Riflessione su Robert Kenneduly con una citazione molto attuale e pungente per chi parla di cambiamento . . . . .

Anche  se oggi è l’ 8 giugno il  messaggio è attualissimo e dura nel tempo

(  Riflessione A cura del prof. Antonino Giannone – 6 giugno 2018  )

Riccardo Ferrari

Robert Kennedy, alla vigilia delle elezioni a Presidente degli Stati Uniti, il 6 giugno del 1968 fu assassinato; era l’ anno di grandi speranze di cambiamento della società da parte di noi giovani, ma purtroppo furono represse sul nascere in molti Paesi dall’ Italia agli USA e l’ assassinio di Bob Kennedy s’ inquadrava nella strategia della repressione di quel cambiamento culturale, sociale e politico.

Oggi 50 anni dopo, in Italia dichiarano che il nuovo Governo è quello del cambiamento!!

Pertanto senza polemiche, vorrei richiamare l’ attenzione del Presidente del Consiglio Conte e dei Ministri del Governo M5S + Lega su queste parole di RFK perché l’ Etica che le contraddistingue potrebbe essere di un positivo insegnamento per il loro operare ai fini del bene comune dell’ Italia.

RFK poneva spesso l’ accento sul fatto che dovessero essere la compassione e l’ amore a farci comprendere il mondo. Bob Kennedy criticò duramente il PIL come indicatore di benessere in un’ epoca in cui il concetto non era ancora così noto e dominante:
” Con troppa insistenza e troppo a lungo, sembra che abbiamo rinunciato alla eccellenza personale e ai valori della comunità, in favore del mero accumulo di beni terreni. Il nostro PIL ha superato 800 miliardi di dollari l’ anno, ma quel PIL – se giudichiamo gli USA in base ad esso – quel PIL comprende l’ inquinamento dell’ aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le autostrade dalle carneficine. Comprende serrature speciali per le nostre porte e prigioni per coloro che cercano di forzarle.

Comprende la distruzione delle sequoie e la scomparsa delle nostre bellezze naturali nella espansione urbanistica incontrollata.

Comprende il napalm e le testate nucleari e le auto blindate della polizia per fronteggiare le rivolte urbane. Comprende il fucile di Whitman e il coltello di Speck, ed i programmi televisivi che esaltano la violenza al fine di vendere giocattoli ai nostri bambini.

Eppure il PIL non tiene conto della salute dei nostri ragazzi, la qualità della loro educazione e l’ allegria dei loro giochi.
Non include la bellezza delle nostre poesie e la solidità dei nostri matrimoni, l’ acume dei nostri dibattiti politici o l’ integrità dei nostri funzionari pubblici.
Non misura né il nostro ingegno né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione per la nostra nazione. Misura tutto, in poche parole, eccetto quello che rende la vita degna di essere vissuta. Ci dice tutto sull’America, eccetto il motivo per cui siamo orgogliosi di essere americani “.

Robert Kennedy – Dal discorso del 18 marzo 1968 alla Kansas University  ).

E a conclusione di questa riflessione, consideriamo appropriata una citazione di Don Luigi Sturzo dal suo Appello ai Liberi e Forti di quasi 100 anni fa:  ”  L’ Economia senza valori etici e’ diseconomia e produce grandi sofferenze all’ umanita’  “.

 

Altre considerazioni del Prof. Antonino GIANNONE

In questa Rubrica: VALORI FONDANTI ED ETICA PER LA SOCIETA’ DELLA GLOBALIZZAZIONE

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