e la terza età, creano un disagio psicologico oltre che fisico.

E questa simbiosi, organica da un lato e psicologica dall’ altro è pericolosa sulla psiche, in quanto l’ anziano tende a chiudersi in se stesso con ripercussioni anche a livello cardiaco. Viene limitata la qualità dell’ ultima parte della loro vita.

Perché privarlo della libertà di scegliere dove vivere?

Perché non rispettare la libera scelta della persona anziana di continuare a vivere nel proprio domicilio, garantendo il sostegno necessario, nonché, in caso di assoluta impossibilità, creare condizioni di accoglienza che permettano di replicare alcuni aspetti dell’ ambiente di vita abbandonato?

 

INFO: rikferrari@libero.it