Contabilizzatole del calore e termoregolazione: obblighi, costi e sanzioni per il 2019

Fonte: QuiFinanza

L’ obbligo della presenza di contatori individuali nei condomini con riscaldamento centralizzato è in vigore in Italia dal 2014. Dopo una lunga serie di proroghe e rinvii, il 30 giugno scorso è scaduto l’ultimo termine per gli adeguamenti. Ora partono le ispezioni sulla contabilizzazione del calore, con sanzioni da 500 a 2.500 euro per ogni proprietario degli stabili inadempienti.

Cos ’è
La direttiva obbliga i condomìni a installare un sistema di contabilizzazione del calore su ogni impianto: un sistema che aiuterà i singoli inquilini a pagare solo il riscaldamento che realmente consumano. Vengono installati dei contabilizzatori di calore e delle valvole termostatiche su ogni calorifero dell’ abitazione, così da poterne misurare il calore emesso, controllare e regolare la temperatura.

Regioni
La legge ha previsto che questi lavori di installazione di sistemi di contabilizzazione del calore debbano essere fatti entro un calendario che varia da Regione a Regione. L’ installazione dei contatori sarà anche l’ occasione per analizzare l’ efficienza del palazzo: infatti, installare i contabilizzatori e le valvole non risolve la possibile inefficienza di una caldaia vecchia o le dispersioni di calore dal tetto, dalle facciate o dalle finestre. A parte Emilia-Romagna e Toscana, che hanno centralizzato queste attività, le altre Regioni hanno demandato i controlli ai Comuni con più di 40 mila abitanti. Per i municipi più piccoli opereranno, invece, le città metropolitane. E ogni realtà si attrezza in maniera diversa e più o meno efficace.

Sanzioni
Le sanzioni previste ammontano da un minimo di 500 euro ad un massimo di 2500 euro. E in questo quadro va registrata una statistica importante: secondo i dati dell’ industria del settore, solo un immobile su due finora è in regola. E dunque la paltea per un adeguamento e dunque per una eventuale sanzione appare piuttosto vasta.

Ripartizione delle spese
Di norma i condomini termicamente più efficienti optano per una suddivisione delle spese totali riferite ai consumi annuali per il riscaldamento (  quindi manutenzione, spese di caldaia, spese di combustibili, eventuali contratti di assistenza  ) in misura del 30% come quota ripartita attraverso le quote millesimali e il restante 70% in base alla ripartizione del consumo di calore effettivo di ogni unità immobiliare sul totale. In caso di grandi dispersioni dell’intero edificio o inefficienze termiche marcate, l’ assemblea può proporre modifiche della ripartizione delle percentuali aumentando quella da suddividere secondo i millesimi, ma in genere non oltre il 50%. L’approvazione della ripartizione avviene con voto favorevole della maggioranza degli intervenuti in assemblea che rappresentino almeno 500/1000.

Detrazioni
Le spese saranno detraibili per il 65% se l’ adeguamento avviene contestualmente a un intervento per aumentare l’ efficienza energetica, come la sostituzione del vecchio generatore con uno ad alta efficienza, anche se effettuato dal condominio, mentre lo saranno per il 50% in caso di solo intervento di termoregolazione e contabilizzazione. Tutte le detrazioni sono valide solo per le spese sostenute entro il 31 Dicembre 2016.