EUROPA 

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

In una situazione di stress economico-finanziario, le banche più esposte sono quelle franco-tedesche, le quali mettono anche a rischio la sopravvivenza dell’ euro. Nel 2012 nacque l’ Unione bancaria, fondata su tre pilastri; il primo, per un privilegio concesso a banche popolari e casse di risparmio, riguarda la sorveglianza per le banche che hanno più di 30 miliardi di euro di attivo; perciò, poiché in  Germania le banche piccole  sono più numerose che Italia, queste sono sottratte al controllo.

Il secondo pilastro è la risoluzione unica interna delle crisi bancario o bail-in, a carico di azionisti e risparmiatori, senza intervento da parte degli stati; in precedenza, la Germania aveva salvato le sue banche con 259 miliardi di euro di soldi pubblici, perciò nel 2016 il governo italiano non potette salvare alcune sue banche popolari in dissesto, le quali perciò perdettero 46 miliardi in capitalizzazioni.

viruslibertario.itIl terzo pilastro prevedeva la garanzia comune sui depositi, ma non è entrato mai in vigore, comunque, la Germania voleva penalizzare le banche italiane, perché dotate di NPL di difficile realizzo e di titoli di stato, mentre le banche tedesche e francesi avevano più derivati, che sono crediti a rischio tollerati dalla BCE. Ora le banche devono resistere alle conseguenze del Covid-19, quelle italiane, per ridurre il rischio, hanno ridotto il credito alle imprese e ora si chiede loro di aumentarlo; tra le altre cose, all’ Unione Bancaria si rimprovera di aver fronteggiato il rischio su credito, ma non quello di mercato che, con tanti paesi debitori, incombe.

Mentre i tedeschi, quanto negoziano, sanno fare i loro interessi, gli italiani, armati di europeismo, hanno avuto per obiettivo solo la maggiore integrazione europea perciò, fino a ora, non hanno mai fatto accordi per guadagnarci, né hanno mai posto il veto sulle deliberazioni europee. Forse pensavano che gli europei erano meglio degli italiani.

( Fonte Vladimiro Giacché – Giuseppe Liturri – startmag.it ).

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La BCE ha deciso di non tener più conto delle valutazioni delle società di rating, sempre evidenziate dalla televisione italiana e usate per speculare contro l’ Italia, facendo aumentare i suoi interessi perciò, prima accettava solo titoli di stato con tripla A, mentre ora accetta anche quelli con il rating sotto BBB. Le tre agenzie di rating americane, che sono controllate da banche d’ affari, sono anche boicottate dal governo americano che ha impedito loro di dare valutazioni critiche nei confronti dei titoli di stato americani; invece, la televisione italiana ha giornalmente evidenziato le valutazioni negative delle agenzie sull’ Italia.

I contratti future sono per lo più virtuali e senza trasferimento di beni, si fanno su derivati, materie prime, petrolio, cereali e titoli, lucrano sulla differenza di prezzo a termine, come si fa con e operazioni finanziarie allo scoperto e non prevedono depositi a garanzia; in Italia, le operazioni finanziarie allo scoperto sono state momentaneamente sospese, però sembra che la Consob non ha il potere di farlo, probabilmente perché i mercati hanno voluto così. Intanto governi e banche centrali stanziano miliardi di euro contro il Covid-19, utili anche alla speculazione, sempre attenta a crisi economiche, politiche, guerre, terremoti ed epidemie.

( Fonte: Marco Lettieri e Paolo Raimondi – startmag.it ).

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La commissione europea ha minacciato una procedura d’ infrazione contro la Germania perché la sua corte costituzionale ha censurato la BCE per aver accettato il QE, chiedendole giustificazioni; ne potrebbe discendere una pensante multa per la Germania e la crisi di UE ed euro, la decisione spetterà alla Corte di Giustizia europea, la quale però ha già approvato il QE di Draghi. Tremano, per il loro posto, politici ed euroburocrati europei, in ciò simili agli italiani.

La corte costituzionale tedesca, più indipendente dalla UE della corte costituzionale italiana, attacca la BCE e condiziona le attuali trattative entro l’ UE, ritiene che il QE sia una forzatura ai trattati europei, coinvolgendo nella disputa anche gli acquisti di titoli di stato per fronteggiare il coronavirus, però senza escluderli al momento.  Afferma che i prestiti concessi dalla BCE non sono proporzionali al peso di ogni paese, tuttavia, la corte di giustizia europea ha approvato il programma, invitando però a rispettare i limiti del 33%, cioè la BCE avrebbe dovuto acquistare titoli di stato dalle banche centrali conformemente all’ articolo 29 dello statuto della BCE e non secondo i debiti degli stati; il che però imporrebbe agli stati di ricorrere anche ai mercati, subendo lo spread, la corte è anche contraria al finanziamento diretto degli stati, vietato dalle norme europee.

Il limite di assorbimenti dei titoli da parte della BCE, pari al 33%, avrebbe dovuto essere abolito, però la BCE non ha affermato che il capital Key, cioè l’ acquisto di titoli in quota pari alla partecipazione al capitale della BCE, sarebbe stato abbandonato. I tedeschi hanno portato, più di una volta, l’ Unione Europea a un passo dal baratro; comunque, la corte costituzionale tedesca non si sente vincolata dalle decisioni della corte di giustizia europea perché la BCE, secondo il suo parere, si è mossa fuori dei trattati; in materia di trattati, non si ritiene subordinata a quella europea perché l’ UE non è una federazione e i padroni dei trattati, secondo il suo parere, sono gli stati.

Però, per la commissione europea e la BCE, le decisioni della Corte europea sono vincolanti e la Corte ha affermato che le decisioni della BCE eseguono soprattutto il mandato sulla stabilità dei prezzi, che è stato rispettato. Nel 1992 la Germania fece crollare lo Sme sul tema dell’ oscillazione delle monete, l’ accordo prevedeva che raggiunto il suo limite massimo concesso a una moneta, tutte le banche centrali dovevano intervenire per difendere la sua parità, cioè comprandola o vendendola.

La Bundesbank, d’ accordo con il governo tedesco, violando gli accordi, non lo fece e perciò uscirono dallo Sme GB e Italia; oggi un fatto del genere provocherebbe la fine dell’ euro, soprattutto per opera di Italia, Francia e Spagna. Contro la BCE, la corte costituzionale tedesca afferma la priorità dell’ art.5 del trattato sul QE di Draghi, che previde emissioni nel 2015 – 2018 e 2019.

Scopo di Draghi era ridurre lo spread e salvare l’ euro e in parte ci riuscì; ma la politica solidaristica e redistributiva della BCE non era accettata dai tedeschi, perciò accusavano Draghi di abuso di potere monetario e di finanziare i disavanzi pubblici. Nel 2018 la corte di giustizia aveva però escluso entrambe le violazioni, ora la corte costituzionale tedesca afferma che la BCE non ha rispettato, a fini redistributivi, la proporzionalità dei finanziamenti.

In caso di mancata risposta soddisfacente, entro tre mesi, da parte della BCE, la Corte tedesca ha affermato che non parteciperà più al programma di acquisto di titoli, anche se momentaneamente, a causa della pandemia, ha accettato alcune politiche anticonvenzionali; perciò ha accettato il finanziamento monetario dei debiti pubblici, ma solo in base alla partecipazione degli stati al capitale della BCE, come la sospensione temporanea del limite del 33% negli acquisti di titoli di uno stato, entro i 750 miliardi di euro stanziati.

La BCE ha anche dichiarato di voler ignorare, nell’ acquisizione di titoli, la valutazione delle società di rating, indipendentemente dalla quota di partecipazione degli stati al capitale della BCE. Sembra che, a causa dell’ atteggiamento tedesco, questa Europa che piace a Mattarella, non sia una costruzione unitaria e perciò non è in grado di rispondere a uno shock esterno come la pandemia.

Le operazioni messe in campo da commissione europea e consiglio europeo ( MES-BEI e SURE ), sono monetizzazioni e prestiti da restituire, a un tasso minimo di favore, che aumenteranno il debito pubblico degli stati, imponendo, negli anni a venire, il rientro del debito, secondo la politica di austerità della Germania; l’ Italia ha credito nel mercato e perciò potrebbe rinunciare a questi prestiti, la Germania non è impegnata all’ azzeramento o al livellamento, tra i paesi dell’ Unione, dello spread e anche alla riduzione dello spread italiano.

La Germania non vuole andare oltre i trattati e la sentenza della sua corte costituzionale è un avvertimento alla BCE contro la flessibilità e per l’ applicazione dei trattati. L’ unica soluzione sarebbero aiuti a fondo perduto da parte della banca centrale, oggi vietati dai trattati; perciò è in gioco l’ appartenenza all’ EU e all’ euro, forse sarebbe opportuno ritornare al mercato comune, con una moneta nazionale e il libero movimento delle persone, il controllo sul movimento dei capitali e dell’ immigrazione, unificando sistemi fiscali e scolastici.

Mentre sembra che Conte, con tanta ambiguità e con la benedizione di Mattarella, Gentiloni e Berlusconi, voglia ricorrere al MES, Spagna, Portogallo, Grecia e Francia hanno dichiarato di non aver bisogno dei prestiti del MES per fronteggiare la crisi economico-sanitaria, perché trovano credito nel mercato finanziario e perché i prestiti offerti sono destinati soprattutto ai paesi in difficoltà finanziarie.

E’ vero che, in questo caso, il MES prevede la sospensione temporanea di alcune condizioni per l’accessione al credito, però il credito potrebbe dare ai mercati un’ impressione di debolezza dei paesi richiedenti, favorendo la speculazione a loro carico. Per sospendere definitivamente le condizioni occorrerebbe modificare il trattato del MES il che richiederebbe l’ unanimità, ma la Germania è contraria.

( Fonte: sinistrainrete.info –  money.it – soldi e potere – Domenico Moro – Carlo Clericetti – Michelangelo Colombo – startmag.it ).

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E’ opportuno fare un altro chiarimento sulla creazione della moneta e della liquidità, questa si crea con i deficit di bilancio, i debiti e i prestiti e può essere fiduciaria, bancaria e virtuale, con o senza garanzie, con o senza condizioni; quando una banca commerciale o centrale fa prestiti a persone, imprese o stati, crea, direttamente o indirettamente, sempre denaro, le banche centrali lo fanno sia acquistando titoli di stato di nuova emissione, sia acquistandoli al mercato secondario con il QE, come ha fatto la BCE e il FMI.

La monetizzazione o la creazione di liquidità monetaria avviene sempre in contropartita di un fido in conto corrente, questa politica monetaria può aiutare imprese e stati, favorire la ripresa, ma anche l’ inflazione, la quale però ha il merito di ridurre i debiti. In ogni modo, anche il finanziamento a fondo perduto, senza interessi, senza rimborso e senza garanzie, crea moneta o liquidità.

La moneta è uno strumento di pagamento, perciò è costituita, in senso lato, da moneta convertibile in oro o fiduciaria o inconvertibile o bancaria o virtuale, ma anche da titoli di stato, obbligazioni private, derivati, cambiali, assegni, aperture di credito e ricevute bancarie; perché questi sono tutti strumenti di pagamento. Le banche concedono prestiti con la raccolta di risparmio, creando con ciò altra moneta, quando la commissione europea, con il MES, concede credito di qualsiasi tipo, cioè anche a fondo perduto o senza rimborso, crea moneta, e la BCE fa altrettanto con i QE.

Succede, anche se oggi queste istituzioni rilevano, in contropartita, i loro impegni di bilancio ma non i loro debiti, che invece sono contabilizzati dagli stati; le cose stanno così, quando l’ UE fa un credito o un finanziamento a fondo perduto, addebita, in contropartita, lo stato beneficiario e, se questo è insolvente o senza garanzie, il credito diventa insoluto cioè irrecuperabile, ma Il debito è contabilizzato dallo stato ricevente.

Si chiede professionalità a tutti, ma in Italia gli avvocati hanno tutte le professionalità, perciò fanno tutti i mestieri, infatti, i ministri dell’ economia italiana sono generalmente laureati in legge, quindi hanno sostenuto solo un esame universitario in economia.

A.la.t.Ha.Macron ha perso la maggioranza parlamentare in Francia, perciò Macron e Merkel si sono riaccostati e hanno detto si a un piano di recovery fund per 500 miliardi di euro, per il 27% a carico della Germania; questi prestiti, praticamente senza interesse, fatti con somme raccolte dall’ UE nel mercato finanziario internazionale, saranno contabilizzati nel bilancio europeo e si aggiungeranno ai 150 miliardi di euro annuali disponibili in bilancio, ma saranno pagati dagli stati che, naturalmente, li contabilizzeranno a loro debito da ammortizzare.

Sono in disaccordo, anche con questa forma di erogazione, che però non è mutualizzazione del debito e nemmeno un regalo senza rimborso, cioè non sono un finanziamento a fondo perduto, Olanda, Austria, Svezia, Danimarca, prima satelliti della Germania che ora teme la disgregazione del suo impero europeo. E’ contraria anche la corte costituzionale tedesca, che difende la sovranità tedesca, mentre Ursula von der Leyen è d’ accordo; gli interventi economici saranno assegnati secondo lo stato di bisogno dei paesi.

Francia e Germania, capofila europei con consenso degli europeisti italiani nemici degli italianisti, sono anche d’accordo su una web tax e sul fatto che bisogna sottrarre agli stranieri la produzione del vaccino anti Covid-19, che diventerà un grosso business; infatti, anche se lo regaleranno ai cittadini, gli stati dovranno pagarlo alle società farmaceutiche. Comunque la somma dei recovery bond destinata all’ Italia, circa 100 miliardi di euro, non sarà a fondo perduto o regalata, come segnalato da Conte e osteggiato da Austria e Olanda, ma aumenterà il suo debito perché trattasi di prestito.

Tra le condizioni richieste per la concessione, finita l’ emergenza pandemia, ci potrebbero essere riforme e un’ altra riforma delle pensioni, a carico dei nuovi pensionati. Checché ne dicano le società di rating, controllate dalle banche d’ affari che speculano, l’ Italia ha credito interno ed estero e potrebbe anche indebitarsi autonomamente; poiché non è uno stato insolvente, non subirebbe condizioni, ma dovrebbe pagare interessi più alti, è solo la neo-madrepatria Europa che ci chiede condizioni per i prestiti.

In alcune aste dei Bot, che non danno reddito, e di BTP che hanno un rendimento, le domande sono state molto maggiori all’ offerta, il caso più recente è quello dei BTP Italia, il governo avrebbe potuto ampliare l’ offerta dei titoli e, con le maggiori vendite rispetto alle necessità del momento e dei rinnovi delle scadenza, avrebbe potuto rimborsare i BTP a lunga scadenza e ad alto interesse, risparmiando miliardi; oggi lo stato ci rimette con l’ Europa, con la gestione del debito pubblico e con tante altre spese dello stato.

Se l’ Italia non trovasse più compratori per il rinnovo dei titoli pubblici alle scadenze e per l’ aumento del debito pubblico, potrebbe anche trasformare titoli di stato in irredimibili e pagare solo gli interessi, però sarebbe un segnale che alimenterebbe la speculazione dei mercati a carico dell’ Italia; lo stato, tradendo le promesse di rimborso fatte lo potrebbe fare perché fa le leggi, cioè, ciò che è lecito a esso non è lecito ai privati.

Gli stranieri gradiscono i titoli di stato italiani ad alto rendimento, l’ Italia ne ha emessi anche a 30 e 50 anni, perciò la Francia ne ha per 300 miliardi di euro; invece di fare regali agli amici, forse come riparazione nascosta di guerra, il Tesoro italiano dovrebbe fare emissioni aperte di Bot agli italiani, che costano poco, poi fare emissioni aperte di BTP, a varie scadenze, sempre riservate agli italiani.

Se il fabbisogno complessivo non viene coperto, lo stato dovrebbe offrire agli stranieri la parte rimanente di BTP da collocare, così facendo, l’ Italia risparmierebbe tanti miliardi sul costo del debito pubblico; il Giappone, che non ha meno debiti dell’ Italia, agendo così si è sottratto alla speculazione dei mercati che hanno fatto salire lo spread italiano e quindi gli interessi.

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La commissione europea, d’ accordo con l’ OMS, il 12/9/2020 organizzerà un vertice a Bruxelles, a favore della vaccinazione obbligatoria di tutta la popolazione, per dare sostegno all’ ipotesi di vaccinazione, che ha lo scopo di prevenire malattie prevedibili, garantire la vaccinazione a tutti, combattere la riluttanza verso i vaccini, garantire efficacia e sicurezza dei vaccini e dare incentivi economici alla relativa ricerca.

Inoltre, prevenire la mancanza di vaccini, consegnare e stoccare vaccini alle strutture sanitarie, dare informazioni adeguate ai cittadini e stabilire una nuova agenda delle vaccinazioni. E’ noto che i vaccini, che sono i farmaci per le persone sane, sono un grosso business, con questo programma si tenta di superare la resistenza ai vaccini, soprattutto da parte degli anziani, che spesso sono visti come un peso.

Un programma del genere dovrebbe essere più in una tabella di marcia di tipo cinese, che della “ democratica ” UE; intanto tra Usa e Cina, per volontà soprattutto di Trump, si riapre la guerra fredda, archiviando quella con la Russia, che però sembra ancora alleata della Cina; questa guerra fredda sarà occasione di altri lauti guadagni per le industrie belliche e servirà, con pericolo di guerra, a compattare i due campi degli stati che si fronteggiano, naturalmente sempre per interesse e non per religione o per motivi ideologici.