Famiglia in crisi
Battuta d’ arresto per i consumi della famiglia. Da una ricerca di Confcommercio risulta una diminuzione dell’1,8 per
cento in termini tendenziali, un dato negativo che interrompe un periodo di graduale recupero che durava dall’ ultimo trimestre
2009. Sull’ inversione di tendenza hanno pesato vari fattori: la fine degli effetti degli incentivi sulle autovetture, i timori per la
crisi in Europa, vedi l’ Irlanda e il Portogallo e… probabilmente la nuova manovra finanziaria del governo.
Gli imprenditori del
commercio e dei servizi segnalano invece un peggioramento in termini di volume pari al 2,3 per cento, a fronte di un
moderato aumento della domanda di servizi e dei prezzi, a fronte dell’ 1,2 per cento di marzo, nonostante l’ aumento dei
carburanti. Gli italiani hanno ridotto soprattutto la spesa per ristoranti e abbigliamento. I costi di alcuni beni e servizi che
sono irrinunciabili aumentano, e non poco. Al primo posto troviamo quelli legati ai trasporti: benzina e gasolio costano il
3,5% in più, senza alcuna giustificazione, ed è previsto l’ aumento del prezzo del petrolio, il che fa pensare che i prezzi
lieviteranno ancora, con ripercussioni, più o meno giustificate a loro volta, su frutta e verdura. Le tariffe autostradali sono
aumentate in media del 2,6%, ma con punte notevolmente maggiori, superiori al 15% nella tratta Milano-Torino e oltre il
40% per alcune tratte brevi, che vengono percorse soprattutto per gli spostamenti giornalieri dei pendolari. Viaggiare in
treno con l’ alta velocità costerà tra il 12% e il 35% in più. Non va meglio per i treni a media percorrenza, dove le
tariffe sono aumentate di un12% su quasi tutte le tratte, con una punta del 42% per la tratta Como-Milano e… non
finisce qui !! Con l’ inizio del 2010 anche le tariffe del gas hanno subito un aumento del 2,9%. Il lavoro è un
problema sempre più pressante: nell’ anno 2009 gli occupati totali sono calati dell’ 1,7%, ed è la prima volta
che si registra un calo dopo 14 anni consecutivi di crescita. Nel 2009 in media, 320 mila occupati hanno dichiarato di
non aver lavorato o di aver lavorato meno ore perché in Cassa integrazione. Si tratta di un valore quattro volte
superiore a quello del 2008. Ne sono stati coinvolti principalmente i dipendenti delle regioni settentrionali ( nel
69,8 % dei casi ), quelli delle imprese con più di 50 dipendenti ( nel 62% dei casi ), e gli occupati delle classi di
età intermedia ( 59,6 % di occupati tra i25 e i 44 anni ). La “ Caritas ” ha recentemente attestato una crescita del 25%
del numero di persone che si sono rivolte alle sue strutture. L’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato,
dal 2007 ad oggi, una caduta del potere di acquisto del 9,8%. Aumentano così le famiglie che non sono più in
grado di soddisfare i propri bisogni, cherimangono indietro con le rate del mutuo e non ce la fanno più a far
fronte a spese impreviste trovandosi così costrette a rinunciare addirittura alle cure mediche. Dopo il
sostegno alle banche e all’ industria dell’ auto non sarebbe il momento di pensare seriamente agli aiuti
alle famiglie ??
info: rikferrari@libero.it






