Da aprile 2018 scatta il taglio delle commissioni interbancarie per chi paga con il Pos

12 dicembre 2017 – Buone notizie per chi usa abitualmente il bancomat. L’ Italia taglia le commissioni sul pagamento elettronico, in armonia con quanto accade già in altri Paesi europei. A stabilirlo è il consiglio dei ministri, che ha recepito una direttiva europea. Per i pagamenti con bancomat e prepagata, fino al dicembre 2020, la commissione interbancaria per ogni operazione di pagamento non potrà superare lo 0,2% del valore dell’ operazione stessa.

CARTE DI CREDITO – Discorso simile per le operazioni effettuate tramite carta di credito, che prevedono una commissione interbancaria non superiore allo 0,3% del valore dell’ operazione stessa. Tra le misure previste dal regolamento spicca la riduzione della franchigia massima a carico degli utenti in caso di pagamenti non autorizzati, che passa da 150 a 50 euro. Confermato anche il divieto di surcharge, ossia il divieto di applicare un sovrapprezzo per l’ utilizzo di un determinato strumento di pagamento.

IMPORTI BASSI – Per quanto riguarda invece le commissioni interbancarie per le operazioni nazionali tramite carte di pagamento, i prestatori di servizi di pagamento saranno tenuti ad applicare, per tutti i tipi di carte, commissioni di importo ridotto per i pagamenti fino a 5 euro rispetto a quelle applicate alle operazioni di importo pari o superiore, così da promuovere l’ utilizzo delle carte anche per cifre molto basse.

Per le operazioni nazionali effettuate tramite carta di debito, fino al dicembre 2020 i prestatori di servizi potranno applicare una commissione interbancaria non superiore all’ equivalente dello 0,2% calcolato sul valore medio annuo di tutte le operazioni nazionali tramite carta di debito all’ interno di ciascuno schema di carta di pagamento.

LE REAZIONI – Le associazioni di commercianti, come Confcommercio, plaudono la decisione del Governo “ anche se – precisa Confcommercio in una nota – si tratta delle commissioni interbancarie e non di quelle a carico delle imprese ”. “ Non vorremmo, però, che il Governo usi questo stesso provvedimento per introdurre anche le sanzioni per le imprese che non accettano pagamenti elettronici ” aggiunge Confcommercio, ribadendo che “ se l’ obiettivo è quello di diffondere sempre di più l’ uso di questi strumenti di pagamento, la via non è certo quella di prevedere misure ingiuste e penalizzanti. Occorre intervenire sulla riduzione delle commissioni applicate dalle banche alle imprese che restano ancora troppo elevate e che, nel caso di pagamenti di piccoli importi e per alcuni settori in particolare, come distributori di carburante, tabaccai, giornalai, assorbono molto spesso i margini di profitto degli imprenditori ”.
In Italia, ricorda l’ associazione, il numero dei Pos installati è di 2,2 milioni, rispetto a 1,5 milioni in Francia e a 1,2 milioni in Germania, con un incremento di circa il 60% negli ultimi cinque anni. Inoltre, nel nostro Paese le transazioni effettuate complessivamente annualmente con carte di credito, di debito e prepagate sono passate da circa 1 miliardo e 700 mila del 2011 a oltre 3 miliardi del 2016, con un incremento di quasi l’ 80%. “ E’, quindi, evidente – conclude Confcommercio – che su questo argomento sia necessario superare i luoghi comuni e le facili strumentalizzazioni ”.

FONTE: QuiFinanza

 

Riccardo FERRARI – rikferrari@gmail.com

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