viruslibertario.itA causa delle critiche africane, cinesi e italiane, la Francia sta per sostituire il franco CFA delle sue otto ex colonie dell’ Africa occidentale, con il franco ECO, seguiranno anche sei paesi del centro Africa, sempre ex colonie francesi, con la moneta comune AFRIK. Così la Francia perderà parte del controllo economico di questi paesi, fondato sul cambio fisso con l’ euro, sulla convertibilità della loro moneta con l’ euro, che faceva passare i loro pagamenti con l’estero per Parigi e perderà il deposito delle loro riserve valutarie e del loro oro presso la banca centrale di Parigi.

Formalmente, a questi stati era stata concessa l’ indipendenza negli anni sessanta, però, fino a ora, era la banca centrale francese che stampava le monete FCA e la Francia drenava i profitti delle compagnie che sfruttavano le loro miniere; con un’ indipendenza di facciata, la Francia ha mantenuto il controllo sulle loro ricchezze minerarie, sulla loro difesa, sul loro commercio estero e sulla loro politica estera.

Tuttavia, il cambio fisso con l’ euro ha garantito stabilità dei prezzi ma ha anche determinato che questi paesi si sviluppassero meno degli altri paesi africani e che perdessero competitività, perciò la Cina si espande nel continente. Alcuni di questi paesi propongono di ancorare la nuova moneta alle più importanti monete mondiali, come ha fatto il FMI con i DSP, che però in Africa, con le condizioni di risanamento e austerità richieste, hanno ostacolato lo sviluppo di questi paesi.

Tutta l’ Africa si sta muovendo, l’ anno scorso, nel Mali, i governi dell’ Unione Africana, probabilmente appoggiati o ispirati dalla Cina, hanno proposto la creazione di un’ unica moneta africana, il libero scambio continentale e una riforma del sistema monetario internazionale.

(  Per le notizie, fonte: Mario Lettieri e Paolo Raimondi – startmag.it  ).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.