L’ osservare è uno dei più importanti aiuti per comprendere e vivere la vita. La maggior parte delle persone vive come i ciechi. È assolutamente vero che ” hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non odono “. Nella maggior parte dell’ umanità vi è mancanza di osservazione.

La logica è il migliore maestro nel mondo fisico e la più sicura guida in ogni mondo. Chiaramente, dobbiamo sempre ricordare che l’ osservare deve essere usato solo per paragonare i fatti e non per criticare, per lo meno per quanto riguarda la critica negativa. La critica costruttiva, che ci guida, che ci indica i difetti e i mezzi per superarli, è la base del progresso, ma la critica distruttiva che demolisce tanto il bene quanto il male, senza mirare a un risultato più elevato, è come un’ ulcera insita nel carattere che deve essere cicatrizzata. Chiacchiere e pettegolezzi sono ostacoli e pietre d’ inciampo. Con ciò non si deve dire che il nero è bianco, né giudicare con disprezzo la cattiva condotta: la critica dovrebbe essere fatta con lo scopo di aiutare e non malignamente, per mettere in risalto il difetto della persona. Ricordando la parabola della pagliuzza nell’ occhio, dovremmo rivolgere la critica a noi stessi. Nessuno è tanto perfetto da non potersi migliorare; inoltre, più puro è l’ uomo, meno è incline a trovare difetti e a scagliare la prima pietra. Se ravvisiamo i difetti e suggeriamo il mezzo per migliorarci, occorre farlo senza animosità. Dovremmo sempre cercare il buono in ogni cosa. È importante coltivare quest’ atteggiamento di discernimento.