Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

La sinistra, si fa per dire, è sempre in prima linea nell’adottare le misure economiche suggerite dalle organizzazioni internazionali, Christine Lagarde è stata presidente del FMI e ora è presidente della BCE; il FMI, a favore della finanza, aveva condotto una battaglia contro l’ uso del contante, che favorisce l’ evasione fiscale, favorendo così il microcredito, l’ indebitamento dei poveri e la loro riduzione in schiavitù; purtroppo però, ora la BCE afferma che la limitazione nell’ uso del contante non ha favorito i consumi e  non è servita a ridurre l’evasione fiscale.

Il parziale cambiamento di paradiga di Lagarde è dovuto al fatto che la Germania, che domina l’ UE, non vuole privarsi del contante; la Germania detta legge anche ai nostri germanofili, spesso ex partigiani. Per favorire la pauperizzazione generale, il credito al consumo, l’ indebitamento dei poveri e la previdenza privata, il FMI ha anche nel mirino la previdenza pubblica, per la quale dipinge scenari apocalittici, con il buco sulle pensioni, e perciò propone un’ennesima riforma delle pensioni che nemmeno i francesi accettano.

Vuole che i giovani si dirigano al lavoro più facilmente, con salari bassi e che ricorrano al credito al consumo, perché privi dell’aiuto economico dei genitori con una pensione. L’ obiettivo della lobby finanziaria è di impoverire lavoratori e classi medie, con lo scopo di rafforzare il rapporto gerarchico e la dipendenza tra ricchi e poveri. Con le riforme delle pensioni dei lavoratori, si fa sprofondare larga parte della popolazione verso il basso e la si rende più ricattabile; invece, con i beneficiari delle pensioni privilegiate, cioè dirigenti, politici e sindacalisti al servizio dell’élite anonima, la resa di conti avverrà quando questa rivoluzione sarà compiuta.

In una visione eugenetica, dall’ élite finanziaria, il divario di classe è visto anche come una differenza razziale, perché il razzismo non riguarderebbe solo il colore della pelle o i tratti somatici, ma è anche una conseguenza dei rapporti gerarchici, economici e sociali che rende più ottusi i dominati, minando tutti i principi egualitari di cui noi ci siamo nutriti fino a oggi. (  Per le notizie, fonte: Comidad – sinistrainrete.info  ).

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Draghi ha ricevuto dal presidente della repubblica federale tedesca, Steinmeier, la croce al merito ed è stato elogiato dalla Deutsche Bank (  gravata da una pesante perdita d’ esercizio causata dai derivati nel suo portafoglio  ), per aver salvato l’euro e fermato la recessione; Steinmeier ha però auspicato la fine degli interessi bassi e negativi. Fino a ieri, Draghi era stato criticato dal governatore della Bundesbank, Weidmann, perché il governatore della Bce, contro la politica di austerità della Merkel, di Schauble e quindi della commissione europea, aveva ridotto i tassi e adottato il QE, i quali forse hanno consentito maggiori investimenti pubblici, ma, per soliti ritardi dello stato, probabilmente non in Italia, che è un protettorato.

Per statuto, la BCE non può prestare soldi agli stati ma li presta alle banche, tuttavia, con il QE, non è riuscita ad alzare di molto l’ inflazione, che avrebbe contribuito, con i bassi interessi sul debito pubblico, a ridurre il debito dello stato; il nuovo presidente della BCE, Lagarde, ha affermato di voler seguire la strada tracciata da Draghi, ma potrebbe essere una dichiarazione con poco seguito.

Per Steinmeier, la politica di Draghi è stata utile, non solo per i paesi mediterranei dell’ UE, ma anche per la Germania perché, dal 2008 al 2019, i tassi bassi, anche se hanno colpito i risparmiatori e danneggiato la previdenza integrativa, hanno fatto risparmiare al Tesoro tedesco 436 miliardi di euro in interessi, riducendo il debito pubblico tedesco; perciò la Germania ha potuto aumentare salari minimi e pensioni. Invece in Italia, gli alti interessi sul debito pubblico, favoriti dallo spread, fatto lievitare dalla speculazione, hanno fatto aumentare il debito pubblico.

Il quotidiano conservatore tedesco, Die Welt, è però deciso a reiterare le vecchie accuse fatte a Draghi dal mondo economico finanziario tedesco e dalla Bundesbank; in sostanza, accusa Draghi di aver colpito, con i tassi bassi, il risparmio privato dei tedeschi, ignorando che il risparmio bancario, quando non si rifugia nel mattone, è stato sempre falcidiato da inflazione, insolvenze, oneri bancari, imposte e guerre, nell’ultimo caso, soprattutto in Germania; inoltre, con la riduzione dei tassi sul debito pubblico, lo stato se n’è avvantaggiato.

Die Welt riconosce che le strategie di Draghi hanno fermato la crisi e salvato l’ euro, ammesso che ne valesse la pena, perché il M5S voleva fare un referendum contro l’ euro che non si poteva svalutare e perciò non ha aiutato, come aveva fatto la lira, l’ economia italiana a crescere; comunque, Die Welt afferma che il salvataggio dell’euro è stato solo temporaneo e ha provocato gravi danni collaterali.

A.la.t.Ha.Il giornale scrive che Draghi, attaccando il risparmio, ha attaccato le pensioni integrative e impedito ai lavoratori tedeschi di accumulare risparmio per l’ acquisto di una casa; però un’ inflazione maggiore alimentata dal QE, in una logica sociale, avrebbe potuto trasferire maggiori risorse dai creditori e dai risparmiatori ai debitori che la casa la stanno già pagando con un mutuo. Le banche sono preoccupate per i bassi tassi, per i loro riflessi sui loro conti economici, ignorando che risparmiano sulla raccolta, ma Die Welt afferma che i tassi bassi spingono a fare più debiti con le banche, che dovrebbero esserne contente; però tolgono anche spazio all’ usura, anche bancaria. (  Per le notizie, fonte: Tino Oldani – Pierluigi Mennitti – startmag.it  ).

 

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