Buongiorno Simpatizzanti /Lettori,

in un momento molto – particolare -, dove un task-force di 400 e piu’ piu’ persone sembra una – Babele -,

Noi di pensionatiitaliani.it abbiamo scelto l’ interessante considerazione dell’ On. Vitaliano Gemelli,

componente del Comitato Scientifico Fondazione DC

R. Ferrari – Admin,

Presidente e Socio Fondatore de: ” Il Simpatizzante ” & pensionatiitaliani.it

Finora oltre 5 milioni di contagiati, oltre 300 mila decessi, oltre 1,5 miliardi di cittadini in regime di lockdown, una assoluta incertezza sulle cause, sulla diffusione, sulle terapie da seguire e un dibattito sulla ricerca del vaccino, che per alcuni scienziati potrebbe non essere risolutivo, stante la varietà della tipologia del Covid 19 e la reattività dell’ organismo, disegnano il quadro di sintesi della situazione mondiale.

La conseguenza di tale situazione si misura con lo stravolgimento delle relazioni interpersonali, con il  conflitto di poteri tra istituzioni comunali, regionali, nazionali e comunitarie, con la rimodulazione dei rapporti tra gli Stati, che tendono sempre più spesso a sospendere la validità dei Trattati internazionali, con l’ insorgenza di conflittualità nuove e la ripresa di quelle antiche per approfittare dello stato di debolezza di una delle parti o degli “ Stati amici ”,  quindi in sostanza con la determinazione di una complessiva precarietà di rapporti per l’ impossibilità di immaginare le prospettive.

Nella società la situazione è ancora più drammatica in quanto è già aumentata la fascia di persone che vivono sotto la soglia di povertà e tale aumento non tende ad arrestarsi; moltissime piccole aziende familiari non potranno più riprendere la propria attività; i dipendenti di tali aziende andranno ad infoltire la già numerosa schiera dei disoccupati ( negli USA che vantavano un tasso di disoccupazione del 3,5 / 4 % , 36 milioni di lavoratori hanno già chiesto il sussidio di disoccupazione; in Francia il Ministro Le Maire ha dichiarato che la Renault potrebbe chiudere ); il lockdown ha compromesso le GVC ( Catene Globali di Valore ) e conseguentemente sarà necessario immaginare una riorganizzazione del sistema produttivo complessivo, partendo non solo dai settori di eccellenza di ciascun Paese, ma dalla individuazione prioritaria dei settori strategici, per garantire ai cittadini le prospettive di sviluppo e di evoluzione, senza tentazioni autarchiche di antica memoria.

Anche il sistema finanziario dovrà rivedere il necessario sistema di accumulo di ricchezza, individuando una funzione sociale – e non solo individuale o aziendale – la cui gestione dovrà essere lasciata al potere pubblico, che per la fattispecie licenzierà legislazioni adeguate con procedure e monitoraggi di verifica in ordine alla efficacia del sistema.

L’ Unione Europea e il PPE, il P S & D, i Liberali e qualche altra formazione politica stanno mettendo in atto una profonda riflessione sia sulla capacità di risposta dell’ UE rispetto alle evenienze straordinarie che si verificano, sia rispetto all’impianto istituzionale e a quello economico.

Per le evenienze straordinarie si stanno mettendo a punto strumenti di intervento rapido, dotati di ampia capacità finanziaria per far fronte alle urgenze; per l’ impianto istituzionale il Parlamento lavora per ottenere il potere della proposta  legislativa e divenire a tutti gli effetti  la “ Camera dei Cittadini Europei ” in parallelo con il Consiglio che è la “ Camera degli Stati Membri ”; la Commissione lavora per essere un vero “ Governo Politico ” con la procedura dello “ Spitzen Candidat ”, che ricerchi una maggioranza parlamentare nelle due Camere e svolga il programma concordato.

Una riforma importante sarà quella dei Trattati, che dovranno prevedere sostanzialmente la funzionalità di uno “ stato federale ” e quindi un bilancio congruo in misura sensibilmente maggiore di quello attuale, in quanto si dovrà trasformare la politica economica da concorrenziale a solidale, coesiva ed integrata, per affrontare il riassestamento della globalizzazione, che vedrà Paesi come gli USA, la Cina, la Russia, l’ India, il sudest asiatico, i Paesi del Commonwealth e alcuni Paesi africani, tentare di  ricostituire gli assetti di potere preesistenti al CoViD 19 o nuovi assetti, approfittando della debolezza in alcune aree.

Bisogna prendere atto che complessivamente l’ UE ha avuto la sensibilità di farsi carico dell’ emergenza della pandemia, assumendo decisioni mai prima pensate e ipotizzate.

La sospensione del Patto di Stabilità, la predisposizione dello strumento Sure, la prossima costituzione del Recovery Fund, la messa a disposizione incondizionata del Mes, la previsione di erogazione di contributi e non solo di finanziamenti, sono manifestazioni di volontà di attuare concretamente una “ dimensione sociale e solidaristica ”, che Junker aveva annunciato e che ha trovato dispiegamento in questa tragica fase, né bisogna enfatizzare la posizione dei quattro Paesi dell’ Ecofin Austria, Danimarca, Olanda e Svezia, in quanto tali Paesi sono portatori di esigenze diverse, delle quali è giusto tenerne conto per negoziare il loro consenso.

Il nostro Paese ha affrontato bene l’ emergenza ( per quanto era possibile, anche se nonostante l’ abnegazione del personale sanitario e ausiliario e delle Forze dell’ Ordine, non era immaginabile l’ insostenibilità della situazione sanitaria di regioni, che hanno vantato sempre il livello di eccellenza organizzativa e clinica, mostrando purtroppo l’ inesistenza di una catena di comando e di gerarchia delle responsabilità tanto  ospedaliere che delle RSA, deludendo le attese ); non è chiaro il percorso che il Governo vorrà seguire per la ripartenza.

I provvedimenti adottati sono parzialmente inadeguati e scontano una diffidenza nei confronti dei cittadini imprenditori, i quali meriterebbero invece la massima fiducia per essere messi in condizione di riprendere il cammino interrotto.

Alcune partite previste si impostano sul credito d’ imposta a partire da subito, invece sarebbe opportuno che fossero previsti contributi per l’ avvio di attività e successivamente, almeno dopo un anno si potrebbe prevedere l’ abbattimento delle imposte con percentuali decrescenti per un periodo di tre anni, termine dal quale procedere a regime.

La fase attuale è difficile e va affrontata su due direttrici: quella di ricostituire la liquidità delle persone e delle famiglie e quella di mettere in condizione tutte le PMI per riprendere il cammino interrotto, partendo dai dati di tutte le Associazioni di categorie produttive, professionali e di servizi, che paventano il crollo del 30 % delle attività con conseguenze disastrose per l’ economia nazionale e soprattutto per i cittadini.

Il necessario superamento del burocratismo non è il superamento delle procedure trasparenti per consentire le utilizzazioni e le applicazioni delle leggi, ne le gestioni delle risorse possono essere delegate a commissari che non hanno una rappresentanza democratica; come sempre è avvenuto nel nostro Paese dai tempi di Zamberletti, le gestioni devono essere affidate per competenza e merito e non per rapporti di consenso e adesione politica, altrimenti la gestione clientelare diventa anche illegale.

Si comprende perfettamente che gli interventi su tutto il settore economico, senza escludere alcuno, saranno costosi e dovranno essere poliennali, ma i piani di ristrutturazione, di riammodernamento e di rilancio di tutti i settori produttivi dovranno porsi l’ obiettivo di entrare a regime al più entro un triennio, per consentire al nostro Paese di agganciare i Paesi più pronti, dinamici e dotati di più risorse nella predisposizione di un nuovo ordine mondiale, che non sarà solo economico, ma ambientale, finanziario, della ricerca, della conoscenza, delle tecnologie. ( Nei nostri ragionamenti non dobbiamo mai dimenticare di essere membri del G7 e del G20, quindi tra i Paesi più influenti dei 200 Paesi del mondo ).

Un serio problema è costituito dalla scuola, per la quale sarà necessario immaginare un nuovo tipo di organizzazione non solo logistica, ma anche della pedagogia sotto il profilo teoretico, psicologico e didattico, assicurando l’ insegnamento in presenza, per offrire ai ragazzi oltre alla competenza settoriale, una cultura fondamentale e approfondita, con la quale affrontare le prospettive immaginate e quelle da inventare per raggiungere livelli di eccellenza della vita.

Inoltre per l’ università sarà necessario stabilire strutturalmente connessioni internazionali, per consentire ai ragazzi di conseguire il titolo contemporaneamente in diversi Paesi, liberandoli dagli esami di ammissione e abolendo il numero chiuso nelle facoltà.

Molti invocano il ritorno alla normalità per poter riprendere il cammino lavorativo, professionale, imprenditoriale, solidale, relazionale; la normalità che potremo avere tra qualche tempo sarà una normalità diversa da quella conosciuta in passato, perché il CoViD 19 ha rappresentato una cesura e ha modificato i termini e le condizioni pre-esistenti, richiedendo nuove impostazioni e nuove condizioni per andare avanti.

Dovremo essere pronti a fare nuove esperienze e ad affrontare nuovi imprevisti, in quanto si è rotto un equilibrio creato dopo la seconda guerra mondiale e durato fino allo scoppio di un’ altra guerra detta CoViD 19; chi avrebbe potuto immaginare le città deserte, lo smart working, l’ uso delle mascherine, il distanziamento sociale, la sanificazione degli ambienti e tutte le conseguenze inerenti ? Come si sono verificate le emidemie di SARS-CoV ( Severe Acute Respiratory Syndome-Corona Virus ) nel 2002 e di MERS-CoV ( Middle Est Respiratory Syndrome-Corona Virus ) nel 2012 e di CoViD 19 ( SARS-COV 2 ) nel 2019,  da ora in poi sarà possibile anche altro, perché l’ equilibrio del sistema-mondo si è rotto e va riallineato secondo quanto affermato nella “ Laudato Sì ”.

È una sfida per l’ umanità, come ve ne sono state tante, che dovrà essere affrontata con la consapevolezza della responsabilità che ciascuno di noi ha nei confronti del nostro prossimo, dei nostri figli e nipoti, nei confronti di chi ci vuole bene, ma anche di chi tale sensibilità non ha; dobbiamo lavorare per i colti,  gli incliti e per quella schiera numerosa contraddistinta da povertà educativa, che imperversa sui social  e anche su canali televisivi, che dovrebbero fare un servizio di informazione, mentre invece inseguono facile audience con atteggiamenti demagogici e populisti.

Siamo in una nuova era, che prevede che l’ intelligenza artificiale abbia un ruolo progressivamente invasivo nei processi produttivi e non, e l’ uomo dovrà averne sempre il controllo sistematico e continuo, per evitare che diventi un pericolo per l’ umanità, come paventava Sephen Haukins, un padre della scienza da poco deceduto e come dichiarato anche da Elon Musk, che la considera più pericolosa del nucleare.

Dobbiamo comunque avere sempre in mente che “Il sabato è stato fatto per l’ uomo  . . . ” ( Mc 2,27 ), quindi l’ umanità saprà governare la sua esistenza e costruirà sempre un futuro migliore del passato.

22 maggio 2020

On. Vitaliano Gemelli

Buongiorno Simpatizzante/Lettore

Nel Simpatizzante di Maggio – Magg – Maio 2020,

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