Molti Comuni hanno sbagliato il calcolo della Tari e molte famiglie hanno pagato fino al doppio del dovuto

In Italia ogni giorno si scopre che lo Stato non è amico dei cittadini. Ultimo esempio poco edificante salito agli “  onori della cronaca  ” riguarda la tassa sui rifiuti: è scoppiato il caso Tari.

Secondo quanto riportato dal sottosegretario all’ economia Baretta durante un “  question time  ” diversi comuni avrebbero sbagliato il calcolo della Tari per quanto riguarda la quota variabile del tributo e di conseguenza migliaia di famiglie avrebbero visto lievitare il costo dell’ imposta da pagare fino anche al doppio del dovuto. Ma andiamo per ordine:

–  Cos’ è la Tari?  È la tassa rifiuti introdotta nel 2014 dalla  legge  147/13  e  serve  per  finanziare  il  servizio di raccolta e smaltimento rifiuti ( negli anni precedenti abbiamo dovuto pagare la stessa imposta con altri nomi: Tares, Tarsu, Tia  ).

– Chi è tenuto a pagare la Tari? Chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte che possano produrre immondizia sia che si sia proprietari che affittuari.

– Come si paga la Tari? Di norma l’ imposta è scaglionata in due rate ma ogni singolo comune può decidere le date di scadenza per i pagamenti.

Ma dov’ è l’ errore?

La Tari è composta da una quota fissa ( questa quota è in proporzione ai metri quadrati dell’ abitazione  )  ed una variabile ( che varia in base al numero dei componenti della famiglia secondo l ’equazione: più persone per superficie abitativa =  più rifiuti prodotti  ) ma la quota variabile andrebbe calcolata una sola volta su l’ insieme dato da mq casa+pertinenze ( come cantine, garage, soffitte . . .  ) moltiplicato il numero dei familiari. I Comuni che avrebbero commesso l’errore ( si parla di alcune città come Milano , Ancona, Genova, Napoli . . . ) avrebbero applicato la quota variabile tante volte quante sono le pertinenze dell’ abitazione.

Facciamo un esempio:

appartamento di superficie complessiva di 150 mq di cui 100 di casa, 30 di garage e 20 di cantina numero dei componenti della famiglia 4. Secondo la regola generale- dettata dall’ art. 17 comma 4 del prototipo di regolamento per l’ istituzione e l’ applicazione della Tares – l’ importo da versare si otterrà sommando le quote fisse di abitazione + cantina + garage + la quota variabile che deve essere conteggiata esclusivamente una sola volta

Come deve comportarsi un contribuente?  

Il contribuente deve procedere ad un semplice controllo: riprendere gli avvisi di pagamento della tari degli ultimi anni ( dal 2013 al 2017  ) e controllare nella parte relativa al dettaglio da pagare. In questa sezione infatti sono indicate i dati catastali, la superficie tassata, il numero di occupanti e la quota fissa e variabile per ogni unità immobiliare, se la quota variabile è presente anche per le eventuali pertinenze allora si ha diritto a chiedere il rimborso.

Come fare a chiedere il rimborso?

Deve essere presentata istanza di rimborso (  scarica gratuitamente il modello  ) al proprio Comune tramite raccomandata AR. Attenzione: se il tributo viene gestito in modo esternalizzato, ad esempio da parte della società che gestisce i rifiuti, l’ istanza di rimborso deve essere indirizzata alla società.

Quali sono i tempi?

Come sempre anche su questa tematica essere tempestivi è importante, la prescrizione infatti fa sì che Il contribuente abbia 5 anni di tempo dal pagamento per inviare l’ istanza ed il Comune interessato ha 180 giorni per rispondere.

Non dimentichiamo inoltre che come previsto nel disegno della legge di bilancio del 2018 la Tari potrebbe subire ulteriori aumenti.

Se è vero che: “ il rimborso è un diritto dei cittadini  ” come ha dichiarato in un’ intervista radio il Presidente dell’ Anci è altrettanto vero che RimborsoPensioni.it è da sempre attento ai diritti dei pensionati, dei cittadini e alle “  malefatte  ” della Pubblica Amministrazione.

Siamo quindi sicuri di farvi cosa gradita mettendovi a disposizione gratuitamente l’ istanza necessaria per procedere ( dopo che avrete controllato il dettaglio degli avvisi di pagamento della tari ) alla richiesta di rimborso .

SCARICA L’ ISTANZA

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Lo Staff di RimborsoPensioni.it

 

Riccardo FERRARI  –  rikferrari@gmail.com   
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