Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

       

Il presidente della repubblica è indifferente al disegno di Conte di modificare il decreto sicurezza di Salvini, su ordine pubblico e immigrazione, che aveva favorito la sua ascesa elettorale. Con la crisi economica e con la pandemia, Mattarella, oltre a difendere l’ europeismo, ha affermato che bisogna favorire il rafforzamento patrimoniale delle imprese, il cui capitale si è svalutato in borsa.

I mercati e la speculazione hanno fatto precipitare le azioni, vendendole invece che comprandole. Poiché il loro rafforzamento patrimoniale rafforza la solidità delle imprese, di fronte ai soci e ai creditori, l’ aumento del capitale è richiesto anche dall’ UE, infatti, alcune imprese hanno tecnologia, impianti e occupazione, ma anche molti debiti, con i quali però risparmiano imposte, perché gli interessi passivi verso le banche entrano nel conto economico.

La ricapitalizzazione si può ottenere con agevolazioni fiscali, aumento del capitale con nuove sottoscrizioni di azioni o con distribuzione gratuita di azioni ai vecchi azionisti, però quest’ ultima operazione comporta l’ annacquamento del capitale; si possono girare a capitale sociale le riserve e i fondi rivalutazione e convertire le obbligazioni emesse in azioni; cioè si possono trasformare i debiti in partecipazioni, è tutto legale.

L’ UE ha lottato contro la bassa inflazione, dipendente dalla stagnazione di salari, pensioni e consumi, l’ inflazione è associata anche allo sviluppo economico; con l’ attuale crisi, è prevista una riduzione del Pil, però i prezzi agricoli, anche a causa della speculazione da parte della distribuzione, stanno aumentando, il che provocherà un aumento del Pil, che è rilevato ai prezzi correnti, con riduzione, in termini reali, a causa dell’ inflazione, dei debiti dello stato, di quelli privati e dei risparmi.

Ai nuovi prezzi aumenterà anche il PIL, compensando la riduzione, già scontata, a causa della riduzione della produzione determinata dall’ epidemia; alla fine del 2021 faremo i conti precisi, e faremo i conti anche sui morti per l’ epidemia; al riguardo, i dati impressionanti dei morti sono solo quelli della Lombardia, che però comprendono anche tanti vecchi e malati cronici. Ci saranno delle responsabilità, sanitarie, centrali e regionali ma, in questi casi, la magistratura, che è al soldo del governo, anche strategicamente, sicuramente non riuscirà a fornire risposte accettabili in breve tempo; comunque, lavoreranno gli avvocati.

Il coronavirus ci ha finalmente aperto, ma con tanti rischi, il credito europeo, prima, per insipienza politica, galleggiavamo lo stesso ma, a causa dello spread e dei vincoli di bilancio dell’ UE, senza ridurre il debito pubblico, mentre le riforme non si potevano fare per non toccare i grandi interessi e posizioni dell’ alta burocrazia, spesso collegata a interessi stranieri.

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In “  democrazia  ” il popolo vota per sua soddisfazione personale e non perché è sovrano e perciò non può contribuire a determinare il corso degli eventi politici, forse è per questo che Mattarella non ha voluto indire nuove elezioni. Con il voto, il popolo non imprime, tramite i suoi rappresentanti in parlamento, un corso di riforme legislative, che possono essere anche peggiorative; infatti, sono le lobby, rappresentate in parlamento, in Italia e nell’ UE, che le decidono. Mattarella esalta i mercati, la globalizzazione e la costituzione scritta che, falsando la realtà politica, dovrebbe garantire la separazione e l’ indipendenza degli organi dello stato e la sovranità popolare.

La politica e la stampa criticano il M5S perché avrebbe ricevuto soldi, a scopo di condizionamento politico, dal presidente del Venezuela, Maduro; bisogna ricordare che, da sempre, lobby e stati finanziano politica e informazione, di tutti i paesi e di tutti gli stati. Per condizionare, servono propaganda e soldi, perciò, per favorire la loro elezione, sono stati finanziati re, imperatori, presidenti, capi di governo e papi; inoltre, sono stati coperti di privilegi segretari generali, governatori di banche centrali, ministri dell’ economia e vertici degli stati, che partecipano ai fasti e ai privilegi dell’ oligarchia.

Anche il papa, per mezzo dei suoi rappresentanti, finanziava l’ elezione, da parte della Dieta, dell’ imperatore di Germania; con la democrazia non è cambiato niente e sono rimasti anche privilegi legali, fiscali, immunità e guarentigie, che regolano i rapporti tra stato e chiesa. Le lobby finanziano l’ elezione del presidente americano e la sua politica, inoltre finanziano il conferimento d’ incarichi, a capo d’istituzioni, di personaggi al loro servizio; è una dura realtà e ci dobbiamo abituare.

Prima dell’ unità italiana, sotto il papa, a Roma gli uffici pubblici si vendevano ai privati, che poi li facevano fruttare a loro favore (  K. Deschner “  Storia criminale  ). Adesso, per ottenere consenso popolare e sostegno dai partiti, i condizionamenti politici si fanno anche con la pubblicità pagata, con il finanziamento pubblico e privato all’ informazione e ai partiti, che perciò assomigliano a finanziarie e imprese per la presa, grazie a vuote promesse elettorali, del potere, ma non a vantaggio del popolo.

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Gli interessi sul debito pubblico sono scesi a causa del calo dei tassi sui titoli e, con la tassazione degli stessi, dovrebbero essere intorno ai 35 miliardi di euro l’ anno, per le emissioni a 30 o 50 anni, generalmente accaparrate da banche amiche, italiane e straniere, gli interesso sono più alti. Savona ha proposto Bot irredimibili, però sarebbe stato meglio proporre di riservare i titoli di fascia alta prima agli italiani, se erano disposti a comprarli; probabilmente diventeranno irredimibili i debiti degli stati verso l’ UE che così, per la gloria della Germania, non si potrà più sciogliere.

Non è possibile che il popolo sovrano abbia titoli di stato allo 0% e lo straniero li abbia al 3%; perciò, per rimediare alla situazione, sono nati i BP Italia e in BTP Futura. Per quanto riguarda il costo del servizio del debito pubblico, i circa 35 miliardi d’ interesse sono pari a circa il 4% delle entrate fiscali, che sono pari a circa 800 miliardi di euro; l’ indebitamento italiano, di circa 2350 miliardi di euro e destinato ad aumentare, è alto rispetto al pil di 1800 miliardi di euro, ma gli interessi sono bassi rispetto alle entrate fiscali.

Analogamente ai debiti privati, che in Italia sono contenuti, gli ammortamenti dei debiti statali sono garantiti dal patrimonio pubblico, in Italia pari a circa 10000 miliardi di euro, e dalle entrate annuali che, per il governo, ammontano a circa 800 miliardi di euro; di norma, le banche accettano rate d’ ammortamento dei debiti, tra interessi e quota capitale rimborsata, fino a circa il 20% del reddito dei mutuatari. Per il governo gli interessi non incidono e la quota capitale dell’ ammortamento è irrilevante, perché riesce sempre a rinnovare il debito alla scadenza.

Ad ogni modo, l’ allarmismo dell’ UE sul debito italiano è eccessivo ed è servito solo a far aumentare lo spread a vantaggio della speculazione, impedendo anche la riduzione del debito. Gli alti interessi sul debito pagati allo straniero (  la Francia possiede titoli italiani, ad alto interesse, per 300 miliardi di euro  ). A causa dei collaborazionisti italiani dello straniero, messi a capo d’ importanti istituzioni italiane, questi interessi sembrano surrettiziamente una riparazione di guerra, dalla quale la Germania è riuscita ad affrancarsi ma l’ Italia no.

Generalmente, i bassi costi di produzione si associano alla riduzione dei prezzi, all’ alta produttività, al Pil stagnante, ai bassi salari e alle basse pensioni per i lavoratori; perciò, per favorire la ripresa e rilanciare la domanda, occorrerebbe ridistribuire il lavoro, aumentare salari e pensioni, ridurre le ore di lavoro, eliminare i doppi lavori e il cumulo lavoro pensione, eliminare gli straordinari, ridurre le pensioni più alte, ridurre il volontariato, fiscalizzare i contributi pensionistici e fare le riforme della giustizia, quella fiscale e quella della pubblica amministrazione. Il risultato sarà la piena occupazione, l’ aumento della produzione e del Pil, ma anche l’aumento dei prezzi.

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Negli ultimi decenni, Unicredit e Banca Intesa, per scelta di mercato o per salvataggi di altre banche, su pressione politica, sono state attraversate da privatizzazioni e fusioni, poi, a scopo di riorganizzazione, hanno attuato chiusure di sportelli e riduzione del personale; la duplicazione degli uffici e degli sportelli nella stessa piazza e l’ automazione, informatizzazione o digitalizzazione, hanno portano naturalmente a queste scelte.

Ad ogni modo, come avviene nel commercio, per i clienti, le piccole banche locali, se sono attive, non sono sempre una cosa negativa, infatti, esistono anche in Usa, perciò la concentrazione può essere sbagliata, soprattutto politicamente, se comporta la chiusura di sportelli e la riduzione del personale. Per la chiusura e l’ allestimento di sportelli e per il prepensionamento, le banche e l’ Inps sostengono ingenti spese, invece, per chi allestisce nuove filiali, ne scaturisce un guadagno, che per la banca va tra i costi del conto economico.

Ora per Banca intesa si parla di fusione con Banca UBI, che è il terzo gruppo bancario italiano, con cessione, dietro corrispettivo economico, di 532 sportelli della banca UBI alla banca BPER, la banca popolare dell’ Emilia Romagna. Fusioni e incorporazioni sono praticate da tutte le grandi imprese, a volte consentono economie di scala, altre volte disperdono solo risorse e competenze su cui altri guadagnano, con costi non ricadano sui piccoli azionisti delle banche.

Le fusioni possono comportare, a danno dei piccoli azionisti della banca sana, la compensazione dei debiti di una banca con i crediti di un’ altra banca e la trasformazione delle obbligazioni in azioni, trasformando i risparmiatori creditori in soci capitalisti; una cosa singolare, perché, per tanto tempo, ci hanno afflitti con lo slogan: “  risparmiatori e creditori si, capitalisti no  ”. E’ un fatto però che, per i piccoli risparmiatori, obbligazioni e azioni sono uguali, perché guardano soprattutto al rendimento, la politica dovrebbe tenerlo presente, invece tassa diversamente azioni e obbligazioni.

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A causa delle misure prese contro il Covid-19, in Italia ci sono stati morti che potevano essere evitati, le terapie non sono state sempre corrette e alcune volte sono state prese in ritardo; perciò ne stanno nascendo cause collettive contro sanitari, stato e regioni, inoltre, a causa delle misure economiche di contenimento, molte imprese rischiano di fallire; intanto la televisione fa le lodi del governo Conte.

I liberi pensatori del web sono stati censurati e ridicolizzati dall’ informazione mainstream, la legge a denominazione Cura Italia, doveva fornire liquidità tempestiva alle piccole imprese, ma non c ’è riuscita, perciò i provvedimenti suggeriti da alcuni esperti provocheranno seri danni all’ economia italiana. Passando all’ esame dei provvedimenti presi, si evincono approcci diagnostici errati, test sierologici inadeguati, decreti e ordinanze che limitano la libertà.

I provvedimenti relativi sono stati spesso fondati su presupposti scientifici errati, ora, con una class action, si punta ad accertare le responsabilità su alcune morti e a introdurre, per l’ avvenire, una corretta gestione dell’ emergenza sanitaria, più rispettosa dei diritti di libertà, compressi dai distanziamenti. Sul vaccino contro il Covid-19 si muovono interessi internazionali milionari, con copertura dell’ OMS, che ha modificato le linee guida per riconoscere i guariti dall’ epidemia.

A tale proposito, mentre Trump ha intenzione di tagliare i finanziamenti all’ OMS, il governo fallimentare italiano, con megalomania, ha promesso uno stanziamento di 120 milioni di euro a favore dell’ OMS. L’ emergenza sanitaria ha anche offerto un quadro desolante del dibattito scientifico, con la propaganda martellante della televisione che incuteva terrore nella popolazione; virologi superstar ed epidemiologi onniscienti hanno allontanato, dal dibattito in corso, tutte le voci di dissenso, esorcizzando le cosiddette false notizie sull’ epidemia.

(  Per le notizie, fonte: ilmattino.it  ).

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Il super tecnico, com’ è presentato dalla televisione, Vittorio Colao, ex amministratore delegato di Vodafone, ha presentato il suo piano economico di rilancio, fatto di 121 pagine, che è in continuità con la politica economica europea e italiana degli ultimi trent’anni; i partiti della maggioranza l’ hanno accolto con freddezza, gli unici consensi sono venuti da Italia Viva e da Salvini. Il piano rilancia la richiesta di deregolamentazione del mercato del lavoro e le riforme proposte dovrebbero servire ad avere accesso agli aiuti europei del Recovery Fund.

Il piano rispetta fedelmente il punto di vista di Confindustria, infatti, in caso d contagio Covid dei dipendenti, esclude la responsabilità penale delle imprese, prevede la defiscalizzazione dello straordinario e del lavoro festivo, il rinnovo dei contratti precari a termine e la proroga delle concessioni autostradali. Apre la scuola e la ricerca ai finanziamenti privati e al volontariato, favorendo così la nascita di atenei di serie A e di serie B.

Per la ricerca, si affida al mecenatismo delle grandi imprese, che rimproverano alla scuola un’ offerta di lavoro inadeguata al mondo del lavoro; a causa della politica d’ austerità degli ultimi trent’ anni, in Italia i disoccupati sono molti di più dei posti vacanti, però disoccupati, lavoratori irregolari e immigrati servono a calmierare il costo del lavoro. Perciò, il documento accenna alla volontà di riportare in patria le imprese, delocalizzate all’estero per risparmiare in salari e imposte, ma non bisogna crederci.

Per farle tornare, occorrerebbe abbassare salari e imposte ma, fino a ora, il contenimento dei salari non ha favorito l’ occupazione, per ridurre la disoccupazione occorrerebbe ridistribuire il lavoro ma, poiché aumenterebbero i costi, Confindustria ed economisti di corte non vogliono farlo. Per la crescita dell’ Italia meridionale, il piano propone, non la sua industrializzazione, ma il suo sviluppo turistico, che però offre solo lavori stagionali poco pagati.

(  Per le notizie, fonte: sinistrainerete.info  ).

        

 

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Per il recovery fund se ne parla l’ anno prossimo, bisogna superare ancora molti rilievi di altri stati dell’ Unione; intanto, a causa del coronavirus, sono previste ingenti necessità finanziarie da parte dell’ Italia, si parla di oltre 100 miliardi di euro, perciò essa è pronta a emettere BTP. Questi titoli saranno, acquistati anche dalla BCE, con risorse attinte nel mercato, soprattutto provenienti dalla Germania, che ha accumulato larghi attivi valutari, grazie ai suoi attivi commerciali, rendendola, dopo che essa ha orientato istituzioni europee, politica e informazione degli stati, creditrice dei paesi europei, perciò dotata di maggiore potere di ricatto o di controllo sugli stati dell’ Unione.

La Merkel si è detta favorevole all’indebitamento comune dei paesi europei mentre, in precedenza, la Germania, come oggi l’ Austria, si era detta contraria, raccomandando il pareggio di bilancio, senza debiti della BCE e degli stati, anche al fine di combattere l’ inflazione. Il cambiamento di rotta, nel senso più favorevole anche alla Germania, può significare che Germania e commissione europea avevano sbagliata strada, rischiando di far saltare l’Unione; è un ravvedimento ma forse non è operoso.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;    viruslibertario@gmail.com