EUROPA

A causa della pandemia, la commissione europea ha autorizzato gli aiuti dell’ Olanda alla compagnia aerea KLM, facente parte del gruppo Air France-Klm, per 3,4 miliardi di euro, 2,4 miliardi saranno forniti da un consorzio di banche e 1 miliardo, come prestito, dal governo olandese; la Francia ha già versato un aiuto di 7 miliardi di euro all’ Air France,  la Germania ha versato altri miliardi di aiuti a Lufthansa.

In precedenza, la commissione vietava gli aiuti di stato a compagnie aeree e banche, chiedendo alle banche il salvataggio interno o il fallimento, poi ha cambiato idea, ma non su impulso italiano. L’ aiuto a KLM è subordinato alla verifica che la società non fosse in difficoltà al 31.12.2019, ma i bilanci consentono alchimie o falsi e per superare l’ ostacolo, la commissione europea, presieduta dall’ olandese Ursula Von der Leyen, farà finta di non vedere.

KLM è il secondo datore di lavoro in Olanda, con 36.000 dipendenti e, durante la pandemia, ha favorito il rimpatrio di cittadini olandesi e il trasporto di materiale medico. Comunque, Ryanair ha chiesto alla commissione di bloccare il prestito o sussidio, considerato che non sempre lo stato rientra di questi prestiti ( un altro eufemismo o inganno dei contribuenti da parte dello stato ), lo abbiamo visto anche con l’ Alitalia.  Ryanair afferma che l’ aiuto servirà solo a danneggiare la concorrenza, cioè Ryanair; Comunque, per l’ Italia è stato un errore non accettare la precedente proposta di fusione tra KLM e Alitalia.

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Il conservatore Duda ha vinto, al ballottaggio, le elezioni presidenziali polacche, per un secondo mandato di 5 anni, hanno votato il 67,9% degli elettori e Duda ha ottenuto il 51,2% dei voti. Il presidente ha il veto sulle decisioni parlamentari, il suo partito si è opposto a una maggiore integrazione europea, al ricollocamento dei rifugiati e al piano verde di Von der Leyen; vuole restringere la portata del Recovery Fund, ha aumentato il controllo del governo sulla televisione, ha ridotto il numero dei giudici della corte suprema e ha vietato l’ adozione alle coppie gay.

E’ un europeista interessato perché nel 2018 la Polonia ha ricevuto dall’ UE 12 miliardi di euro in più di quelli versati, è una storia diversa da quella italiana, perciò il suo amico cattolico Walesa vuole salvare la Polonia dal nazionalismo. Duda ritiene che la Polonia continuerà ad attrarre investimenti dall’ estero, perché ha costi del lavoro, d’ energia e imposte più basse, il che si potrebbe qualificare come concorrenza sleale sostenuta dalle multinazionali che controllano i governi.

Però, come succede in tutto il mondo, con lo sviluppo economico, nel paese sono cresciuti i conflitti sociali, l’ avversario di Duda, il liberale europeista, sindaco di Varsavia, Trzaskowski, era sostenuto dalla Germania; ma naturalmente, il ballottaggio ha favorito le aggregazioni di altri partiti. Duda vuole una riforma del Welfare, capitalismo di stato ( ma tante imprese polacche sono in mano alla Germania ), centralizzazione della politica industriale, aiuti alle grandi industrie nazionali ( che sono poche ), il sostegno agli imprenditori vicini al suo partito ( il che non corrisponde al liberismo), controllo su TV e magistratura. Duda è più nazionalista che europeista o liberista, però sa che guadagna con l’ europeismo

La Polonia non ha sofferto della crisi finanziaria del 2009, ma dovrà affrontare quella del coronavirus, perciò nel 2020 il pil diminuirà del 4,6%, il settore più colpito è l’ industria, soprattutto quella automobilistica, seguono edilizia e commercio. Prima della crisi, la disoccupazione era 5,8% ( ma tanti polacchi lavorano all’ estero ); la Polonia è il paese che è cresciuto di più nell’ Eurozona e, con la pandemia, la produzione farmaceutica è aumentata.

Microsoft ha annunciato l’ investimento di un miliardo di dollari in Polonia destinato al  Claud, questo paese vuole diventare il cuore digitale d’ Europa; per fronteggiare la crisi, il governo ha promesso sostegno alle imprese, salvataggi e incentivi. Scopo di Duda e l’ occupazione di tutte le istituzioni, da parte del suo partito Pis, Diritto e Giustizia ( in Italia lo fanno tutti i partiti di governo ).

Secondo l’ opposizione, vorrebbe ridimensionare lo stato di diritto e l’ europeismo, ma senza allontanarsi dalla Germania; per reagire alla crisi e alla guerra commerciale, molti paesi guardano alla Polonia, che nel 2019 è cresciuta del 4,2%; ma il paese è profondamente diviso, per rimediare, il presidente mira al controllo mediatico e della magistratura. Duda ha ridotto l’ indipendenza del sistema giudiziario e, l’ accesso all’ aborto, ha previsto una legge che impedisce alla magistratura di criticare riforme politiche e nomine pubbliche; forse osservando l’ Italia, ha vietato attività politica ai giudici.

viruslibertario.itSembra che, alla difesa dei diritti fatta dalla sinistra, i polacchi abbiano preferito le riforme economiche e sociali dei conservatori, che difendono anche i valori cattolici; i conservatori hanno previsto aiuti alle famiglie, hanno ridotto imposte ed età per la pensione. Invece, il suo avversario liberale europeista, Traskowski, si è erto a difesa dei valori democratici. ( Per le notizie, fonte: Giulia Alfieri – policymakermag.it – Pierluigi Mennitti – startmag.it – money.it ).

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La corte di giustizia europea del Lussemburgo ha annullato la decisione dell’ Antitrust della commissione europea di Bruxelles, la quale chiedeva di rimborsare all’ Irlanda 13 miliardi di euro d’ imposte sui profitti non pagati, dalla multinazionale americana Apple, con la motivazione che, secondo le norme dell’ Unione, il vantaggio non era nato da norme contro la concorrenza, non costituiva aiuto di stato o sussidio illegale, m sfruttava solo un vantaggio fiscale.

Nel caso di Apple, il vantaggio fiscale realizzato in Irlanda riguardava profitti realizzati in Europa, Africa, Medio Oriente e India; la corte ha anche annullato una decisione analoga su Starbucks, per 30 milioni di euro d’ imposte arretrate reclamate dall’ Olanda, ma ha approvato il recupero, da parte del Lussemburgo, di arretrati fiscali dalla Fiat; seguiranno le cause d’ appello.

I 13 miliardi di Apple sono stati vincolati in attesa della sentenza definitiva, per il momento Apple e Irlanda hanno vinto; in Olanda ci sono altre cause pendenti contro Ikea e Nike. Il commissario alla concorrenza Vestager è sotto pressione da parte dei maggiori paesi dell’ UE, perché modifichi le regole sulla concorrenza; per Apple il caso riguarda non le tasse da pagare ma dove le deve pagare.

La corte di giustizia ha riconosciuto che i regolamenti fiscali europei sono incoerenti e da riformare e che l’ Irlanda non aveva riservato un trattamento di favore ad Apple con vantaggi commerciali, perciò l’ Unione Europea, per combattere la concorrenza sleale, dovrebbe regolamentare  e distribuire l’ immigrazione e unificare i sistemi fiscali, dopo aver abolito frontiere, autorizzato l’ esportazione di capitali e creato una moneta unica. L’ Unione dovrebbe procedere, con urgenza, con direttive e con maggiore attenzione e attivismo da parte degli italiani, spesso assenti nelle istituzioni europee, anche per sudditanza verso la Germania.

Apple è il più grande contribuente del mondo e, a tale proposito, richiede una soluzione globale internazionale, anche le maggiori multinazionali americane, che hanno sfruttato le crepe della globalizzazione, dopo aver creato fondazioni di beneficenza, si sono espresse a favore di una loro maggiore tassazione, con il fine di rimediare alle differenze sociali e all’ eccessiva concentrazione della ricchezza.

I paradisi fiscali nacquero con le teste coronate che, per timore di perdere il trono, come forma di assicurazione, avevano aperto conti bancari all’ estero, però non potevano accettare di essere detassati in patria e tassati adeguatamente all’ estero. Pertanto, ottennero condizioni di favore e poi a loro si associarono, grandi nobili, alti dirigenti dello stato, grandi capitalisti, multinazionali e finanzieri; questo sistema, poiché i grandi controllano, con i loro pupazzi e tirapiedi, il mondo, sembra che non si possa più abolire.

Con i paradisi fiscali, l’ Italia perde 7,5 miliardi di euro l’ anno, di cui 6,5 riguardano l’ Unione Europea, se ne avvantaggiano Cipro, Malta, Ungheria, Irlanda e Olanda; nel 2019 l’ Olanda ha sottratto all’ Italia 1,5 miliardi di euro, il Lussemburgo 3 e l’ Irlanda 1,6, secondo me, le cifre reali sono superiori. Cipro e Irlanda applicano tasse alle imprese del 13% e l’ Ungheria del 9%, Italia, Francia e Germania di oltre il 25%. Teste coronate e Vaticano, per assicurarsi dal rischio di perdere il trono, hanno sempre avuto depositi in conti esteri.

Nel commercio internazionale, l’ elusione fiscale è favorita anche da prezzi fittizi, Malta concede la residenza fiscale a un’ impresa senza un’ attività economica nell’ isola; perciò nell’ UE si preme per un’ armonizzazione fiscale e nel 2019 è stata emanata una prima direttiva; i paesi che tassano i profitti d’ imprese di altri paesi, come l’ Olanda, chiedono rigori di bilancio a questi paesi, rifiutano la solidarietà ma sono quelli che, in realtà, ne usufruiscono di più; si arricchiscono con l’ UE e l’ Olanda fabbrica ed esporta anche stupefacenti sintetici, perciò andrebbe diffidata dalla Commissione e dalla Corte Suprema  europea.

Con la globalizzazione, l’ UE e i grandi stati non obiettano perché la politica è influenzata da grandi imprese e multinazionali che vogliono risparmiare con le imposte, come, producendo all’ estero, su salari e costi energetici. A parte l’ Italia, che è stata idealisticamente europeista ma senza vantaggi economici, i paradisi fiscali  dell’ UE, senza vantaggi economici non rimarrebbero nell’ Unione, mentre in genere, gli stati sono costretti a stare in un impero quando sono conquistati militarmente.

Il sovranismo di alcuni paesi è una minaccia per la Germania espansionista e per piccoli paesi del nord che usufruiscono di rendite fiscali da elusione e di aiuti diretti europei; contro l’ Italia, la Germania ha usato Olanda, Austria e Francia, ha tirato il sasso e ha nascosto la mano. Per salvare l’ Italia e l’ UE, è necessario che si cambino le regole con riforme che non sono quelle che si aspetta o suggerisce la commissione europea; ma le riforme non saranno mai quelle desiderate dagli italiane, ma saranno sempre opera di mediazione, accade anche in Italia. ( Per le notizie, fonte: Giulia Alfieri – policymakermag.it – Chiara Rossi – startmag.it – money.it – Isabel Asher Hamilton – it.businessinsider.com ).

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La società finanziaria e tecnologica tedesca Wirecard, ha denunciato un ammanco di bilancio di 1,9 miliardi di euro, perciò ha presentato domanda di fallimento al tribunale di Monaco. E’ accusata di frode, manipolazione del mercato, falsificazione di bilancio, contabilità irregolare, insider trading, cioè di utilizzo d’ informazioni riservate. La Consob tedesca ha accertato queste manchevolezze compiute prima del collasso della società.

Perciò, la società di revisione non ha potuto certificare il suo bilancio del 2019 e le sue azioni sono precipitate del 62%; il ministro delle finanze tedesco era al corrente della situazione, non l’ aveva denunciata e l’ aveva coperta. Il consigliere della società Wirecard, Marsalek, teneva rapporti segreti con la Russia, con l’ immigrazione libica e con il Medio  Oriente. ( Per le notizie, fonte: Giusy Caretto – startmag.it ).

USA

Il finanziere speculatore ebreo, George Soros, con la sua fondazione Open Society, ha stanziato centinaia di milioni di dollari a favore delle ONG che favoriscono l’ immigrazione illegale e di associazioni per la difesa dei diritti civili e dei diritti dei negri; è contrario a polizia, carceri e razzismo. In questo clima americano, a causa degli eccessi della polizia, alcuni sindaci hanno tagliato i fondi alla polizia cittadina e alcuni poliziotti sono stati richiamati, censurati o licenziati, però l’ indebolimento della polizia ha anche avuto effetti negativi sulla parte più debole della popolazione. Soros finanzia politica e giornali e, in particolare, il partito democratico, inoltre è contrario a Trump, il cui mandato sta per scadere; Trump, forse a causa deki suoi atteggiamenti, è criticato dall’ informazione occidentale, però ha riconosciuto i torti dell’ America, come le speculazioni estere sull’ Italia, non è accaduto spesso.

ITALIA

Finita l’ emergenza Covid, su pressione del papa, alla ribalta in televisione, in Italia s’ importano immigrati contagiati e perciò Conte è costretto a prorogare l’ emergenza con i maggiori poteri per il governo ( Salvini era stato accusato di volere i pieni poteri ); sembra un complotto estero, per indebolire, indebitare e colonizzare l’ Italia; infatti, sembra che Spagna e Francia e altri paesi dell’ Unione, sigillando le frontiere, abbiano cercato di procedere diversamente.

Alcuni mesi fa, era stato chiesto al governo di controllare se tra gli immigrati, entrati, via mare o via terra, ci fossero persone affette da Covid 19; il governo ritenendo di dover fronteggiare una proposta razzista, si rifiutò, ma ora, senza tener conto dei fulmini della chiesa e di chi utilizza questi immigrati, è stato costretto a farlo. Pare che l’ immigrazione sia anche dettata dalla necessità di contenere il calo demografico italiano, ci sono stanziamenti pubblici inutilizzati e servono lavoratori in agricoltura, industria, lavori pubblici ed edilizia; però il governo dovrebbe richiedere un’ immigrazione ordinata, coordinata con i paesi d’ origine e secondo le necessità del mercato del lavoro italiano; sarebbe logico, ma danneggerebbe chi fa traffico d’immigrati.

Per chiarire la mia posizione verso papa Francesco, io non condivido la sua visione dell’emigrazione, spero che sia più ingenuo che complice dei trafficanti; le riforme annunciate da papa Francesco, che è anziano, non procedono; da non credente, ritengo che sarebbe utile una riforma della chiesa cattolica, nella dottrina e nei dogmi, nella gerarchia e nel governo, nella finanza e nella morale sessuale. Però è difficile fare riforme coerenti con il contemporaneo consenso di Islam, laici, ebraismo, protestanti, ortodossi e cattolici tradizionalisti e innovatori.

Le riforme sono un chiodo fisso dello stato e della religione, se ne sono fatte tante e tante se ne faranno ancora, anche se parziali e in grado di scontentare tutti; stato e religione convivono programmando e condizionando, con l’ istruzione, la propaganda e le leggi, la cultura umana. Le norme dello stato e della religione sono tante, contraddittorie, ingiuste e anacronistiche, anche quando sono cambiate, tuttavia con la loro incertezza, incoerenza e disequilibrio, alimentano il lavoro degli avvocati.

Inoltre rendono indispensabili ad alcuni professionisti il ricorso ai buoni uffici di superburocrati che interpretano e piegano le leggi con le circolari, ma poi devono essere da loro gratificati; ciò che è lecito allo stato non è lecito ai privati perché, in corso d’ opera, questo può cambiare le leggi, mentre il giocatore di poker non lo può fare. Deficit e debito pubblico sono un alibi per giustificare l’ alta tassazione, perciò lo stato non li può ridurre; tanti stati sono affogati nei debiti, nei deficit di bilancio e nelle imposte, non è dipeso solo dalla spesa sociale e dai servizi pubblici, ma anche dalle guerre e dagli sprechi ( eufemismo ), della pubblica amministrazione.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.