EUROPA

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

A conti fatti, gli stati europei che hanno guadagnato di più con la politica monetaria espansiva di Draghi, sono Francia, Germania e Olanda però, contro il Covid, la BCE è stata meno tempestiva della FED. La politica monetaria espansiva è convenzionale con la riduzione degli interessi, non convenzionale con l’ acquisto, con il QE, di titoli pubblici, che possono determinare un alto rischio d’ inflazione che però, fino a ora, non si è verificato.

Il maggiore beneficio è stato il risparmio in interessi passivi, tra il 2007 e il 2019 la Germania ha risparmiato 406 miliardi di euro, la Francia 353, l’ Italia 197, la Spagna 97 e l’ Olanda 91; il risparmio d’ interessi rispetto al Pil ha consentito alla Grecia un risparmio del 4,5%, alla Francia del 2,4%, all’ Italia del 2,2%, alla Germania e alla Spagna dell’ 1,6%.

Rispetto al debito pubblico l’ Olanda ha risparmiato il 23%, la Germania il 19,8%, l’ Austria il 18,4%, la Francia il 14,9%, l’ Italia l’ 8,2% e la Spagna l’ 8,1%; per quanto riguarda il livello dei tassi d’interesse, nel 2006 in Olanda il tasso era del 4,4%, in Italia del 4,2%, in Germania e Spagna del 4,1%, in Francia il 4%. Nel 2019, con l’ aumento della liquidità monetaria, i tassi erano scesi all’ 1,3% in Germania, all’ 1,5% in Francia, all’ 1,6% in Olanda, al 2,4% in Spagna e al 2,5% in Italia.

Sembra che le nazioni contrarie alla politica monetaria espansiva sono quelle che ne hanno beneficiato di più, la Bundesbank ha riconosciuto che in Germania ne sono derivati effetti positivi sulla crescita, sul credito alle imprese e sulla riduzione degli oneri relativi al debito pubblico; eppure Draghi, con il QE, dai germanofili europei era stato accusato di voler favorire l’ economia italiana.

Per le notizie, fonte: Manola Piras – Vladimiro Giacché – Centro Europa  Ricerche – startmag.it  ).