Di: Nunzio Miccoli  

Per le elezioni presidenziali americane del 2020, il rinnovo del mandato a Trump, secondo i sondaggi, è sostenuto dai repubblicani e avversato dalla maggior parte dell’ informazione, dai democratici che sono la maggioranza e da Bruxelles; però pare che Trump abbia il sostegno della maggioranza degli americani. Alle elezioni giocheranno un ruolo dazi e guerra commerciale, il rapporto con l’ Iran, la limitazione all’ immigrazione islamica e la situazione economica americana che sembra buona.

Grazie al meccanismo del collegio elettorale americano, Trump potrebbe essere favorito e ottenere un secondo mandato alla Casa Bianca, il collegio è formato da 538 grandi elettori che, ogni quattro anni, scelgono il presidente, essi sono aumentati con l’ incremento della popolazione. Questi delegati sono almeno tre per stato, i cittadini di ogni stato li eleggono con un sistema elettorale maggioritario diverso per ogni stato.

Le elezioni sono a scrutinio segreto e senza vincolo di mandato; con l’ aumento della popolazione ispanica, che vota in prevalenza per il partito democratico, naturalmente, in Congresso il voto democratico è aumentato; tuttavia, pare che Trump sia ancora favorito, nonostante il suo gradimento, secondo i sondaggi, sia inferiore al 50%; però in Italia, a causa del problema dell’ immigrazione, esso è superiore a quello del papa e inferiore a quello di Salvini.

EUROPA

In un rapporto del bollettino mensile della Bundesbank si afferma che l’economia tedesca è in recessione perché la sue esportazioni e la sua produzione industriale diminuiscono, il che porterà alla diminuzione del suo Pil e anche alla sua decrescita; perciò la BCE sta valutando l’opportunità d’introdurre altri stimoli monetari che, come i precedenti, sicuramente non serviranno a raddrizzare la situazione. Pare che la Germania sia la prima vittima della guerra commerciale e della Brexit, val la pena di ricordare che l’informazione italiana mainstream ha invece sottolineato che la recessione è soprattutto italiana e non tedesca.

—–

Alla fine del primo trimestre del 2019 il debito pubblico francese, pari al 100% del Pil, ha superato, in valore assoluto, quello italiano, con 2.358,897 miliardi di euro contro i 2.358,537 miliardi di euro di quello italiano, che però è pari al 134% del suo Pil; è accaduto, senza rilievi da parte della commissione europea e causato dalle maggiori spese statali volute da Macron per fronteggiare le proteste dei gilet gialli.

Fino a oggi la Francia, rispetto all’Italia, ha beneficiato di migliori rapporti di Ocse, Bce, commissione europea, Fondo Monetario e propaganda dell’informazione, perciò, con la disattenzione della speculazione, ha potuto godere d’interessi più bassi nel collocamento dei suoi titoli pubblici; infatti, i bond decennali francesi hanno uno spread quasi nullo rispetto a quelli tedeschi.

A giugno del 2018 però, la corte dei conti francese ha definito preoccupante l’aumento del debito pubblico francese e il Fondo Monetario, diretto dalla francese Christine Lagarde, ha invitato il governo a tagliare le spese; la Francia è il paese europeo che più spesso ha violato il limite del 3% del deficit di bilancio, ma l’ Italia, rispetto alla Francia, ha superato più spesso il limite fissato per il debito pubblico, pari al 60% del Pil; entrambi i limiti sono fissati dai trattati europei.

Però i rilievi della commissione europea sono stati fatti più all’Italia che alla Francia, questo fatto ha alimentato il rialzo dello spread e degli interessi dei BTP italiani e perciò i francesi, senza temere un improbabile default italiano, ne hanno acquistati per 300 miliardi di euro, mentre i tedeschi compravano i loro titoli poveri di rendimento. Macron era stato eletto con la promessa elettorale di azzerare il debito pubblico in cinque anni.

Il bilancio dello stato francese è in deficit dagli anni settanta, del resto, la Francia, a causa del deficit valutario, era abitata a svalutare il franco come l’ Italia la lira; quest’anno il deficit del bilancio francese potrebbe arrivare al 3,1%, mentre quello italiano è al 2,04%; perciò Macron ha promesso di portarlo al 1,2% alla fine del suo mandato, cioè nel 2022. Tutto sommato, la situazione economica italiana pare migliore di quella francese, nell’ attivo commerciale, nei debiti delle famiglie, nel risparmio nazionale, nella sua produzione industriale; quindi, non si capisce lo zelo della commissione contro di essa; forse è dipeso dalla volontà di alimentare, con l’ allarmismo, la salita degli interessi sul debito pubblico italiano, naturalmente, a vantaggio della speculazione.

—–

La finanziarizzazione dell’ economia ha dirottato risorse dall’ economia reale alla finanza, il drenaggio d risorse è stato fatto a favore della finanza speculativa, rafforzando il dominio del mercato finanziario, dei paradisi fiscali e dell’ oligarchia. Il casinò finanziario è gestito soprattutto da New York, Londra e Francoforte, mentre il popolo s’impoverisce; accadde la stessa cosa con la decadenza della potenza commerciale e industriale di Venezia.

Con il declino dell’ impero britannico, la City si è trasformata in centro finanziario globale che ha attirato ricchezze finanziarie da tutto il mondo; dopo il 1957, nel mondo fu creata dalla Gran Bretagna una rete di paradisi fiscali che tolsero risorse agli stati, ne pagarono il prezzo, soprattutto, il terzo mondo, l’Italia e tanti stati formalmente indipendenti.

(  Per le notizie, fonte: Mauro Miccolis – sinistrainrete.it  ).

Vi aspetti-AMO QUI’: https://www.pensionatiitaliani.it/download/

La Newsletter di “ Il Simpatizzante “, mese di: LUGLIO 2019 AGOSTO di: A. ROSI & R. FERRARI

Pag. 3 Consigli per le Vacanze: CASA AL MARE IN AMBIENTE SERENO E FAMIGLIARE, A 100 MT DALLA SPIAGGIA, CUCINA ROMAGNOLA e poi  .  .  .    tanto altro ancora !

Cordiali saluti.