La storiografa popolare ci dice che, il 31 ottobre 1517, il monaco agostiniano tedesco Martin Lutero ( 1483 – 1546 ) fece affiggere le sue “ 95 tesi “ sul portale della Chiesa del Castello di Wittenberg, dando così inizio alla “ Rifora protestante “.

Sembra però che  sia andata esattamente così che l’ eclatante gesto sia stato “ inventato “  per rendere la ribellione alla Chiesa di Roma più prorompente. Almeno questa è la versione di eminenti storici contemporanei quali il prof. Franco Cardini, un luminare nella sua materia. Probabilmente, infatti, Lutero si sarebbe limitato ad inviare le sue Tesi al Vescovo locale e la pubblicazione delle stesse sarebbe stata pensata come un invito alla discussione in seno alla Chiesa.

In fondo on è però tanto importante la modalità in cui è nata la Riforma ma il perché essa sia nata, con tutte le conseguenze tragiche di guerre di religione, di persecuzioni, di odi, di rivalità e quindi di morte e distruzione. Questo movimento ( La Riforma )  a cui seguì  un altro movimento per arginare il primo ( La Controriforma ) coinvolse teologi ed intellettuali, uniti nella richiesta di un cambiamento e di un ritorno  alle fonti della cultura classica occidentale, agli ideali del Cristianesimo primitivo.

L’ occasione che fece scatenare la protesta, la classica “ goccia che fa traboccare il vaso “, fu la vendita delle “ indulgenze “, cioè quel commercio per il quale, in virtù di una donazione in denaro o in un’ opera religiosa, si potesse ottenere di sfuggire alle pene dell’ aldilà.. in pratica veniva garantita al donatore, non tanto la remissione dei peccati, già “ rimessi “ in quanto confessati, ma la concreta possibilità di evitare le pene purgatoriali.

Per Martin Lutero, già molto critico verso la corruzione della Curia Romana, risultava inaccettabile il mercanteggiamento della Grazia di Dio e così fu scatenato il “ Casus belli “ che lo portò alla ribellione “ Organizzata “ verso quella “ Deriva pastorale “.

Il primo e fondante elemento della Riforma luteriana fu la “ Teologia della giustificazione per fede “, secondo cui la “ Salvezza “ viene solo da cristo ( Solus Christus ) attraverso la “ grazia “ ( Sola Gratia ) e l’ umo deve affidarsi alla sola fede ( Sola Fide ).

A queste fondamentali affermazioni, la riforma ne aggiunse un’ altra, lapidaria, fondamentale e indiscutibile: l’ autorità della Chiesa deve poggiare esclusivamente sulla Bibbia ( Sola Scriptura ).

Dichiarato eretico dal Papa Leone X nel 1518, Lutero rifiutò la ritrattazione nella famosa  “ Disputa di Lipsia “  del 1519 e l’ anno successivo ( 1520 ) bruciò copia della Bolla “ Exsurge Domine “ dove o stesso Pontefice condannava la dottrina luteriana: lo “ Strappo “ fu, così, permanente e definitivo.

Martin Lutero, nel corso dei secoli si è trasformato nella posizione della Ciesa Cattolica da “ Demonio incarnato ” a grande teologo, da studiare e comprendere.

Stupratore di suore, gran bevitore e gran mangiatore? Fustigatore della corruzione e dei costumi libertini della Chiesa che non esitava a promettere la “  Salvezza  “, in cambio di denaro? Un grande pensatore? Riformatore moderno e precursore del movimento Rosacruciano? Probabilmente un po’ di tutto questo e, innegabilmente a lui si sono ispirati i primi R+C.

Ad modo la Storia ci ha consegnato un personaggio controverso, figlio del suo tempo, strumento e protagonista del pensiero occidentale. In suo nome sono state commesse le più atroci barbarie, guerre e persecuzioni in seno a coloro che si dicevano detentori degli ideali cristiani. Ma, in fondo, questo è l’ uomo . . .

Roberto Ricasoli