Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario.@gmail.com.

Intanto continuano gli sbarchi d’ immigrati a Lampedusa, tollerati dal governo italiano di “  sinistra  ” questi, appesantendo il sistema sanitario siciliano, sono posti in quarantena e poi, se sono sani, sono inviati anche in Germania; probabilmente il governo italiano, dopo quello tedesco, stima che, alla lunga, questi possano essere utili all’ economia italiana, come operai economici nei settori pubblico e privato. Ovviamente, il papa invita sempre all’ accoglienza e alla solidarietà, però anche la criminalità è interessata al fenomeno.

Per fronteggiare la pandemia, le misure accelerate adottate da Conte sono state poco rispettose verso il parlamento, però  sono state poi rallentate dalla burocrazia;  comunque, sono incostituzionali perché hanno privato i cittadini di libertà garantite dalla costituzione, infatti, gli articoli 13 e 16 affermano che la libertà personale è inviolabile e perciò ogni cittadino può spostarsi liberamente entro il territorio nazionale; le limitazioni possono essere stabilite solo dalla legge ordinaria coinvolgendo il parlamento.

I DPCM emanati o decreti del presidente del consiglio dei ministri, sono solo atti amministrativi, ma il governo li equipara alle leggi del parlamento; il decreto legge n.6 del 23/2/2020 era limitato solo alle zone rosse e non a tutto il territorio nazionale, perciò Conte, con gli atti amministrativi estensivi ha impresso una deriva autoritaria al paese. A parte i vuoti proclami politici, un governo acquista i pieni poteri solo in caso di guerra e quando le camere glie lo conferiscono però, l’ emergenza sanitaria, ha rilevanza inferiore alla guerra.

C’ è a dire però che, nei tempi moderni, come le dichiarazioni di guerra, queste leggi sulla guerra possono essere assurde, infatti, gli stati che devono andare in guerra, se aspettano le deliberazioni del parlamento, sono subito aggrediti e perciò hanno perso la guerra già in partenza. Nei loro interventi, le forze dell’ ordine non avevano norme precise cui riferirsi, infatti, il governo alternava raccomandazioni a divieti e multe, non precisava chi erano i congiunti, le mascherine a 50 centesimi non si trovano e, se si trovano, non sono certificate; perciò l ’emergenza ha reso opache le fonti del diritto e le imposizioni sono state calate sulla gente nella misura meno corretta, contando su un mix di paura, sulle sanzioni e sul senso di responsabilità individuale.

(  Fonte: money.it  ).

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L’ amministratore delegato di banca Intesa, Carlo Messina, afferma che i prestiti per la pandemia, garantiti o sovvenzionati dallo stato o dalla BCE, vanno restituiti e aggiunge che, per il rilancio economico, si possono fare anche finanziamenti a fondo perduto, che però aumentano anch’ essi il debito pubblico. Si dice a favore della redistribuzione della ricchezza ma non dell’ imposta patrimoniale.

Per gli aiuti alle imprese, propone la socializzazione dei loro debiti verso le banche, però si esprime contro la mutualizzazione dei debiti degli stati a livello europeo, che sono praticamente la stessa cosa. La ricchezza nazionale italiana è pari 10 trilioni di euro, il 40% è concentrata nelle mani del 20% della popolazione; le famiglie detengono direttamente solo il 4% dei titoli di stato ma, attraverso il risparmio gestito, assieme agli altri privati come le banche, possiedono i due terzi del debito pubblico, mentre un terzo e in mano agli stranieri.

Con la sollecitazione delle banche, gli italiani si sono diretti verso il risparmio gestito, perciò Messina propone di portare gli acquisti diretti di titoli statali, da parte del pubblico, al 20%, per mezzo di bond sociali remunerati e detassati però, già oggi, la tassazione dei titoli di stato è pari al 12,5%, contro il 26% delle altre rendite finanziarie. Trasformare il debito privato in debito pubblico, come vorrebbe la Germania al suo interno, si scontra però con l’ esigenza italiana di ridurre il suo debito pubblico.

Nel 2014, con l’ approvazione dell’ OCSE, l’ Italia concesse sgravi e uno scudo penale a chi faceva rientrare i capitali dall’ estero e l’ operazione, secondo Messina, si potrebbe replicare, mentre i bond sociali dovrebbero servire a rifinanziamento le imprese, sanando anche la loro posizione debitoria verso le banche. Però esiste ancora risparmio privato italiano all’ estero, per 150 miliardi di euro, più quello depositato in Italia nelle cassette di sicurezza.

Messina, per aiutare le imprese e indirettamente le banche creditrici, propone il rientro dei capitali con uno scudo fiscale più ampio, vorrebbe anche far ritornare in Italia le imprese italiane con sede all’ estero, colà collocate per risparmiare imposte, però anche banca Intese ha una sede in Lussemburgo. Ogni anno, in Italia si accantonano 26 miliardi di euro per TFR e perciò Messina vorrebbe dirottarli in titoli di stato esentasse o bond sociali.

Dal 2007 i lavoratori possono lasciarli in azienda o destinarli a previdenza complementare, remunerati all’ 1,5% e rivalutati al 75% dell’ inflazione, per le imprese con più di 50 dipendenti, questi soldi sono gestiti dall’ Inps e destinati per il 30% a finanziare lo stato, in entrambi i casi, fanno crescere l’ indebitamento pubblico. Messina non parla della bontà dell ’azionariato popolare, è assurdo accumunare piccoli azionisti, chiamati parco buoi, ai grandi capitalisti, il piccolo risparmiatore investe indifferentemente in bond pubblici e privati e in azioni, non fa differenze e guarda al rendimento; Messina non accenna al fatto che l’ inflazione, con il trasferimento di risorse dai risparmiatori e dai creditori ai debitori, riduce i debiti.

Con l’ inflazione i più danneggiati sono i lavoratori che però si possono tutelare con l’ indicizzazione dei salari, che in Italia è stata abolita nel 1992, anno di crisi per l’ economia italiana; Messina propone il lancio di titoli garantiti dagli immobili pubblici, però anche questi aumentano il debito pubblico e poi lo stato dovrebbe pagare un fitto sugli immobili da lui ceduti; del resto, i privati ipotecano la casa anche per finanziarsi.

Egli afferma che, oltre il risparmio privato, per rilanciare l’ economia, ci sono 150 miliardi di euro di fondi pubblici bloccati dalla burocrazia e destinati agli investimenti pubblici, altri 150 miliardi sono previsti, se vogliamo credere alle promesse dello stato, per la green economy, perciò non bisogna fare eccessivo affidamento sulla BCE. Afferma che il suo progetto per l’ Italia potrebbe abbassare lo spread, dice che la piccola e media impresa deve investire in ricerca e sviluppo, ma purtroppo manca spesso di mezzi economici, e deve accedere più facilmente al credito, che le banche spesso lesinano, perché, purtroppo, non conosce altre forme di finanziamento oltre le banche.

Invita a utilizzare i 36 miliardi di euro del MES per la pandemia; nel 2012 l’ OMT o QE di Draghi, con l’ acquisto illimitato di titoli di stato al mercato secondario, puntava anche a ridurre lo spread e ci riuscì anche nell’interesse dei bond pubblici tedeschi. Non bisogna farsi illusioni, stante così com’ è la UE, quando un paese come la Grecia non riesce più ad accedere al mercato, è sottoposta inevitabilmente al commissariamento, alla Troika, al risanamento del bilancio pubblico e alle privatizzazioni, però sembra che l’ Italia trovi ancora credito, con il Covid-19 può perderlo in parte, ma l’ UE si è offerta di aiutarla.

I social bond o obbligazioni sociali non sono una novità di Messina, sono stati già emessi, per miliardi di dollari, da alcuni paesi europei, dalla banca europea per gli investimenti e da organismi sovranazionali; le somme raccolte sono a destinazione specifica, soprattutto per la green economy e per la lotta contro gli effetti del Covid-19.

(  Fonte: Contropiano.org – sinistrainrete.info  ).

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario.@gmail.com.