Papa Francesco ha asserito che in uno dei passaggi più conosciuti del Padre Nostro,

e cioè quando si invoca Dio affinché “  non ci induca in tentazione  ” è sbagliata, perché a indurre in tentazione non è Dio ma Satana. Correzione fraterna avrebbe voluto che qualche teologo spiegasse al tuttologo Bergoglio che la sua “  scoperta  ” denota scarsa padronanza della teologia antica e del magistero contemporaneo.

Nella versione latina (  vulgata  ) del Vangelo, l’ espressione ”  non indurci in tentazione” faceva corretto riferimento all’ induzione in tentazione di Dio di Abramo. Per mettere alla prova la sua fede, Dio gli ordinò di sacrificare il proprio figlio Isacco e, vedendolo convinto che era pronto a farlo, lo fermò un’ istante prima dell’ insano gesto.

Nell’ antico Testamento, gli esempi del Dio “  tentatore  ” potrebbero comunque continuare all’ infinito. Venendo al magistero contemporaneo, onde evitare equivoci interpretativi (  giova ricordare che l’ interpretazione è cosa diversa dall’ errore  ), nel 2008 la Conferenza Episcopale Italiana sostituì il “  non indurci in tentazione  ” in “  non abbandonarci alla tentazione  ”.

Infatti, i testi di preghiere andati in stampa dopo il 2008, recitano il Padre Nostro con la nuova dizione. Che un papa non ne sia al corrente, è lievemente inquietante.

Verona

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Café Liberty  A.la.t.Ha.    

 

Riccardo FERRARI

 rikferrari@gmail.com 

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DICEMBER

Anca dicember l’ è rivà

L’ e pasà un alter ann, ma tiremm innanz.

All sett se festegia Sant Ambroes

E tuti i sciuri van a la Scala a senti l’ opera.

I vedrin di negosi in tucc illumina.

Ariva el Natal ghe l’ aria de festa.

Sem pu se regalà, ghemm tuscoss.

L’ è bel dervì un pachetin,

l’ important l’ è e penser.

Auguri de finì ben l’ an che el 2018 el sia generos de salut e bona armunia.

       Auguri da Maria Giuditta