Con la rivoluzione digitale di Silicon Valley, l’ uomo tenta di farsi onnipotente, infatti, stabilisce simultaneamente centinaia di contatti; la prima rivoluzione industriale è stata meccanica, la seconda elettrica, la terza digitale, la quarta punta sull’ intelligenza artificiale. Queste nuove tecnologie hanno aumentato la produttività del lavoro e ridotto i costi di produzione, ma, salvo eccezioni, non la disoccupazione; alle macchine sono affidati ruoli più semplici, ripetitivi e faticosi, mentre agli uomini si chiede più specializzazione.

Senza riduzione delle ore lavorate e della vita lavorativa la disoccupazione è destinata ad aumentare, però questa rivoluzione potrebbe liberare l’ uomo dalla schiavitù del lavoro, soprattutto fisico, facendogli perdere manualità e abilità fisiche e artigiane. Per compensazione, aumenta il volontariato, la tecnologia sta cancellando il lavoro salariato, perciò si propone di tassare i robot per pagare un reddito di cittadinanza.

Abolendo il lavoro, si abolirebbe la divisione in classi sociali ma non la concentrazione della ricchezza, mentre il reddito potrebbe essere distribuito con quello prodotto dalle macchine. I governi finanziano l’ industria 4.0 e la robotizzazione, ma la fiducia nelle istituzioni diminuisce, nel lavorio di routine, le macchine si aggiornano più velocemente degli uomini che però, in teoria, con la tecnologia, avranno più tempo libero.

L’ Unione Europea ha proposto uno stato giuridico per i robot, definite persone elettroniche responsabili delle proprie azioni, cioè facendoli diventare cittadini che pagano le tasse e hanno dei diritti; le macchine, dotate d’ intelligenza artificiale, si renderanno autonome dagli uomini. In test d’ intelligenza queste macchine hanno già superato l’ uomo, non solo in memoria, lettura e nei giochi.

Comunque, in Usa tante persone sono diventate ostili verso la tecnologia di Silicon Valley, perché, oltre l’ innovazione, ha creato disoccupazione e diminuzione dei salari, rendendo superflue tante professioni; questa nuova tecnologia sta distruggendo il tessuto sociale, disumanizza l’ uomo, favorisce il controllo sociale, libera dal lavoro ma favorisce la schiavitù.

Nonostante le promesse di eguaglianza, l’ uomo brama ancora la ricchezza, perciò aumentiamo le disuguaglianze sociali, accade ciò perché la speculazione si è alleata con le macchine; aumenta il degrado sociale, cresce la disumanizzazione, diminuisce il gusto artigiano, diminuisce la felicità e si creano uomini privi d’ identità e cultura. Cioè si creano individui più controllabili, intercambiabili e manipolabili; per i padroni, i robot hanno il vantaggio che non si lamentano e non scioperano.

Per la produzione e i servizi, l’ uomo è diventato antiquato, è meno veloce dei computer e perciò si pensa a una fusione tra uomo e macchina cioè al trans umanesimo; si vuole ingegnerizzare il cervello umano, ma poi si teme che l’ intelligenza artificiale possa entrare in conflitto con quella umana e prevalere sull’uomo, in ogni modo, i lavoratori hanno difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti. In 24 ore I computer immagazzinano più dati di quanto faccia un lavoratore nel corso della sua intera vita.

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Oggi la finanza funziona anche grazie ad algoritmi, con questa rivoluzione, perderanno il posto i quadri intermedi, gli addetti alle vendite, gli amministrativi, colletti bianchi e professionisti; già oggi, in diversi stati, i bassi salari sono compensati dal welfare; le procedure sanitarie robotiche aumentano velocemente, nel 2014 nell’ UE le vendite di robot sono cresciute del 29%. Purtroppo, l’ automazione asservisce l’uomo alle macchine, ne riduce le competenze e aumenta la sua passività.

L’ automazione aumenta la sorveglianza sulle persone e riduce la privacy, il processo è facilitato dal fatto che l’ uomo baratta diritti con i beni, cioè pare che gli uomini rinuncerebbero alla vita privata e all’ indipendenza per più beni e servizi offerti gratuitamente. Oggi le persone sono tracciate; la rivoluzione industriale aveva valorizzato la classe media che ora è sacrificata anch’ essa; i computer concentrano il potere a favore di chi li crea e internet favorisce il pensiero unico e non aiuta lo sviluppo della conoscenza personale originale.

Amazon ha brevettato un braccialetto elettronico per monitorare l’ attività dei dipendenti, in Italia la sinistra al governo ha concesso enormi sconti fiscali ad Amazon, Google e Apple, dopo la loro reiterata evasione fiscale; lo Jobs Act consente il controllo dei dipendenti; oggi piattaforme digitali consegnano cibo a domicilio.  Tuttavia, Silicon Valley pullula di pentiti che mettono in guardia dai social network, in Italia il danno è stato fatto con la complicità della politica che ha anche introdotto in classe gli smartphone e i tablet.

Anche il ministro Calenda, per favorire l’ industria 4.0, ha sostenuto i braccialetti elettronici, infatti, le aziende che lo installano beneficiano di un super ammortamento fino al 250%, invece le interfaccia uomo-macchina per controllo a distanza sono incentivate al 140%. Al momento, ai braccialetti, sono vietati gli impulsi per spingere al lavoro, in compenso, questi braccialetti trasmettono dati personali del lavoratore al datore di lavoro.

Poiché la sinistra coccola le lobby, Renzi ha nominato Diego Piacentini, ex manager Amazon, commissario alla digitalizzazione della pubblica amministrazione; la giunta di Milano del PD ha nominato Roberta Cocco, di Microsoft, assessore alla trasformazione digitale; Microsoft, Philip Morris e Michelin si sono avvalsi della Tax Ruling che prevede accordi fiscali preventivi; ai piccoli imprenditori ci penserà, con riduzioni fiscali, Salvini. Mentre le tasse per le piccole e medie imprese sono aumentate, anche Apple ha fatto un condono fiscale con il governo Usa e con quello italiano, che hanno concesso sconti fiscali anche ad Amazon Apple, Facebook e Google.

I social trasformano anche il telefono in microspia a favore di grandi aziende, le piattaforme si sottraggono anche alle norme anticoncorrenza, nel 2017 le cinque maggiori imprese americane sono diventate Apple, Google, Microsoft, Amazon e Facebook. Ora Facebook, su decisione UE, pagherà un po’ di imposte all’ UE, invece di pagarli solo a Dublino; però la UE ha sanzionato anche Amazon. La commissione europea ha introdotto anche una web tax, che dovrebbe entrare in vigore nel 2019, con una stretta anche per i paradisi fiscali, anche la web tax sarà a favore solo di Bruxelles e non dei singoli stati.

Nelle classi italiane l’ uso dei cellulari e di altri dispositivi elettronici è stato autorizzato dal ministro dell’istruzione Fedeli, sono elementi di distrazione e di mancanza di rispetto verso i docenti; questi strumenti creano dipendenza e riducono attenzione e apprendimento, perciò in Usa, Francia e Gran Bretagna sono vietati. Per il piano digitale in Italia si sono stanziati a favore delle aziende produttrici 1,2 miliardi di euro.

All’ università cattolica di Milano un progetto è finanziato da Samsung; tuttavia, Tim Cook, capo dell’ Apple e Bill Gates di Microsoft sono contrari all’ uso degli iPhone da parte dei più piccoli, Berlusconi toglierebbe loro anche la televisione; Cook non vuole che suo nipote utilizzi i social network. Però Apple vuole insegnare ai bambini a programmare in codice, ritiene utile il linguaggio informatico, però questi dispositivi creano isolamento e dissociazione sociale, perciò dovrebbero essere impediti ai bambini più piccoli.

Gli strumenti digitali, come le droghe, danno dipendenza e danneggiano lo sviluppo del cervello del bambino, esternalizzano verso il computer lo sforzo mentale, riducono l’ empatia verso genitori e coetanei, fanno trascurare l’ esercizio fisico, favoriscono isolamento, ipertensione, depressione, obesità, deficit di attenzione e ansia; nei bambini, la lontananza dal telefonino fa aumentare pressione e battito cardiaco.

Le grandi aziende digitali, favorite dal governo italiano di sinistra, spesso non rispettano le leggi, rubano dati, proprietà intellettuali ed evadono le tasse; a scuola l’ utilizzo di tablet e smartphone rende più difficile per gli alunni leggere i libri; con questi mezzi, i ragazzi non capiscono la differenza tra notizie, fatti e opinioni, la tastiera fa perdere la capacità di scrivere a mano e di leggere a voce.

Oggi gli adolescenti non ritengono utile la scuola per salire ai piani sociali alti, ritengono che diano più possibilità di successo, non le competenze, ma le relazioni e non si può dare loro torto; con l’ evaporazione del padre, la famiglia è al servizio del figlio e lo difende a spada tratta davanti ai professori. I giovani hanno aspettative perché sono giovani, in fondo, anche la televisione lamenta la disoccupazione giovanile ma non di quelli che hanno più di 50 anni.

Per i giovani, ritenendosi importanti per la famiglia e la società, il narcisismo è più importante della famiglia o della scuola, rifiutano il modello verticale della gerarchia a favore di quello orizzontale della rete; vogliono essere al centro dell’ attenzione e quando non ci riescono, diminuisce la loro autostima, con depressione e suicidi. Grazie al telefonino, sono più isolati e dormano molto, sottraendo ore allo studio.

I videogiochi sodo diventati un’ epidemia giovanile e i social network sono diventati una droga che crea dipendenza comportamentale e compulsiva, senza stimoli online, diventano ansiosi e ne ricevono danni cerebrali, devono essere sempre connessi, la dipendenza dai social crea isolamento; per disintossicarsi, dovrebbero leggere dei libri ma non lo desiderano. A scuola i maschi ottengono risultati peggiori delle femmine, faticano di più a entrare nel mondo del lavoro, sono obesi e restano con i genitori più a lungo, hanno problemi di relazione con le donne e si isolano, si concentrano sui giochi online; tuttavia la televisione è concentrata solo sull’ emarginazione e la violenza alle donne.

La mortalità è aumentata con la diminuzione della copertura arborea e con la cattiva alimentazione, che fanno aumentare le malattie cardiovascolari e respiratorie, il contatto con la natura è diminuito; la vita dei ragazzi si svolge al chiuso, sorvegliati dai grandi; però anche l’ adolescente ha bisogno della natura, che favorisce il suo sviluppo armonico, tuttavia, nel mondo non cessa l’immigrazione dalla campagna nelle grandi città.

La rivoluzione digitale, più di quella industriale, è comoda, elimina la fatica ma ci fa perdere competenze, relazioni e natura; i finanzieri al comando detengono anche il controllo della tecnologia che ci rende dipendenti, sono tante le malattie della civiltà e del benessere; il nostro corpo non si è evoluto assieme alla tecnica, per rafforzare il sistema immunitario abbiamo bisogno anche di sporcarci le mani, l’ igiene eccessiva è un male.

Per fare esercizio fisico ci si dedica al volontariato gratuito, i giovani non sono interessati alla proprietà e alla conoscenza, i servizi gratuiti servono per affiliarti e per garantire un monopolio, con la gratuità ti tengono al guinzaglio e sotto controllo. La vera cultura è elitaria e nemica della rivoluzione digitale, pochi conoscono i meccanismi della tecnologia e perciò sono dipendenti da quelli che la fabbricano, purtroppo oggi, gli strumenti rotti si cambiano e non si possono riparare.

A proposito di proprietà digitale, le cose che compriamo non sono nostre ma ci sono concesse in licenza o comodato, gli stati non hanno la sovranità digitale, le multinazionali di Silicon Valley controllano i nostri dati personali; la rivoluzione digitale, con la licenza, mette in discussione la proprietà privata perché i prodotti rimangono sotto il controllo del venditore, non si possono riparare o rivendere. I diritti dei consumatori dipendono dai produttori, con l’ aggiornamento del software, si rendono inutili i dispositivi presi in licenza.

Nasce così un gigantesco strumento di controllo sociale, si ostacolano riparazioni indipendenti e fornitori indipendenti, le aziende produttrici possono rendere inutili prodotti già pagati, i colossi digitali ci monitorano e ci preparano al feudalesimo digitale e alla schiavitù personale. Google ha cacciato l’ ingegnere James Damore con l’ accusa di razzismo, maschilismo e antifemminismo, perché ha affermato che le donne sono biologicamente diverse, voleva solo sollevare un’ onesta discussione sul gender gap e parlare di differenza tra uomini e donne.

L’ ingegnere afferma che la cultura di sinistra di Google, politicamente corretta, riduce al silenzio chi dissente, in fondo, anche le femministe affermano la loro superiorità e diversità; l’ ingegnere sostiene che le differenze tra uomo e donna non dipendono dai pregiudizi, afferma che le donne sono più ansiose, che non bisogna costringere gli uomini a essere femminili orientandoli verso lavori fatti prevalentemente dalle donne.

Per queste parole l’ ingegnere è stato definito maschilista, l’ ideologia dominante vuole tappargli la bocca, però James Damore è diventato un idolo dei conservatori, con danno di immagine per Google, comunque, ha detto di non essere un conservatore misogino. Anche se i mezzi d’informazione sono schierati a sinistra, il 40% del personale della società Google si è detto d’ accordo con lui, affermano che però, per evitare il licenziamento, non lo avrebbe sostenuto pubblicamente.

Il politicamente correte è lavaggio del cervello che elimina le discussioni, degno dell’ Unione Sovietica, si vuole reprimete la libertà di pensiero e le idee controcorrente, ignorando che i diritti civili sono nati con la libertà di parola, anche se è errata; l’ ideologia di sinistra chiede uguaglianza di trattamento tra i generi, ma nemmeno tutti gli uomini e le donne sono uguali, cioè non  hanno le stesse opportunità sociali; si vuole creare un’umanità standardizzata e omologata, bisognerebbe invece chiedere uguaglianza di opportunità e non di trattamento.

Il pensiero dominante è stato recepito da Google e i governi appoggiano la visione di Google che non prevede l’ esistenza degli stati e delle frontiere; con questa rivoluzione, i piccoli paesi potranno contare di più, cambierà l’ idea di cittadinanza e di sovranità, i sindaci faranno accordi con le imprese tecnologiche e nasceranno rifugiati politici virtuali che potranno difendere in rete idee non permesse nel loro paese.

Purtroppo la rete, presentata come una liberazione, non è neutra, infatti, saranno i colossi di Silicon Valley a decidere cosa può circolare e cosa no, cancellando diversi profili e gran parte dei dati non risiederà più nelle memorie dei PC, ma nel claud, una memoria esterna remota alimentata dal server. Le decisioni vitali saranno prese dalle imprese digitali e non dai governi, Google ci dirà cosa dovremo credere.

In un delirio di onnipotenza, Elon Musk, fondatore di Tesla, vuole la fusione tra uomo e macchina, vuole collegare il cervello umano al computer con un’interfaccia, un dispositivo impiantato chirurgicamente nel cervello. Bill Gates, fondatore di Microsoft, vuole limitare la crescita demografica in Africa con la filantropia e vuole eliminare la guerra. Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, vuole creare una comunità globale, abolendo la democrazia partecipativa e superando le istituzioni tradizionali e gli stati, rendendo inutile il voto; per combattere le fake news, egli afferma che bisognerà dare più potere a Facebook.

Perciò Yuval Harari afferma che sta avanzando una dittatura tecnologica con la quale i governi, controllati dai soliti ignoti, potranno manipolarci e potranno ottenere il controllo assoluto delle nostre vite. Parag Khanna, teorico della globalizzazione, afferma che la democrazia deve essere aggiustata perché non funziona più, afferma che è meglio la tecnocrazia; anche Napolitano la pensava così.

Si sente ancora l’ influenza dell’Unione Sovietica, secondo Khanna, la selezione della classe dirigente deve essere fatta dalla rete, gli stati devono essere gestiti come grandi aziende, la volontà popolare è meno importante perché il popolo è volubile e manipolabile, i capricci del popolo non devono essere assecondati. Come dire che, per andare a destra, bisogna passare per la sinistra, altrimenti il popolo si ribella.

Le grandi aziende digitali desiderano il pensiero unico perché non sono neutrali, la rete censura con discrezionalità, decide quali sono i contenuti da far circolare, ha fatto pubblicità ai terroristi islamici, non censura la violenza ma le presunte fake news, boicotta le notizie non gradite e filtra le opinioni senza dibattito. Però gli utenti non sono sempre sciocchi e si difendono da soli dalle fake news.

Infatti sembra che solo il 10% degli utenti crede veramente alle bufale, però anche l’ UE guida la crociata contro le fake news, non vuole un’ interpretazione personale dei fatti, perciò la gente è sfiduciata verso i media e la rete e c’ è chi, amico del potere, si arrocca e chiede un intervento censorio nella rete. Il potere crede che la rete progressista è buona e che quella populista è cattiva; all’ inizio la rete aveva attaccato, in nome della libertà d’ informazione, la carta stampata, che è stata ridimensionata, oggi anch’ essa è soggetta a critiche. Ora si afferma che anch’ essa minaccia la democrazia, le persone usano la rete per leggere quello che desiderano leggere, si crea cioè la camera dell’ eco con le stesse opinioni e si restringe il libero scambio d’ idee, si afferma che i populisti si rafforzano con le fake news della rete e si chiede perciò più controllo sulla rete.

Nell’ UE, Mariya Gabriel, commissario al digitale, affermando di voler contrastare le fake news, per proteggere la democrazia, vigila sul voto, è appoggiata dall’ Open Society di Soros; Federica Mogherini, commissario europeo agli affari esteri, con il sostegno di Soros, vuole combattere la campagna di disinformazione condotta dalla Russia. Tra 39 esperti a loro sostegno c’ è anche Federico Fubini, pure legato a Soros, che finanzia organismi che combattono le fake news. Non si capisce come mai un faccendiere come Soros abbia tanta influenza, naturalmente ce l’ ha grazie ai soldi, la politica si seduce con i soldi.

All’ inizio del 2018 il ministro dell’ interno italiano Minniti ha affermato di voler combattere le fake news e la disinformazione, d’ accordo con il ministro della giustizia Orlando, ha creato una consulta di 51 organizzazioni impegnate a diffondere la verità (  la verità di Orwell  ) contro razzismo, fascismo, omofobia, islamofobia, dieci di esse sono sostenute da Soros, il quale è favorevole all’ immigrazione, all’ Islam e alla destabilizzazione degli stati. Silicon Valley è il centro nevralgico della sinistra globale legata alla finanza neoliberista.

Airbnb è un portale che mette a disposizione una camera per brevi periodi, senza discriminazioni, però, se un ospite è rifiutato, non si sa se è colpa della pelle o di altre cose, magari i moventi sono inconfessabili. A Slicon Valley si organizzano festini a base di sesso e droga, si vuole l’ amore l’ibero e abbattere il tabù della monogamia; per evitare l’accusa di molestie, prima si firma un contratto.

Presto il sesso non sarà più necessario per il concepimento, si potrà anche decidere l’ aspetto fisico del nascituro, chi sarà senza copertura sanitaria, ricorrerà alla riproduzione naturale; le coppie dello stesso sesso potranno avere bambini, nasceranno superbambini e non più bambini malati, naturalmente, nasceranno nuovamente le caste economiche e razziali, da intelligenze differenti e con diverse opportunità sociali.

La manipolazione del DNA ci fa ritornare all’ eugenetica; con sistemi di riparazione cellulare o di modifica del DNA, l’ ingegnerai genetica dovrebbe prevenire gli errori della riproduzione naturale; si prospetta anche di debellare invecchiamento e morte. Poiché la coscienza può essere spostata, si afferma che si possono acquistare altri corpi. Google è impegnata in questo campo, tramite una startup; però solo i super ricchi si possono permettere nuove custodie, alcuni si fanno congelare.

Oggi i vecchi sono tollerati, la loro esperienza non conta, l’ideale è essere giovane, vogliono essere tutti adolescenti; i genitori si vestono come i figli, che sono viziati; dalla società; sono valorizzati i giovani considerati innocenti, mentre gli adulti sono considerati corrotti, anche Gesù ha detto che il regno dei cieli è riservato solo a chi torna fanciullo. Si dice che gli anziani sono borbottoni e i giovani spontanei.

Agli anziani, che aiutano figli e nipoti e assistono anche familiari malati, si tagliano le pensioni; solo un quarto degli italiani di oltre 65 anni sa usare il computer e solo il 7% di chi ha più di 75 anni li sa usare. Questi anziani sono isolati e con una bassa pensione, le discriminazioni agli anziani non interessano a nessuno, meglio tutelare le donne giovani. In Italia gli anziani vivono più a lungo che nella UE ma, dopo i 75 anni, la loro speranza di vita è inferiore che nell’ UE.

Forse dipende dal fatto che, per ragioni economiche, rinunciano spesso alle cure sanitarie, dentarie, oculistiche, per la sordità, ecc., non sono autosufficienti e hanno poca assistenza da stato e familiari, sono isolati; eppure in Italia i vecchi hanno ricevuto vaccini gratuiti per stare meglio e vivere di più; i vecchi sono un peso per i giovani e lo stato. Oggi la promessa religiosa è il neoliberismo sposato alla tecno scienza e al  transumanesimo; l’ autorità e la gerarchia sono state abbattute dal neoliberismo e sono cessate le relazioni tra adulti e giovani, non c’ è più spazio per gli anziani.

Si dice che un pollo arrosto dorato messo su un piatto, alla luce diretta di un riflettore, rappresenta la nuova frontiera dell’ eros del cibo animale; televisione, giornali e rete, per i mangiatori da carne animale, presentano la carne sempre in modo sensuale, esaltandone il desiderio; i piatti sono lussuriosi, chi mangia simula voluttà, desiderio sensuale e godimento. Bisogna sedurre il consumatore poco interessato alla macellazione animale cioè alla sorte degli animali da allevamento; lo si fa a tutela dei produttori di carne e della medicina che cura le patologie di chi abusa della carne, questi piatti sono guardati con cupidigia; tuttavia, anoressici e abulici aumentano, assieme a vegani e vegetariani.

La rivoluzione digitale ha diffuso il culto della trasparenza, anche delle frontiere e della privacy, telecamere, microfoni nascosti, microspie, big data trafugati, ci fanno vedere scene macabre, i media sono un contropotere che forse sta perdendo in credibilità. Lo stato, ignorando la trasparenza, nega l’ accesso agli archivi segreti, eppure, rendere pubblico un fatto non significa informare, non è sufficiente dare dati statistici, spesso errati, forse troppa luce dell’informazione può accecare e rende incapaci di distinguere.

I riflettori puntano solo dove si vuol fare vedere, celando il lato oscuro della finanza, il potere preferisce tenersi celato, lo stato spia i cittadini e non si sente sicuro quando tutela privacy e trasparenza; i colossi digitali accumulano big data carpiti e ci fanno soldi, tracciando gli utenti per capirne comportamenti e preferenze, per orientare i loro comportamenti. Google usa 57 indicatori per capire chi siamo e per vendere, non stimola la riflessione.

Facebook si è impegnata a dare notizie affidabili e poi ha deciso che sono gli utenti a stabilire quali sono le notizie affidabili, Google piazza su molti siti la propria pubblicità. Il 77% delle pagine web è tracciato o monitorato; internet non è gratuita perché la paghiamo cedendole informazioni e privacy, fornendogli nostri dati a fini commerciali. Dopo la nostra morte, i nostri dati continuano a sopravvivere con pagine commemorative, per attenuare il distacco; a Silicon Valley hanno creato un robot nella rete di un morto che dialoga, si tratta d’ immortalità digitale senza corpo. Ora si discute come disciplinare i dati digitali dopo la morte, dopo il testamento biologico, occorrerà pensare a un testamento digitale.

Esiste uno scontro tra uomo, tecnologia e natura, l’ uomo è facilmente schiavizzabile dalla tecnica, ha fatto danni immani a se stesso e al mondo naturale, favorendo la disgregazione sociale e un conflitto aperto e devastante. Dipendendo dalla tecnica, l’  uomo perde forza, conoscenza, intelligenza, libertà e cessa di evolversi biologicamente; la tecnica può diventare uno strumento per il controllo umano e per limitarne la libertà, porta alla ribellione e, per reazione, allo stato autoritario

(  Per le notizie, fonte: Francesco Borgonovo – Fermate le macchine!  ).

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com

 

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